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Inizio inverno
filtra un baluginìo
tra àceri ed abeti
per viottoli in collina
sul crinale dei sogni
dove fanno ritorno
al centro del mio petto.
Fascinazione
d’animo in ascèsi,
abbraccio
refoli di tramonto
e cieli arancio cupo
oltre la
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L’estate mi ha sempre tolto qualcosa
ma d’inverno rinascevo
ed ascoltavo la pioggia
mormorare segreti di vento
Io non sopporto il caldo
soffro sudori di antiche ere
e il battito che ora canta
fatica a muovere pochi passi
L’estate mi ha sempre
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Ricorda la memoria una casa,
sere intorno ad un focolare,
si toccavan le ginocchia e nell’attesa,
mentre calavan nel silenzio le ombre,
racconti di tempi andati.
Il sibilar del vento diceva
di geli e di dolori
di scricchiolar d’ossa
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Non penso a seppellire l’anno andato
Il caso e la malasorte han fatto più danni
Vi sono visi che non voglio cancellare
dalle strade e dalle case o dalle panchine
sulle piazze in festa. Ma sono visi persi
che rivedrò, son certa, in qualche
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Al cuor hai insegnato a palpitar –
solo te vuole, non abbandonarlo,
ti prego, ché nel petto non può più star.
Con l’indifferenza non pugnalarlo
perché soltanto di te si può fidar
benché spesso gli dissi di non farlo
ti voglio bene, al punto di
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S’incendia il bosco di rossastra luce.
Che i rami arsi siano anch’essi informati
dell’arrivo di un nuovo anno.? E non
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Ti guardo dallo specchio,
osservo il tuo corpo
spumeggiante e ancora giovane,
vellutato come la seta,
flessibile,
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Dentro la mia ansia
io scorgo noie,
la bambola perfetta
di pezze e riposi,
catapultato
da un posto all’altro
del
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Riposati tesoro sul mio petto.
Sei stanca, amore mio, anch’io lo sono.
Appoggia qui l’orecchio, senti il suono
del cuore
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La voce del mare ripete quelle parole
che il cuore le sussurrava nel silenzio
come se avessero lasciato una traccia
lassù nel lento cammino delle stelle.
Così si incontrano i nascosti pensieri
che vagano nelle strade della mente
tra percorsi
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 | A Capodanno si getta tutto il vecchio
l’anno passato, le illusioni e i desideri
gli accidenti, parolacce ed improperi
le delusioni raccontate dallo specchio.
Finisce l’anno e con se si porta via
quegli amori e quei momenti di allegria,
le
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Pianto di maschere e ombre di sguardi gioviali, di cene...
a te! ultimo giorno dell’anno che istrione ti burli!
A te!
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 | Come potrò dimenticare
il tuo sorriso
nel porgermi quel libro in dono.
E quel tuo dolce sguardo
che ha scaldato
in un
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Sulla soglia dell’anno, io sono,
dietro di me stanze fredde e buie
conferiscono un’atmosfera stanca e stantia.
Con fievole
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 | Chi ruba ogni identità
ha poco dignità.
Incide insipidi pensieri,
ti regala chimere,
alti voli pindarici,
ritmati
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| Oggi in quest’ultimo giorno dell’anno
del Sgnor duemilaediciotto non so perchò
mi sei vecchia figura tornata in mente,
eran mi par gli anni sessanta, ricordo
che molto piacevi alla signora Gemma
la cara nonna di un mio caro amico:
ogni mattina
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| Non aver senso,
ragion d’essere.
Io sono!
Siamo così insignificanti
davanti al nostro niente.
Cos’è un pesce senza il mare?
O il mare inabitato?
Cos’è? La vita senza vita?
Un cielo! Cos’è un cielo senza stelle?
Senza luna, senza nuvole
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| Fermo.
Tutto é fermo.
Tutto é silenzio.
Tenaglia di ferro,
freddo metallo
al diaframma attaccato.
Fermo
immobile non mi dá tregua.
Il vuoto
mi aggancia
mi prosciuga
mi fa crollare nell’abisso
da cui mi
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| Che pena! Sto davanti ad uno specchio
completamente nudo per scoprire
la differenza di quand’uno è vecchio
con una foto (roba da svenire! )
da giovane (ero nudo pure in quella),
col corpo palestrato, bello, asciutto,
me l’aveva scattata
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Un po’ di felicità, le delusioni e le amarezze,
un sorriso, tante carezze,
un pugno nello stomaco di vetro
la bufera ed un venticello neutro,
Il sole sulla pelle
I sogni nelle stelle,
Il gelo della monotonia
un’ansia che ci porta via
oltre la
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Ti tocco
ma non ti sento
fantasma d’emozioni
e tormenti
amore che appari
nella mente
e in un niente scompari,
per poi dimenticarti
in un letto d’oblio
Ti tocco
ma non ti vedo
nuvola trasparente
in un cielo grigio
onda solitaria
fatta
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e, vorrei,
telefonarti, sentirti,
ma sai che non lo faro‘,
forse per orgoglio,
forse per paura di un rifiuto,
forse per troppa dignita,
o forse perche’ non lo so, e
vorrei
dirti semplicemente,
che mi manchi,
mi manca il tuo sorriso,
il tuo
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La verità non importa a nessuno.
Il mondo vive dietro maschere su maschere.
La verità è quel ridicolo pupazzo di paglia
con un cappello strappato sulla testa
ed una carota al posto del naso
che la cattiveria, la falsità e l’ignoranza
si divertono a
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 | Lo fa con tenerezza
come un padre con il proprio
bambino,
tenta di cancellare la mia innata
malinconia con colori nuovi,
con pastelli di dignità tra le mani
che deliziosi diavoletti gli porgono.
Ha verso di me anche parole
di rimprovero
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| Eolo |
31/12/2018 01:43 | 2032 |
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Quale ricompensa
a navigare sugli scenari della vita
se vivo senza un vuoto che mi regga
tra le mongolfiere dei desideri
Viaggio sulla scia di una catastrofe senza meta
guardando il fondo di un valle senza sole
ma mi rallegro vita altrui fiutando
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 | Il corpo fa dell’abbondanza
dimora del godere
a sfregio di ordinate trame.
Un meccanismo rosa
trattiene presa satura
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Non sono tutte
ma di certo tante
le foto di quest’anno appena acceso
momenti con momenti da annodare
a questo diciannove più duemila
con tanta gente e mille cuori in fila.
Non sono tante
di sicuro poche
le foto dei miei giorni ancora
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L’ora é quella degli impiccati
e suona un clavicembalo
per i ritardatari cronici
che vegliardi s’imbambolano
nelle
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bianca la luna
si specchia
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L’ultima carezza
aveva lasciato il bosco
caduta in un attimo
come le foglie
Quando arriva
il gelo dell’inverno
e i rami restano spogli
in attesa di un sogno
L’aria
non era troppo fredda
ed io sapevo
che prima o poi
Sarebbe
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 | Si è presentato nudo come un verme
coi rami secchi in alto in basso e al centro
convinto di giocare con la sorte
tra un canto di poeta e un arlecchino
capace di combattere la guerra
per meritare almeno una medaglia
sospesa tra il decoro e la
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Vivo dentro me la paura del perché
nell’obliato vissuto, con terrore
e in un’alba vuota priva di luce...
Vivo quel perire
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Arido e terminale
dammi un silenzio più duro
che non so sopportare
lascia cadere,
lascia parlare
mostrami i denti è Natale
E’ inutile che picchi il mio cane,
l’argento è fuggito un momento dalle persiane
con le parole
con le parole
che non so
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| Nero |
30/12/2018 19:20| 1678 |
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 | Forse solo per un attimo...
sono libera!
Da una vita che m’affligge.
Non luce né tenebra
ma chiaroscuri.
In equilibrio sto
sulla percezione
d’una notte infinita.
Libera da ogni pensiero
libera anche dai ricordi,
incontro il tuo universo
di
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Non lasciarmi deserta di te
abitami
vivimi ogni giorno
a fiorire candidi gigli
in manto celeste.
Invocazioni a catena
ho intrecciato in dita farfalle
e cruna e filo
a dispiegare grani di rosari
a omaggiare il desco
desio di Te
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Sono un barbaro.
Detesto la presunzione
la retorica dell’assenza.
Del dubbio la mancanza
l’intervento cooperativo
nel
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Trattieni il respiro
ferma il tempo
aspetta paziente,
passerà
arriverà
Solo allora finalmente saprai
senza dubbi e con completa chiarezza
se felice la scelta fu
Ma se un’ombra sentirai
il tuo cuor non oscurar.
E’ meglio così.
Tempo ci
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Amor che hai?,
di libero pensiero ora voli
attraversando il mare,
confini ed alte sponde, di pietre e sassi.
Amor che
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E arrivi ancora una volta,
bussi di fretta alla mia porta,
cincischi fischiettando
poi ti giri con un balzo:
mi spingi
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Amaro caffè
che danno da bere,
da secoli e secoli,
tutti i potenti
ai popoli divisi,
bianchi e neri,
che vivono in lotta
su terra e continenti.
Sempre in attesa
di un nuovo giorno
che il sole entra e va
a scaldare il cuore,
ma il vento
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Ogni giorno rivolto a noi stessi
infiniti quadri anonimi.
Se il giorno
potesse darmi da vivere
per quello che sono
per
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Finirai per perdere
quegli sguardi dal viso
nell’anno che viene.
E con essi,
svaniranno speranze
e redenzioni prêt-à-porter
sepolte sotto
ceroni d’annata
e convenzioni
di sbriciolante porpora.
Dodici mesi
tra Nèmesi e Mnemòsine
furiose nel
leggi

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Ricordi d’adolescenzialitá
ancora vividi
offrono sensazioni
a far bruciare i sensi
e accendono sulla pelle
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Mi culla come un onda il suo ricordo,
una marea il desio mio d’amare;
annegano i miei occhi nel suo sguardo,
ove affondo, come un granello in mare;
Memorie immense, nell’infinito,
dove lucciole di stelle danzano;
ivi il cielo, ed ella, l’amor
leggi

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M’illude ancora
la tua voce roca
sazia d’addii
e tenerezze lascive.
Non m’affretto
a scacciarti oggi:
la vita pare così
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Una prigione, il mio polifonico volere bene.
La gente ha una missione
nel creare scompigli,
è la bazzecola il senso
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 | Siamo sdraiati al sole,
cullati dal sussurro del mare,
sotto un cielo trapuntato di bianco
come un lenzuolo su di noi.
Sembra di essere in un altro mondo,
forse celestiale, forse surreale
nel silenzio del meriggio
fra l’azzurro del cielo e del
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Al tenue tepore
vano s’arrende
e, senza riserve,
il vergine manto
è vinto dal sole,
ritorna a cantare
il vecchio torrente
e sfratta dal letto
l’ignavo letargo,
incede, sospeso,
un avido uccello
nel prato riarso
or trova ristoro,
lento si
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U pastureddu tuttu allampatu
vinni a la grutta ri lu Bambineddu
e vitti la biddizza di la Luci di lu criatu
quariata da un bue e n’asineddu.
In tanta beatitudini ri lu celu
na matri cullava u figghiu divinu
e ammugghiatu in una truscia a velu
tutti
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 | Aspetti da sempre
l’estate e l’inverno
e aspetti
che passino le nuvole
aspetti, e guardi più lontano
mentre aspetti
il bus che non passa mai
le rondini, aspetti
e le spazza il vento, mentre aspetti
dove sei, e aspetti
aspetti da sempre e
leggi

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Andavo dritto sul fondo di una valle
che senza colori tristezza decretava
Avevo gli occhi affossati
in quel crepuscolo
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Prosegue dall’Estate la mia sofferenza che tace,
da quella bianca Luna che un giorno splendea sull’Arbogna.
Ricordi? Le
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Ho perso la strada
che porta al paradiso.
Sono inciampato
in un’illusione utopica.
Ho visto l’inferno
negli occhi del cielo
capovolto.
Adesso
ho il terrore
di guardare l’orizzonte.
Alla ricerca
di un raggio di sole
che infervori
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 | Quest’anno non è come gli altri quest’ultimo giorno dell’anno:
nell’aria di festa traspare un greve pensiero angosciante:
mai più sarà ancor san Silvestro,
mai più un altro anno di prima,
mai più nuovi giorni di pace, né lieti momenti d’amore.
La
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Fragore di scintillanti fuochi
divora riverbero di luna
con gobba di tristi ricordi.
Flebili tracce di nostalgici rimpianti
affondano in un calice
di frizzanti bollicine
per festeggiare
sotto un cielo di stelle il nuovo anno
che -come un
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e, a volte
quasi sempre, ti penso, e
ti sento,
fra il fruscio delle cadenti foglie d’autunno,
nel calore abbagliante del radioso sole,
nel canto libero di un fringuello in volo,
nel fischiare del vento caldo del sud,
nel volo di un gabbiano sul
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C’è un’ attesa nell’ aria pungente,
che scandisce il trapasso di un anno
come il fremito dopo un malanno
da scordare e
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Una flebile luce, una vuota stanza
una vecchia poltrona attende
il suo essere arranco stanco
con pareti spoglie d’ogni sostanza.
All’ombra d’un sospiro... l’attimo,
il rimembro di gai giorni andati
la solitudine è là... lì vicino
un tramonto col
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Te lo metto a strimpellare
con chitarra e tamburello
sono adulto che macello
tanto e troppo da cantare
sarà colpa dell’età
non avrò più l’uomo nero
dovrò essere più vero
e cambiar tonalità.
Il giorno dì ventuno di gennaio
io ti divento grande
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Donna e leonessa l’anno di Maria
fornito del suo impavido coraggio
e lotta contro il gusto tuo selvaggio
di mettere il suo nome alla magia.
Leonessa e donna vita in cortesia
giorno per giorno degna del lignaggio
coperta in ogni dove dal
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338322 poesie trovate. In questa pagina dal n° 34531 al n° 34590.
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