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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
Poesie pubblicate: 364’914Autori attivi: 7’453
Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Non so dove tu sia ora
e se fra le pieghe del mare
sia rimasto qualcosa
del tuo profumo di vaniglia
Non so se il vento
si sia dimenticato di portare via
le impronte dei nostri passi
sulla spiaggia dove ti stringevo
Ma qualche volta
mi scopro
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Acque chete appena increspate,
sul fondo un ribollir di tradimenti e inganni...
Chi implorava aiuto e anelava mutamenti
tra nonchalance e inettitudine assiste
all’avanzar del declino.
Inarrestabile...
Ognuno è artefice del proprio destino,
ma
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Credo nei voli
dipinti nel cielo
tra un battito d’ali
e un respiro d’onde profonde.
Credo nella pace dell’erba
che brilla al mattino
sulle labbra dell’alba.
Frugo nelle tasche
vuote di sole
mentre frenano parole
sulle corolle sfumate
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S’aprono gli occhi sul nuovo mattino.
Di luce piena esplode il giorno,
stanca la mano stringe una tazzina
nel muto buongiorno nella cucina.
E’ freddo intorno,
e piango.
Amaro caffè, amara vita
senza la dolcezza d’un bacio,
fra stanze
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Vola rondinella, vola...
Hai lasciato il tuo nido
in cerca di lidi solitari.
Ah, quel ramo dove annodasti
con fili d’erba e di speranza
il tuo cuore,
un ramo secco
che temeva il tempo,
un albero
che non affondava le sue radici.
Vola
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Sul bordo
d’una fragile emozione
sfoltisci l’irruenza della voce
nella cadenza d’un istante solenne.
Imprimi una dolce
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Canto al sole
e vivo all’ombra,
fresche le tue carezze
sul mio corpo bianco,
amo la sera come amo te
impazzisco per le stelle
e mi lascio andare
nei loro segreti sogni.
Ma, se tu mi sorridi
e mi inviti alla tua felicità,
allora: sole, luna,
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Tutto aumenta
dall’aria alla spazzatura,
da viaggi per terra,
cielo e mare,
dall’acqua corrente
alla fognatura
grazie a venti strani
che ci sanno fare.
La terra abbandonata
alla pioggia e al fuoco
in attesa
di un nuovo destino
e i centri
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l’avevo in mente
invitarlo a sgualcire la soglia.
era sutura imprecisa, intanto, un pianeta solitario
fuori dal raggio
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N’à lucertola cò er vitello d’oro
co’re beata mur’a muro all’alloro
menà la lunga coda,
se blocca.
Er micio agguattato addiètro ar cespujio
spuntò fòra de bòtto
pòra lucertola che zòmpacorè,
lesta sartò sur muretto drento er bùcio.
Er micio
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Ognuno dei ricordi nella mente:
impressi a fuoco, tagli nella pelle,
ferite sanguinanti dolcemente,
frammenti ormai indistinti, particelle
di un’onda tramutatasi in frangente,
d’evanescente polvere di stelle,
casuale irripetibile accidente,
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Respirar poesia d’istanti
trasportati dal mare
sulla calda scia del vento
profumato di sole.
Lei s’accarezza i capelli
e
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Lento assaporare,
con gli occhi socchiusi
e il capo morbidamente abbandonato,
gli echi del mondo
fra sfavillanti rincorse di un senso,
fra ricerche delicate nei ricordi intermittenti
Zaffate di profumi corporei
che contattano reconditi sapori
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Il vento si muove
tra nuvole bizzarre
si increspa
tra le fessure delle onde
con il ritmo cadenzato
come il cuore
rimuove
i pensieri capricciosi
La soave melodia
della sua canzone
m’investe
accarezzandomi
la pelle
con accordi
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Leggere le tue poesie mi entravano dentro,
come le foglie, entrano dalle porte rimaste aperte,
quando soffia il vento.
E io leggevo le parole recise dall’anima, ancora sanguinanti
si posavano sulla mia carne silenziose.
E restavo
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Il vento soffia gèlido sui tetti.
Le nuvole si addensano lontane.
Il cielo è scuro. Tutto intorno è pace.
Al centro della strada ... un cagnolino
va in cerca di un rifugio per dormire.
In piedi, proprio accanto alla finestra,
ammiro il panorama
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La penna che tu stringi nella mano,
la pioggia che ti scivola sul viso,
il vento che ti fende sì deciso
o quel ricordo lieto, pur lontano:
né mai esistette amor dolce e profano
che dalla gelosia venne diviso;
né mai per questo, amante fu
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La polvere era scesa all’improvviso
sui filari abbandonati
e sui desideri intrapresi
per durare una stagione d’amore
Aveva ricoperto ogni cosa
anche i nostri sorrisi
lasciati in un angolo a decantare
nuvole di cielo venute da fuori
Il silenzio
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 | A volte, non è facile
fare i conti con il sentimento
dell’identificazione,
.
come non è facile
aprire la strada
verso la libertà.
.
Neanche è facile
accettare i giorni funesti
che disorientano il tuo equilibrio
affondandoti
in una disperazione
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| Quanti segreti nasconde una conchiglia
nella sua misera casetta delicata
cerchi concentrici di parole perdute
spirali di silenzi e spasmi di vento.
Raccolgono onde
quasi volessero contenere tutto il mare.
Come i tuoi piccoli occhi
quando
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| Nella nebulosa dell’estate
zoppicando come cieca
mi cerco fra scartoffie e ricordi
nel vento che porta via gli anni
i bagliori della giovinezza
in un’altalena che sembra rincorrere il tempo
stoltamente
ad un passo da ieri
sovrapponendo
in uno
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| Verdi colline di una fanciullezza sana
conobbero or liete e giochi d’innamorati,
magiche promesse si ripetevan all’unisono
le nostre mani nude toccavan insieme il cielo.
Poi il verme della gelosia divorò il bel passato
tutto si tramutò in odio, si
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Che ne sapete
di quel sibilo silente
serpeggiante di vicolo in vicolo
che mormora e in un baleno s’accresce
e il fuoco fa dilagare tra gli sterpi
che gorgogliando intorpidisce
acque limpide e brontola,
e fischia e in un boato rimbomba.
Che
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Estate pazzesca,
rivoglio i miei baci
che mi avevi promesso
ma poi te ne sei andata
lasciandomi solo
nelle notti
che fredde vanno a farsi
mille tiepidi ricordi
rivivo ad ogni tramonto
e mi porto in riva al mare,
mi par di sentire i tuoi
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Un pensiero, è una soffice carezza,
che nasce dal cuore,
dalla mano fiorisce un realismo,
che di quell’aria raccoglie la crudezza.
Un dinamismo d’anima e colori,
un mondo a tutto tondo
che gira intorno agli occhi, che si cibano d’ogni
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 | Labirinti di odori e stupori
a mescolare
l’aria della Vucciria
un silenzio
che si è dimenticato di andare via
e resta nella sua strada
tra voci urlate di dialetto.
Pennellate decise di una Palermo
vogliosa della sua rappresentazione...
pezzi
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dolce speranza _
nuoterò sulle
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Non sono rari i gabbiani al mare,
qualche vota ho volato con loro,
come qella volta,
che fui al mare e ti pensai!
Lanciai un sasso in acqua
ed attesi il rumore di ritorno!
Fu un rumore cupo quel tonfo
come la solitudine quando trabocca.
I sogni
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Voglio restare su questa spiaggia
ad ascoltare la voce del mare
mi parla di cose lontane,
perse nei grovigli intricati della mente.
Cerco disperatamente
il bandolo della matassa,
capire il senso di ogni cosa
non è facile,
tutto si confonde
con
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Mi coglie l’infinito in cui mi sperdo,
nel contemplare all’orizzonte il mare,
che allarga le sue braccia e immenso pare,
mentre leggera brezza
scivola sulla pelle e placa l’ansia
che dentro mi pervade
e quel dolore immane
come urlo disperato
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Palummella, statte a casa,
nun cercarte n’ata via!
Ogge è morta ‘a fantasia:
statte ‘a casa e nun vula’!
Ccà se dorme,
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La notte abbellita dalla luna
festeggia la mostra di madre natura.
Nella quiete delle ore
la spiaggia deserta
è animata
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Tutto cambia nel divenire di una vita
che tanto ha dato, e che in parte ora rallenta
sino a quasi fermare il suo
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Pensier lascivo ad involar nel cielo
fluente vortice in verticale ad
obliar frangente spazio
in senso rilassante
ed abbandonarsi di fantasia.
Trasparente ed astratto soffio
in lieve ovattata enfasi un
divenir mistica e vital valenza...
Oblio
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 | Davanti a un mare limpido,
sulle onde del pensiero
penso a te, parlo di te,
solo i gabbiani mi ascoltano
e il vento mi porta lontano
quando eravamo felici
quando l’amore per te
era un vulcano ardente,
e anche se ora non brucia
parlo ancora di
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Nobile Signora,
messaggera di musica e poesia
piange il cuore sotto funesto cielo
mentre le tue stellate ali
di centenario ardore
-da sapienti mani erette-
bruciano sotto attoniti occhi.
Fremono le adornate sponde
ove elevasti
d’eterna
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 | In qualche modo, in qualche luogo
in qualche tempo o ragione
in qualche alba o dimensione
in qualche vita che non
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| Nel mondo siamo tanti,
ma non contiamo niente,
siam sei miliardi e mezzo
di piccole formiche
che tutti i santi giorni
si dannano a lottare
per provvedere al cibo
con grandi sacrifici!
A volte ci illudiamo
di essere immortali,
nel mentre
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| Gli amori nascono e non si nascondono
vivono di cieli infiniti
annegano in un bacio di bugie e solitudini
ormeggiano liberi nel vento
sono sogni senza età .
E tu che ami
quante volte sei fuggita nel vento
in quel ricordo di ieri che ancora
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| Sommessi sospiri
si rincorrono nella notte,
mentre il vento attorciglia
lembi di pelle e nuvole
cariche di elettricità e pioggia.
Infinitesimo lo spazio
tra pelle e pelle
tra cuore e cuore.
E mentre il buio ritira
il suo gravoso peso
un soffio
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La chiave sei tu
non temere il silenzio
la voce d’usignolo
Stelle
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Siamo morti tante volte
quando le labbra si sono strette
per un ultimo bacio
mentre il cielo schiariva
Nei mattini d’estate
e la strada tremava fra le nubi
prima di una tempesta
resa vana dalla pioggia
Siamo morti nelle notti
lunghe e
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Ha rami di ritorno
l’infiorito tuo melograno ed ogni cosa
è inumidita e rossa: l’aquilone, le vele, la pioggia
nell’udire colmo di germogli
del canto che fu tuo: alberi che siamo,
albero tu e tuoi prolungamenti in semi, sui pendii.
Gli astri
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Lia |
02/07/2019 21:36 | 1038 |
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Uno scroscio cade indistinto sul bianco e sul nero,
è una pioggia che non lava ignominie.
Il fragore fa uguali le voci e copre
le gole che provano il canto
altrove regna il silenzio
quell’afflato che crea armonie
ed insegna a saper aspettare
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Vivimi amore
dentro queste mura di carne,
soffiami nell’anima
il pensiero che t’abita dentro.
Vivimi quando,
baciata dalla luna
mi distendo
e amami ancora, regalandomi vita.
Sole e luna
annidati nell’universo,
noi, anime sperdute
negli
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Ancora non conosci
che sul far della sera
ti tengo nei pensieri la voce
distante
sussurro
del riflesso d’aurora
rimango, ricordi la luna nel pozzo.
Per quante cicale canteranno
il sole che scotta di luglio
è già qui.
Conosci lo
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Volto pagina
e guardo ancora avanti,
non posso fermare qui
i miei riflessi,
so che son lunghi
i traguardi e distanti
ma i mei pensieri
son sempre gli stessi.
Han tutti a cuore
i sogni e il positivo
e di uscir fuori
da ogni pantano
per
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Lando fra pochi giorni sarà er mio compleanno
si Lella me ricordo sei nata a Luglio, ma che giorno?
Er 19 nun te ricordi?
Cò sto callo me se stà a sciòje er ciarvèllo.
Sì ma nun fà er finto tonto, lo fai a posta,
nun me voi fà er regalo.
A
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Sì, Buana.
“Sì, buana!”,
ripetevano come mantra i tuoi avi,
per evitare il morso della frusta
sulla sbrindellata schiena,
piegata a dissodare depredata terra.
“Sì buana”,
sussurravano rassegnate donne,
soggiacendo alle voglie del padrone.
Gli
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Boschivi pendii
nei riflessi del sole
una luce ramata
Sale
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Respiro come un’ oscura malinconia.
Una farfalla smarrita
sembra fermarsi nell’aria.
Si spegne il sole
il cielo si fa buio
tra nuvole di pece
un garrito disperato
e lampi e tuoni sembrano ripercuotersi
nel mio acuto dolore.
...
Te ne
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Il tempo fermo
giorni di felicità
attimi profumano
Sento
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| Julie |
02/07/2019 16:24 | 1110 |
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Ghetti mentali
orge disumane
vicino al fuoco
le parole, i baci
gli inutili gesti
e poi la cenere
della noia.
Non della gioia.
Della
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Non ho una corte
e neppure dei miracoli,
appartengo agli ultimi
e ai penultimi.
Quelli che non dormono
e non sognano,
quelli che ieri era come domani
e il futuro è una bolla
aperta ai calabroni.
Vago senza sella
e senza cavallo
per un mondo che
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Se un giorno
io non sarò più io e la mia mente
vagherà assente, senza più emozioni
né ricordi nella memoria da raccontare,
se un giorno
i miei occhi guarderanno senza vedere
chi ho amato
e tutto mi parrà estraneo,
se un giorno
le mie parole
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La senti quell’alta pressione
fucina di caldo afoso
imprime effetto curioso
limite di una stagione
di getto ti cade addosso
bicchieri di vino più rosso
l’amore scottato rovente
l’eccitazione della mente
cerchi in angolo il fresco
e l’ombra
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Tu mi parli di creativi
e belle donne,
io accenno ad intrighi e amori
del nuovo romanzo,
a certi
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Ciel a planar gabbiano,
ad incider di voli e
sfiorar su cresta d’onda
fra mare e terra in solitario ondeggio
mentre sfuman leggiadre nuvole che
il tiepido vento le trattiene a
stratificar forme in rilucenti veli.
“Una nuvola sussurra al vento;
“
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a questo dolore di esserci
al colore del se non fosse stato.
conscia di essere folla
del vociare dentro/ grisaille
la
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Non smetterò di raccontare
del freddo,
quello sottile, tagliente,
che ti fa sentire
il caldo del sangue sgorgare
a fiotti rossi e grossi.
Il freddo muto
del silenzio
di chi non può più parlare
che ti coglie impotente spettatore.
Eppure c’era
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338074 poesie trovate. In questa pagina dal n° 28681 al n° 28740.
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