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Scandisce il tempo
insieme al battito del cuore
questa indeterminatezza
che sovrasta ogni respiro
che resta sospeso
come foglie al vento
nei mattini d’autunno
di giorni che si rincorrono
lasciando spazio
soltanto ai dubbi
che come nebbia
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È rimasta solo
un po’ di polvere dietro alla porta
e se solleverai il tappeto
potremo nascondere le rovine
Di queste mattine inutili
durate troppo poco
per piangere qualche nuvola
o anche solo per parlare
Delle nostre carezze
finite per
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Cosa raccontano nella mia casa
le piastrelle delle anime?
Figure a migliaia
intercedono sul mio corpo nudo
le ombre trascendono in visi
bloccati dal tempo snello
nascoste schiene a specchio
librano millenarie il mio dolore
per un affronto
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Assaporo il gusto
amalgamato delle lacrime,
cerco con tutte
le mie forze di districare i nodi
del mio passato,
raccolgo
l’ultimo appiglio e
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La luce dei lampioni
mi riporta alla giovinezza
dove il rumore della finestra
che si chiude è musica
e l’aria
una chitarra che canta.
Parlo e parlo
la voce sembra una trottola
aggrovigliata al filo...
mia madre sorride
mi accarezza i
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Si condensano i giorni
tra la sabbia
ed il vetro di questo tempo scuro.
Cado nel tranello
di un’esistenza dubbia
dentro albe evanescenti
stese sulla soglia del nulla.
Attraverso miraggi
nelle proiezioni di fumo
di materia
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Cadono senza freno,
pensieri che raccontano di ieri,
un passato da chiudere,
lasciano occhi lucidi,
palpiti nel cuore
e non servono per costruire il presente,
non servono per il futuro.
Pensieri che si intrecciano
tra note di musiche
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Rimpianto, solo rimpianto
al mio vecchio cuore che batte ancora ...
Ora, il mio mondo è tra queste mura
immobile, su questo letto.
Qui c’è il mio tempo, le mie stagioni
non avrò più le dolci sensazioni
che mi donavano il sole, i prati, i fiori
il
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Magico autunno
è dipinta la terra
con foglie colorate
Odora l’aria
di
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Sorridi
al momento giusto
cortesemente
Moderi i toni
vorresti urlare
Preferisci tacere
per i figli, per la vita
Superi... ma non
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Frammenti
graffiano occhi un po’ spenti
ma ancor t’accarezza il viso
quest’estate di san
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Tendi la fionda
e abbatti
sogni e speranze
tra filari di noia
sbiaditi profumi
e una strofa
che ti prende per mano
e ti porta all’essenza
d’un sognato approdo.
E il vino del rimorso
è già lì che rosseggia
e scintilla
e tracìma
fumosità e
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Faccio memoria e sono memoria
in ogni piccola piega del corpo,
un testo muto e
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Seguo l’ombra che mi tiene compagnia,
dalla notte fonda si stacca scivolosa
sull’asfalto di sampietrini di consistenza grigia
e lesta si arresta se mi fermo timorosa
oppure divertente nel vedere sagoma dimagrita,
alta e decisa nel precedere
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Scendo giù, ad occhi chiusi
nei declivi dischiusi alla valle,
bagnate foglie sotto i miei piedi
non fanno rumore, non più.
Cammino incerto su sentieri vuoti
fra alberi dispersi dal vento
mentre il tempo, il tempo è davvero tiranno;
Diabolico
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Parto con i miei pensieri,
per la vasta, fertile terra,
ove sbocciano soavi fiori
come fini, deboli cristalli.
Avanzo,
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A l’orée de ma douleur
ton amitié marque une pause,
pour se mettre à l’abri de mes pleurs.
Aurais- tu peur d’une contamination demain?
Ne te soucie de mon sort en déclin,
m’éloigner de ton sillage je saurai.
Te souvient- il d’antan?
A l’écoute
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Passando via veloce
tra un passo lento
e un covo di zanzare
si stende in tutta fretta
ed è la tua comare
seduta sopra il palco
banale della vita
e mostra alla sua gente
la fredda dipartita.
Appare come sembra
semplicemente assurda
e in tutto
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Anche essere qui senza certezze lasciando fiorire speranze
che moriranno sotto il gelo dell’inverno e rimanere
nel grembo dei pensieri sgranando un melograno
sognando un sapore a metà tra il dolce e l’aspro...
labbra lontane spesso dischiuse nel
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Sogni galleggiano in acque azzurre,
aggrappandosi alle scogliere.
Vuote conchiglie rimandano echi
di pianto di sirene lontane.
Sogni racchiusi tra pietre antiche e scure,
esplodono, donando luce alle tenebre
dell’oblio e del tempo.
Cautamente
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Timorose pressavano le imberbi primavere,
d’astri fulgente il ciel occhieggiava di chimere,
verde quel cuor che di sbocciar premeva
come selvaggio fior che sin il sole stupiva.
Stolto quell’agitar di acque alla fonte
dove il bel volto specchiava
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| Vivì |
03/11/2018 15:08 | 1252|  |
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Sei un’eterea Creatura fra le foglie
quando sfiori nell’autunno i miei sogni,
portando senza rimorsi, in silenzio,
un’ala oblunga di malinconia.
Evochi certo, una driade assopita
sul giaciglio di una terra incantata;
in quell’erba a sprazzi
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Terra di nessuno
è il pensiero mio,
passa si, vicino a Dio,
ma non si ferma
la valle laggiù,
da lui nulla aspetta,
vuole primavere
e fugge davanti a l’autunno
le scuole:
nuove o vecchie,
cercano altrove l’idea,
quella attesa da
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Alla fine delle guerre
il peggio era passato
anche se con le Bi- Erre
il terrore era tornato
senza certo dimenticare
che la feccia del ‘21
nei Governi furon a stare
senza l’ impedimento di alcuno
con contrasti sindacali
e le bombe nelle
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Eravamo la Notte senza Luna,
le èllere ignude in su’ i muri del Fato,
le flebili canzoni di compari
avvinati e giocosi. Eravàm Sogni.
Eravamo i cuscin cui si dormì
un sonno quasi eterno che alle prime
fiamme dell’alba riedeva. Eravàm
il bronzo che
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 | Scappare, fuggire
darsi alla fuga da che cosa?
Un altro sogno da sognare
un’altra estate in fondo al cuore
e le cose da fare, da ridire meglio
forse da raccontare, e cadere
nel pensiero di qualcuno
dove nasce la voglia, il gioco
l’età delle
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| Il cuore è un rombo di tuono
ferisce il silenzio annebbia la luce
è un tamburo che tace
una tempesta nel buio
una lama che squarcia le ombre
aspettando te
chiuso in un angolo
bisbiglia canzoni
raccoglie emozioni respira le nuvole
le parole
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Attraccate a monumenti regali
stanno alberature d’ocra e di foglie
che prendono il largo in immensi viali.
Madrid non ha
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 | Roma benedetta,
Roma assolata
parlo ancora di te
come fossi un’isola
risorgimentale,
un attimo da cogliere
per poi non
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Su tenui petali
fugace emozione affiora
nella ninfosi d’una crisalide
che sotto accesa pelle
ali di nuova vita intesse.
Germogliano desideri
e i sogni colorano il grigio
di mesti pensieri
che sull’onda tiepida posandosi
riverbero di calda
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Una finestra si spalanca
Un vento gelido penetra la stanza
Ti svegli all’improvviso
ed è finito il tempo
che si
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 | È un’avventura la vita
ed è reale
anche quella che rivivi
nel pensiero
dopo aver fatto viaggi intraprendenti,
toccato mete
insperate e sorprendenti,
o anche naufragi,
fulmini e saette
che superstite
sfiori nei ricordi,
nei brividi
d’attonito
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Fragorosa è la vita,
il nascer di giorni a rimirar le ore,
corsa a raggiungere un’oasi serena.
Vita ad ammirarti mi seduco,
di tal connubio verdeggiano le oasi
a donar alla mente un senso di piacere .
Sollazzano farfalle a viver intensamente un
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Sospiri
al diradarsi delle foglie
dov’erano corolle e ora
fattezze d’ombra
da un cielo ripido dilagano.
È un arruffo
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Non chiedermi che indosso questa sera.
Il tempo per un’altra primavera
è così breve e scivola a domani
coi suoi trascorsi amari e felliniani
tra questo andare avere e ritornare
che senza dubbio non mi può bastare
per dare nuovo spazio al suo
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Questi tanti lumini accesi
sulle fredde tombe dei morti
da amiche e non pietose mani
nel giorno oggi che tutti
li
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Stanchezza lascia il posto alla disperazione
quel condimento sempre fresco dove immergersi
affinché ogni suppellettile trovi spazio nel cuore
spintoni fanno a gara onde arrivare primi
un gran caos si delinea
richieste d’aiuto sul come fare
non
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Continuo ancora
a fare anticamera nella vita
a aspettare il sole che sorge
e scaldarmi ai suoi flebili raggi
mentre
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Vivo sognando
e m’acceca la notte,
un lupo mi sbrana la schiena
e s’accappona la pelle.
Nel cielo d’Ottobre
angeli, fate e illusioni
anime arse
di licantrope visioni.
Non lasciarmi
ad aspettare la luce
che uccide il mio volo
t’ amo e ti odio
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(Innocenti pazzie: comprendi i miei intenti...)
Pensarti
è baciarti col pensiero,
sfiorarti con labbra vellutate
dal sapore di cielo,
quando venti e piogge
lo ripuliscono
da ogni impurità...
Parole,
stregate dalla fantasia,
danzano
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La macchina non parte, che scalogna!
Quest’oggi è il primo giorno di lavoro
e devo presentarmi puntuale,
perché ci tengo
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Rotoliamo,
tra rime arcaiche
ritriti e frittate
trattori allo stremo
riscaldate minestre
vanesie, eresie
scandali e
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Ed è trascorso così un altr’anno,
nel lento suo mutar d’ogni stagione,
d’emozioni ricco e tanti ricordi,
che han reso tua vita ognor più importante.
E ancora un anno per te si prepara,
che nulla toglie a beltà dei tuoi occhi,
che anzi, col riso,
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Io sono colui che tanto anche se vai
dal cuor non parti mai.
Lasci di te sapori e ricordi che non sono spugne da lavagna,
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E naviga a caccia del tesoro
in questo mare magico apparente
perduta tra gli accordi e tra la gente
volendo incoronarsi col tuo oro.
E affronta le tempeste e il grande toro
sicura del mostrarsi occultamente
qui sotto il cielo maschio e
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Ci siamo guardati, riconosciuti .
Il profumo della pelle
ha animato i sensi.
Ha unito corpo e anima
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 | S’affaccia a luna darrè a cullina
nni sta notti di beddri ricordi,
ma... perdi u surrisu senza li stiddri,
s’ammuccia ‘n celu
intra ‘na nuvula di velu.
U 2 di nuvemmaru è festa di morti,
u duluri cuntrastava fistusu pinzeru,
tradizioni
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 | Ho litigato con la mia musa
cerca in tutti i modi di impedirmi
di esercitare le mie prerogative
lei è musa e io poeta
lei è donna e io uomo
lei è immortale e io mortale.
Il nostro punto di incontro è il verso
smetterò di scrivere
per non
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Molti femminei sguardi
incontrarono i mie occhi
ed in alcuni d’essi mi persi
Come il timoniere perde di vista il faro
o come il viandante smarrisce il sentiero
In molti femminei sguardi mi persi
e fu turbamento dei sensi
palpitazione del cuore
e
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Sanguino
sempre in silenzio
perché nessuno senta
il mio lamento
Sarò la terra abbandonata
prima dell’inverno
e un sasso sulla strada
quando viene la pioggia
Sarò la goccia che scende
sul vetro appannato
e non tremerò
se sentirò
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 | “Andate in pace!” ... ci concesse il prete,
e non avvezzo a riti in casa o chiese
distratto mi scrollai da inebetito.
Silenzio pure si conviene al Sito
ché più d’ogni parola esso e loquace
di più vorrei saper parlar col cuore:
se puoi insegnarmi
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| Come angeli i tuoi baci
mi fanno vedere il cielo
e là fra le stelle,
seppur senza ali,
ti faccio ballare
al chiaro del tuo sorriso.
Laggiù, torniamo solo,
quando l’alba ci cerca.
Una fonte di bellezza
vedo in te al ritorno,
e tutto e tutti
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| La somma dei cateti
l’angolo retto restio d’ipotenusa
il virgola tre periodico dei miei bisogni estremi
Il punto, la
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| Colori
colori senza tempo
che attraverso
la luminescente bruma del mattino
tra loro
delicatamente si confondono
sussurrando
inattese speranze
e
la promessa
di un festosa ricorrenza.
Policroma certezza
che nel
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Tra merletti di nuvole
ho lasciato vestire il pensiero.
E per me,
sei per me
crisalide d’emozione
quell’iride d’acqua
dove l’anima s’immerge.
Carezzami piano,
tale al vento che soffia sul fiume
e se il Sole bacia ogni onda
tu baciami la
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Da quarche secolo c’è na’ malattia
che nun riuscimo a caccià via!
Se chiama: "lagnanza"
che ce fa venì er mar de’
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Dolce anima,
sono tue queste ceneri
celate nell’onda marina.
Goccia d’amore,
disetare or saprai,
la mia arida roccia.
Un tuffo nel mare,
per ritrovarmi dentro te
e ridurre le distanze.
Col mio palmo ti accarezzerò,
sulla mia pelle
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Quando il vento sarà amico
e il mare onda dolce del cuore
lascerò navigare la memoria
tra i fiori del passato
dove
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Ti ho cercata invano
nel silenzio delle onde
che si infrangono sugli scogli.
Ti ho cercata invano
nella solitudine atavica
delle mie poesie d’amore.
Ti ho cercata invano
nel canto gregoriano
delle liturgie bizantine.
Ti ho cercata
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Vado frenetico su mio cammino
sotto la luce di stelle che brillano
sulle nubi che corrono nel cielo.
Guardo rapito l’alto
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338172 poesie trovate. In questa pagina dal n° 36481 al n° 36540.
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