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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’922Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Cosa ti potrebbe consolare,
ora che sei da sola nel buio
rannicchiata in un angolo?
Non sai più cos’é l’amare,
perché lui è stato solo un guaio,
un enorme peso, uno spigolo.
Tutte le carezze per sperare,
per illuderti di un amore
che d’amore
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 | Soffice e macraba carezza d’amore, abbandonandola,
ho lasciato il vuoto tra le pieghe del cuore...
asciugavi, Tu, le gote imperlate, salate,
ritraendo i misteri dell’animo in pena;
Un’istante è la vita, un giro di boa,
al largo va, ondivaga,
Mi
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 | S’alza lieve il canto
nello schiarir di cielo
ed invade tutt’intorno,
con cinguettii d’intonati canti
che si espandono
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| Come burattini vanno e vengono
ognuno con il proprio peso sulle spalle
sino a quando la fine tutto cancellerà
- così si crede -
bolleranno le zolle all’infinito
facendo risaltare quei colori
che nella vita un senso elargivano
parole rimaste
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 | Hai mai visto l’anima di qualcuno?
Penso a qualcosa, come un terrificante grido
una richiesta di aiuto, una voce nel deserto.
Hai mai sentito quella
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| “Marisa, ho deciso di ammazzarti,
perché mi son stancato di spiarti,
vai sempre a letto col commendatore
e, poi, con me
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| Soprattutto aggiungi
cose a cose non dette,
riservate per momenti migliori,
celate,
zittite nascoste.
In silenzio rifletti,
allontanando sibillini pensieri,
intrecciati stretti,
come cesti di dura paglia.
E poi cade il velo del riserbo,
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Ricamo le ombre
come non ho mai fatto
santifico le ore
sull’altare del buio
E premo deciso
sulla rosa dei vespri
petalo dopo petalo
goccia su goccia in rosso
Distraggo le stelle
finché la notte non cade
a fermare i sogni
in un dedalo di
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Credo,
ogni occhio che al giorno
si apre, veda un unicorno
trainar seco un arcobaleno
di sole, vagito di ciel sereno...
Credo,
ogni orecchio che al giorno
si apre, senta l’eco fraterno
della voce che spera e ama
la vita e per nome ci
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E’ una ferita viva dentro me
e grida e urla come un’affamata
sorella e madre mensa apparecchiata
tra le carezze e i tanti miei perché.
E il tempo che dimentica i tuoi se
ripassa lentamente all’impazzata
amico mio nemico da parata
con le dolcezze
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C’è un ingresso nei tuoi silenzi
dove si sgretola il pensiero
lì il peso d’ogni parola non esiste.
Evapori tra le mie dita mentre svesto
i tuoi occhi della loro luce.
E’ appartenenza in un accenno,
nel vortice trainante d’una nota.
Tutto fuori
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Sole di giugno
il mare risplender fa
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Come un gabbiano in volo su nel cielo,
vorrei volare libero e cantare,
andare in alto sempre con più zelo
e poi tuffarmi
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Soffio del tempo
nel sentiero del
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Meraviglioso momento
l’abbraccio è un’unione d’amore
profonda sensazione,
due cuori battono insieme,
il ritmo dell’amore.
L’abbraccio è...il dono più grande
che una madre può dare a un figlio,
il giaciglio di calore di due ragazzi
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Vorrei guardarti ogni istante
nei sorrisi alla mente
d’un tempo viandante
senza senno di poi.
Profuma l’abbraccio
e infonde coraggio
con forza della vita
dentro Te inaudita!
Tu sai ove vorrai
snodar oscure paure
se serrano il cuore
nei
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Ore ed ore a rimirare il cielo,
un viaggio infinito tra stelle cadenti,
è uno spazio sacro tra i più nobili sentimenti.
Ottimi ascoltatori sempre pronti a donare,
sognatori ad occhi aperti, creativi, molto forti.
Amore, ricerca, verità e
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Solari i tuoi sguardi,
sono attese carezze
per il mio cuore,
le sento, le vivo.
Lontano il silenzio del bosco
umile, ci chiama,
lui cerca chi si ama
e noi due là,
non possiamo mancare.
Aspettiamo, se vuoi la luna,
lei è brava, sa
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Sonnecchiavano le stelle
sull’orizzonte del universo mio.
Bianca era la notte,
un lungo cammino
animato di sogni
Il battello dei palpiti,
scorse il tropico del cancro
Al timone,
il sogno d’amore che si insegue
di tutta ĺ a mia
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Fuoco e fiamme
nell’incedere inclemente di un bisbiglio
sotto una coperta di voci strozzate
con la parola che diventa
inesorabile appiglio
tempesta di sospiri ansimanti
nell’attesa squarciante
di brividi a pelle sulle curve bagnate
con gocce
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Attimi su attimi dosati con pazienza nel tempo
che lentamente va nella catarsi di un fortunale
vissuto senza mai fermarsi
come fosse vita percorsa su sentieri
sorseggiati e condivisi con cuore e anima,
e nonostante il tutto, ancora più
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In un vassoio di cristallo
il fasullo appare vero.
Senza riposo
lavora l’intelletto
per mettersi a braccetto con l’ingegno
senza essere circospetto.
Se non fosse contraffatto
sarebbe l’antefatto del certo.
Lo misuro con il dubbio
per non
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qui
di noi solo apparenze
-ridimensionati siamo
-acqua e memoria un sogno di volti
delle nostre ali -dalla nascita-
abbiamo perso ogni tanto una piuma
e la chiave del cuore
-ahinoi- dimenticata in soffitta
tra arnesi fuori uso
mangiati dalla
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Sei cosi silenziosa
-
avrai da fare e lo capisco
-
buongiorno a te, e via...
-
ci basta questo mattino, a respirare
-
a non sentirci
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Rimbomba lodi
ai miti trionfi.
Storia d’intrighi
d’indocili conquiste
Akragas sponda
di miti fiumi
Terra eterna
città degl’immortali
Imperi e tiranni
calcedoni e gelesi
contendono agli allori
al destino degli Dei.
Giochi di
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Quasi ipnotico
quell’incontro con te...
non lascia spazio
a frammentate idee.
Solo dà adito
alla creazione d’un vissuto
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Migliaia e migliaia di buste
di plastica lungo la spiaggia!
Ma siamo un paese civile
oppure una razza
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Impalpabile
aleggia
come
un miraggio improvviso
nel deserto
soffocante
del consenso.
Tra le case
sulle strade affollate
tra i pensieri
insistenti
ovunque
si posa.
Scintillante
semenza
dell’infinito Sogno
avvolta
in sottili
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Amore che di notte
vivi nei miei pensieri
illumina i dolci ricordi
sulle onde di questo mare
che non ha più vele .
Noi nati nei giorni della nostalgia
siamo fotografie prive di parole
sguardi di silenzio sul davanzale del tempo
dove gli anni
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Il passaporto
che utilizzo spesso,
per lavoro o vacanze
lo tengo stretto,
lontano da ogni
fuoco e riflesso,
che potrebbe fare
un contrario effetto.
E quando scade
vado... e lo rinnovo
per dormire tranquillo
e al sicuro
di poter
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Affranto infelice e stanco
annegar vorrei nel Nulla
or che esausto di battere è il cuore
e proibito mi è porre fine alla vita.
Oblio pietoso perché diserti e ozi
oh ulcere crudeli, crampi di morte!
Luce mai sconfiggi il buio
tutto si scompone e
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Mi ricorderò di dover morire
quando l’erba sarà fiorita
ed il contorno dei rami d’argento
avrà già lasciato questo cielo
Il segno delle carezze
non sembrerà più una ferita
dimenticata aperta dall’estate
ed i miei respiri saranno
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Tu Ermes, nel tuo errare
al limitar tra cielo e mare,
posa le nobili tue membra
sollievo alla desiata ombra,
e vessillo tuo a noi traduci
a postilla, lentamente bruci
la fatica del pensar che cresce...
In grembo, nugolo di frecce
bersaglia
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L’aria s’offusca e pesa,
la pelle quasi nuda pare indossi
mille strati di stoffa.
Cerco respiro in un soffio
che invola i petali
e veicola mulinelli di insetti
e scruto nel plumbeo cielo un raggio
che faccia pensare ad un errore
e sperare
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Mi turba, quando è fitta, la foschia;
c’è così poca luce, e mal comprendo
qual sia la verità e qual bugia,
se quel bocciolo è vivo o sta sfiorendo.
La luna col suo fioco luccicore
rischiara come può la mia esistenza;
odoro mestamente il
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Io e te, soli
a piedi nudi
sul prato falciato,
nel profumo del fieno,
fra petali di margherite
che si consumano
per la
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Ricchezza, di una rosa
- e i suoi petali delicati
(povertà mia)
che l’amo, e guardo
-
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Metamorfosi dei sentieri
stanotte incastonata a ieri
prigioniero di parole e pensieri
che pur fuori tempo son veri.
Ma cosa dirò alla luna
se mi guarderà in casa oscura
ove eri - solo Tu - la sua luce
e appagante soave pace?
Verseggiando una
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L’amore bambino
per abbracciarti
basta dirgli: ti voglio bene
disegna cerchi
con pietre nell’acqua
e per merenda
avrà zucchero e pane.
i piedini scalzi per strada
la madre che osserva,
le risate sguaiate
per un cane che abbaia
un vecchio
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Una distrazione,
la vita,
afferra la coda a un sogno
e la strappa via
disperdendola
come polvere remota.
Si annida
nelle ore di ombra,
sbuffa, annaspa, rantola
tra un’attesa e un tremito
poi si accartoccia
mentre cede il passo
a un
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Italia |
20/06/2019 13:06 | 2072 |
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Questo piccolo uomo
di bosco e cemento
così di carta e di fumo
e così d’ombre e segnali,
questo uomo così fuoco sottile
e contadino e amante
non vivo non morto:
questo piccolo borgo di giugno laggiù dimenticato
appena nell’ora del vino ovunque
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Nella valle in fiore
risuona l’eco della mia voce,
dice... Amore.
L’onda si espande grande nella valle
l’eco ripete amore,
mentre il sole è raggiante.
Rimbalza la mia voce
come una danza
armonia lieta avanza,
nella valle in fiore, colorata
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 | Da molto lontano,
si ode il frastuono.
Noi, minuscoli fiori,
di sole vestiti,
ci chiediamo cos’è.
Le verde antenne,
più in là, dicono:
è un corso d’acqua
innamorato.
Incurante, salta precipizi,
roboante di passione,
trasparente di gioia,
una
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| Come non tuffarsi in quei ricordi
quando alle prime luci dell’alba
tutto si fa nitido
calore emozione hanno un effetto elettrizzante
aprendo la strada al giorno
seppur nella sua inconsapevolezza
riesci a distinguere quisquilie
capaci di
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Agonizza il giorno
sull’andar dell’ultima ora
che segue lo svanir dell’ombre
sul far dell’ennesima sera.
Cala ancora il profondo buio
mentre la notte avanzando
affonda i suoi artigli
negli ultimi chiarori del giorno.
Le scelte di ieri
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“Domani devo andare a quel concorso
per soli quattro posti di impiegata,
dovrò risponder bene a dei quesiti
e spero
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Ti dico sorprendimi,
sorprendimi ancora.
Sorvolerò inquietanti
nostalgie di attimi rubati,
rinchiusi tra parentesi archiviate.
Sorprendimi,
avrò bisogno di passaggi
tra le acque del tuo fiume,
di nuovi eterei zampilli
di colori,
a riempire
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A piccoli passi quest’essenza così immateriale, va
nonostante l’aria or mi sfugga fra le dita
come fosse sabbia nella clessidra a colmare quel vuoto
nell’ampolla di un’esistenza che si riempie di vera vita.
Cinquanta e più passi percorsi di chiassoso
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Portami ancora con te
non lasciarmi dove ogni abbaglio
non diventa poi luce
e ogni ombra non trova sbocco
nel giorno di
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Spremi le lune dai sassi
e resta nel vuoto
della sera tirata a lucido
per la fine delle stelle
Qui nel silenzio
non c’è mai posto
per le parole pronunciate
senza una lacrima
La pioggia sfiora
appena la terra
con le sue gocce di mare
rubate
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Il fruscìo del canneto
canta note d’aria e di vento_
sulle sponde del torrente
scivola
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Col fresco dell’alba
un fiume di rime,
di poeti che ascoltano
il suo gorgoglio
trasformando
il freddo dei sogni
in un fuoco che diventa
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Mi resta solamente da capire
per tacitare ogni dubbio atroce
se a queste tue parole, inopportune,
potremo almeno rimanere amici.
Poi mi travolge l’ansia, l’inquietudine;
va tutto bene, in fondo, almeno dici;
e resto in equilibrio sulla fune
delle
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E quando tutt’intorno
sa di chiasso soffocante
circumnavigo
i confini della solitudine.
Senza
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E tu ca cu sta penna ‘nguacchie ‘a vita
amara doce rappa e sapurita
me parle cu na lengua scanusciuta
ca senza d’a capi’ me da’ n’aiuto.
E tu ca sì ‘e na terra fredda assaje
m’he ditto senza di’ ca nun sta ‘o maje
e ie ca porto ‘o sole dint’a
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Quel cielo terso sul capo era solo dipinto
e la luce che seduceva lo sguardo,
poi s’era affievolita, ad ogni passo.
Dunque tutto il mondo è un deserto,
anche dove pullulano laghi e s’innalzano monti
e compaiono spiagge ridenti e si stendono
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Canto la notte, le solitarie stelle
così lontane da ogni nostro pensiero.
Mute, dall’infinito cielo, osservano,
indifferenti, il nostro passare.
Per noi, umanità dispersa
di questo piccolo sperduto mondo,
quelle notturne silenziose luci
sono lo
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in una crepa
natura trova spazio-
un
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E sento la tua voce che rimbomba
e si dischiude in un boato e scioglie;
poi ti ributti indietro e taci un poco
ma intorno
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Il sole si nasconde
ricordi sotto la polvere
non vengono
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338086 poesie trovate. In questa pagina dal n° 28981 al n° 29040.
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