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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Arresto la mia stasi
che corsa non è stata
e il ricco resta a strati
semantica di potere.
L’inverno sta arrivando
a fiotti come schegge
e io non sono bella
vestita di rimpianti.
Non scavo
un solco in più
e il viso mio non lascio
a voci
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Una notte prima dell’aria frizzante,
la vedo addormentata dolcemente
mentre il micio l’accarezza
e le coperte l’avvolgono in un manto.
I pensieri volano, nell’argento delle stelle,
ai giorni trascorsi con lei,
quando respiravo l’aria tersa
nel
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Estroversa quiete mi trasporta
al largo di una tempesta.
L’attendo sul molo di una barca a secco...
e non so più remare incontro alla corrente
del maltempo.
Vorrei che si spegnesse il giorno,
chiudendo gli occhi appresso all’affanno,
in pieno
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Vorrei più volte
non uscir di casa
per non mettere
mano al borsello
che più ci metto
più vuoto lo trovo
non solo il borsello
ma anche il carrello.
E visto che non c’è
altra via di uscita
ho deciso
di mettermi a dieta
allontanando
i cibi più
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Non mi basta mai
berti sacrale così
da spargerti
in me come sei
nel moto capitato
per noi
un giorno d’ altalene
di
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Nel sole
d’un tramonto sul mare
pensieri
crucci
tuscaniche lesene spiccano
a compagnia
stridenti
austeri
s’un letto di colori
mirto, lentischio e leccio
venature
d’olivastro e d’alloro.
E in cima
a cuspidi d’azzurro
mi ritrovo sereno
a
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Taci!
Io non dirò nulla.
Ci saranno silenzi
carichi di parole non dette,
di mani a chiudere le bocche.
Taci!
Io non dirò nulla,
mentre altre lacrime
ingrossano torrenti
che mai porteranno al mare.
Taci e subisci,
taci e nascondi,
taci e
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Il bavero alzato,
le tese piegate,
il sigaro tra i denti
le mani nelle tasche svuotate.
Aspiro le note nella notte
e mi
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Racconto sottovoce al mio mare i malesseri
nel mio parlar all’anima
e al volgersi dell’onde
che rotolano
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Ed io lo so
che questa nave
non porterà da nessuna parte
ma quanto meno
toccheremo gli argini del fiume
i limiti del cielo
il fondo del più profondo
di questo sacro mistero
nell’Oceano dell’anima
dove i pesci sono sinfonia
e la melodia non
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Sono confini
quelle parole frapposte ai tuoi silenzi
che segnano il guado di accesso sradicato dalle intemperie,
dal quale
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 | In ogni donna c’è una madre
anche del figlio che non partorirà.
In ogni donna c’è una compagna
anche dell’uomo che non
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| Se fanno tanta suonne,
se ‘ncontra tanta gente...
ma chi ‘o penzava ca esistive tu
E’ overo, te l’aspiette...
nun pierde maje ‘a speranza,
’e vote chesta vita è ‘na cumpagna
Se po’ parla d’ammore,
d’’e cose cchiù profonde...
e mentre ‘o dico
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La sofferenza in volto
e un brandello di vita tra le mani
un’afona luna s’eclissa
sul fondo della mia anima.
Ma negli anfratti
d’un baratro profondo
dove ogni gioia è spenta
l’eco d’un sogno tanto amato
m’abbaglia catapultandomi
su un cammino
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 | Nitida alba coglie mio risveglio,
vallata di rugiada traspare agli occhi,
ricordi di padre dal tempo nascosti,
incollati dal cuore nel profondo
dell’anima.
Pagine di memoria s’aprono
al cielo
e la mente ammaliata
dal tuo dire e pensare
dona
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Oh cuor batti come tamburo,
colomba in cielo a
cercar amore e pace.
Sei alito non posso trattenerti.
Vai ove il baglior ti gloria,
e l’amor non
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Lei è un elemento che nuota nell’acqua,
è lo scoglio che fende quell’onda,
s’arrampica spesso sul raggio nascente,
cammina a ritroso e fa il verso del lupo.
Di notte non ha paura. all’ombra cammina,
la luna riflette il suo sogno, va in cerca
di
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Il primo sigillo fu di zolfo e d’azoto ciascuno in due parti col quarto suono impappolato a sbafature tecnolosse di bolle sterminose di sapone in inibizione completa e astratta a riflettere il quarto colore della luce fantasmata nell’arco fuso e colato
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Qui, perché di te respiro ancora
le cose che non hanno forma e nome,
qui, nel po’ di fumo, assorto come
davanti ad un
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Origina da reciproco rispetto
non si misura in piazza
e men che meno nel suo dire
nell’anima le tracce del suo fare
e
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Pomeriggio d’autunno tempo incerto
alberi spogli a dar luce sul parco
il poco sole barriera non vi trova
scivoli dondoli altalene rotante
una giostrina giocano i bimbi
alcuni stranieri e con lor contenti
e gioiosi mia nipote corre, nel
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 | Un tempo ti scrivevo spesso
e mi svegliavo all’alba tra le rose
un tempo le nuvole erano più chiare
e si sentiva la pioggia, un tempo
e io morivo spesse volte, un tempo
l’organo della chiesa si sentiva ancora
e i campanili erano di vetro
io ti
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Fatima, antica, fu devota e santa;
Fatima è un luogo, anche, in Lusitania;
pecore beate, al ciel che molti piani ha,
fede
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Non sempre la serietà di un volto
lascia trasparire quello che dentro rode
non basta la felicità negli occhi altrui
a debellare quanto nel tempo ha corroso
urge una volontà difficile da afferrare
affinché il futuro possa di nuovo
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Te lo sussurro piano
io, che ti voglio
tu, distratto te ne vai
lontano con i tuoi pensieri
Sfioro la tua pelle,
il vento agita le nuvole
Occhi si chiudono immaginando
ciò che la realtà non dona
Te lo sussurro piano
io, che ti voglio
qui,
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(non posso fare a meno di essere in te)
Solo
le tue parole,
i tuoi taciti sguardi,
il ricordo
non tanto lontano
dei tuoi sussurri
alla mia anima perduta,
come volo di farfalle
che dolcemente lambivano
un cuore sognante,
possono far
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E’ da quando t’ho incontrata
che la vita è diventata
un deserto sconfinato
senza un’oasi incantato.
Oltre a te,
non vedo più niente,
non vedo più il cielo,
non vedo la luna,
non vedo le stelle,
non vedo neppure
le cose più belle!
Quando tu
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Infelice è il tuo canto
o sera...
quando raccogli il cuore
in una conchiglia di ricordi,
tace il brusio del giorno
e le
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 | Essere un altro,
con il volto di cera
e sembianze polimorfe
di un essere senza identità.
Vorrei avere il nome di un altro,
per non essere riconosciuto,
essere essenza volatile
in un movimento artefatto
di moine e inganni.
Vorrei non avere
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| Eolo |
26/11/2018 04:20 | 1418 |
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| Se non m’aiuti non so cosa fare,
son qui arrivato sol da qualche giorno,
dopo una triste traversata in mare,
e laggiù non posso più far ritorno.
Han me costretto ed altri ad emigrare
guerra e fame con le rovine intorno,
a guida d’un... solo atto a
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| Averti perduto
è quasi come non averti
mai avuto
in un cuore che muore
nell’inverno oscuro.
Non l’avrei mai
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| Nati lontano dalle stelle
pur cullati d’amore forse malato.
O forse più forte di ogni dura sorte
e degli inciampi del tempo.
Dai giochi delusi ed esclusi
per menti e carne distanti
e lontani da ordini e uniformi.
Aiuto!
E nessuno in
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| Non ci sono confini nel silenzio
l’amore è essere nelle piccole cose del creato
gioia di vivere la grazia che è in noi
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Troppa luce,
i miei occhi
han guardato troppo le stelle, la luna, il sole .
Troppo azzurro
in un cielo d’estate.
Troppe lacrime versate,
troppi sospiri.
La mente si rifiuta di ragionare
e continua a fantasticare, a sognare.
La realtà? non la
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E se pure
fosse
in un lucido sogno
che
alle prime luci dell’alba
nella mente
avesse dimora
della realtà del mio sentire
come potrei
mai
dubitare?
D’altronde
ben lungi d’esserne
l’effimera
prevedibile conseguenza
degli infiniti
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A lato della strada
un angolo nascosto
e poi ne paghi il costo
con gli anni deputati
e resettare
il suono del violino
sul pentagramma avaro
delle note
che possono dar fuoco
alla tua legna
e alle asinate ottuse
del destino
ma il tempo ancora
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Asfalto e il male
qualcosa da sniffare
a confondere il reale
in un sogno da sognare
Piove sul disincanto
sull’innocenza sfregiata
d’un’ infanzia consumata
senza liberare il pianto
E sotto il vostro mondo
cercare quel tepore
che fa pulsare il
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 | Come un poeta
coltiva la sera
il suo fiore maledetto
c’è qualcuno
che spera
di gonfiare una vela
rimpiangendo un colore
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| Ovunque soldati
duri e severi
alteri e spietati
tengon poteri
uccidono ogni giorno
anche senz’armi
e si credon nel giusto
usando la penna
cammina e taci
uomo arruolato
dentro la tua divisa
ti lasciano in pace
ma tu disertore
sei l’unico
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Temo che il bosco mi abbia sentito
girare i miei passi
mentre l’ombra svaniva
a due graffi dal buio
Forse qualche antica presenza
ha udito il dolore
o le ali di seta strappate
dal cielo in amore di pioggia
Spero che le foglie
non abbiano
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Con il suo cane accanto
emarginato e blasfemo
come
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Breve
lascia il ticchettio cadente sui sogni
si ferma, copre la strada, e poi scende
sulle lacrime, nel tempo uggioso dei pensieri
lascia un senso il venire giù
un respiro di aria
una fresca mattina d’autunno
tra i colori che cambiano,
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Nel silenzio ripara il mio pensiero
se incontra un muro di ostilità
Gelido ed oscuro... non passa
luce lì né filo d’erba cresce
tra le crepe e le insenature
Non traspare da me lacrima né gioia
Ha steso un velo l’anima sugli occhi
ché il cielo è
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 | T’hanno lasciato in disparte.
Lo sguardo interrotto,
indifeso,
di chi non chiede,
solidale
a sorti
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| Quando il tramonto muore
e cala lenta la notte
si spengono i muri della città
e si riempiono lente le strade
che amo e conosco da tempi lontani.
S’ animano i marciapiedi di volti conosciuti,
tante piccole maschere inconfondibili
nei loro movimenti,
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Oh Vita, mia profonda amica Vita!
Da tempo non trascorre il mio cuor tra ombre
de’ tuoi tigli. Ma come stanno?...
Forse
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S’adombra il cielo
canta nell’aria
il respiro della sera.
Una magica brezza
mi bacia con l’ultimo rossore
del sole morente
rapita
mi vesto del suo colore ...
un melodioso silenzio
m’invita ad ascoltare
quel lieve
impercettibile
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I suoi occhi fissandomi
mi scuotevano.
Con un affondo scavavano nel mio
petto stanco.
In un’assenza di nota sorda,
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Tu con la testa nella sabbia non ricordi nulla!
Tutti i momenti s’infrangono sugli scogli
e coperti dall’onda riemergono alterati dall’odio.
Non sei più la stessa!
Non scendi le scale con allegria.
Lento si aliena l’entusiasmo.
Non ti ribelli più
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I crepuscoli appannati dai ricordi,
mi strangolano la gola
con i lacci della solitudine.
La fioca luce di una lampada,
violentata dai graffi
di un sudicio manto di polvere,
infiamma l’angoscia,
avvinghiata ai miei polmoni,
gonfi
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Come potrei svegliarmi fra le tue braccia,
e dirti tutto quello che sei per me,
che sei il mio sogno d’amore
che sei da sempre nel mio cuore.
Come posso cavalcare questa avventura
se mi confondi con il tuo sorriso
sei da sempre qui nella mia
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Giungi al mio capezzale con aria beffarda
mani tremanti lacrime asciugano
disinvolto il tuo viso
-come lame taglienti-
con occhi di ghiaccio
sono presagio di ciò che m’ attende
non una notte d’amore
non una notte d’amare
una notte di amara
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Passa par mi la festa
sensa tanti calori,
resènto i ricordi
taché su la speràngola,
coela de la me vita.
I bei me vint’ani
iéra sgonfi e tondi,
i g’avéa la scùria,
i me frustàa ‘l morbìn,
ma mi no’ ghe badàa.
Coalche schèo sudà
mi ghéa ‘n
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Ultimo banco
dietro la colonna
visto e non visto
quinta elementare
una maestra intenta ad annullare
con la destrezza di una principiante
quella mia faccia di bambino assente
e normal... mente non capivo niente.
Davanti a tutti
terza scuola
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Leggiadra e bianca trina di stella,
la neve fitta cade dal cielo;
nel suo candore, salendo in sella,
bel cavaliere, va
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Ho amato la mia solitudine
il mio silenzio più profondo
non cade nessuna parola
dove il pozzo non ha più fondo
dove si smarrisce anche la luce
cosa mi serve adesso, se non il nulla
scricchiola la penna sul foglio
oltraggia la neve cosi bianca
di
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Lentamente scende la sera
uno spicchio di vita, dolorante, se ne va
lasciando rosse scie del suo passaggio
con la triste aria a smuovere il tendaggio.
Lacrimanti occhi scivolano lontano
attraversano lande sconfinate e vuote
vogliono fuggire per
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Io ti canto emarginato
dalla vita licenziato
volto franco della messa
con la notte da papessa.
Io ti canto dolce amico
come te dall’ombelico
mia gioconda confusione
sei comunque una ragione.
E se il mio canto può spezzare il velo
lo faccio
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 | Grida la quercia nella tana del leone,
preda nelle grinfie d’artigli e coltelli
goduria d’orrendo desio.
Sei mia bambola del piacere!
Ogni forma di ribellione
incrementa ossesso volere.
Non baci, non carezze
sulla vellutata pelle,
ma... pugni e
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Non toccarla se non l’ami
le farai solo male,
non pensare che è roba tua
appartiene solo a se stessa
non soggiogarla
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338162 poesie trovate. In questa pagina dal n° 35581 al n° 35640.
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