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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Poeta, anima inquieta
onda su onda, poi la schiuma
cosa rimane di Settembre, del sole
se tutte le sue foglie si lasciano andare
in un
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L’amore è una scintilla,
si accende con due sguardi
e subito diventa fuoco
che scalda il cuore e la mente
per costruire valori.
La sua stagione preferita
è quella che ruota sui vent’anni,
e subito si fa calore vivo
per entrare nel giardino della
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E dietro questa maschera che ride,
ma che nasconde a tutti quella scura
realtà, che dentro mi tormenta e stride,
vo tra la gente, scevro di paura.
Sentirmi meno fragile m’uccide,
ma senza lei la vita è molto dura!
M’aggrappo al nulla e perdo le
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Ancora una volta saluto
la spiaggia di un fine agosto.
Quel mare ormai entrato
nei miei pensieri con te.
Quell’immagine non vuole staccarsi
dalla mente.
La pelle conserva il caldo del sole assorbito
durante il nostro conversare
camminando sulla
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Credere di farla franca è sempre più difficile
occhi ispezionano ogni movimento
c’è chi vive con la tremarella e
chi invece respira a pieni polmoni
mettere d’accordo tutti è un vero dilemma
scegliere il meglio in ogni senso
dovrebbe essere
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M’accogli piena di vita
in quei riverberi che conobbero pianto
e si persero in notizie dissolte
nel credo pensato solo per
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Quando arriva settembre
come fantasmi evaporano
ricordi mai vissuti
e desideri ormai appassiti.
Con la voce incrinata
e la tristezza dentro il cuore
insegui un nuovo sogno
mentre si disegna una storia
tra le righe del cielo
che poi richiami
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Dapprima siam bambine,
poi diventiamo donne
per esser buone madri
e trasformarci in nonne.
Noi siamo le sorgenti della
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Ogni foglia, sai, nasce a primavera
e coi raggi del sol si nutre e cresce,
frescura dona al viandante stanco
e d’albero protegge fiori e frutti.
Ma quando arriva l’autunnal rigore
la foglia dal suo ramo s’allontana,
il vento pria nell’aere la
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Se più non piove
solamente
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Ci sono distanze che non hanno nome
amori rimasti nel cuore
onde che
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 | Eccolo,
è felice adesso,
il nostro albero.
E’ riuscito,
a raggiungere,
il magico ponte di luce.
Ha trovato,
il filo
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Dopo che avrò finito
di danzare fra le ombre
potrai mostrarmi
le tue carezze nel buio
Dove un gesto
può diventare dolore
o il piacere
da non rivelare mai
Nemmeno fra le nuvole
che piangono vergogna
o lamenti silenziosi
fra le vie del vento
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Lontane terre mie
or coperte di spini
di spini invadenti spini.
che si piantano fondi
nel mio essere sconnesso.
Nelle notti fonde io
con la zappa ed il badile
vi faccio tornare belle
e fino all’alba
viviamo un po’
della mia gioventù.
Poi dal
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Si gettino le maschere:
spendendo troppo tempo a discolparsi
il grembo lo si ignora.
Ci stancano le chiacchiere:
i "non c’è gente" e i "cosa torno a farci?"
Canto fuori dal coro.
C’è tutto quel che serve:
i bradi campi, i morti che
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 | Un fiore è caduto
dal troppo vento
o forse, era
semplicemente stanco
il tempo che passa
nel raggio di sole
il prezzo da pagare è alto
non serve trattare
vita, vita che non sei primavera
hai occhi d’autunno, della sera
sono rimaste tutte aperte
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L’odore di salsedine
affoga il profumo
nell’incredulità degli occhi.
Dune di sabbia
e sprazzi di verde
incorniciano l ’azzurro del mare.
Una palla di fuoco
dai mille colori
sfuma la fine del giorno.
Ed è la magia del buio a riempire
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 | La memoria delle pietre
ha profili scavati,
riarde al sole acceso
e raggela
all’occhio distaccato della luna.
Costretti in spazi prefissati
bivacchiamo
sperando di vedere
livellato il monte.
Movimento innaturale.
Vacche di nuvole grasse
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E’ il colore della tua idea
che racchiude il nostro passo
orme di sguardi
così protetti
dentro velate trasparenze.
Si sente tutto
quel profumo di colori
in ogni adesso
e giocano le loro calde sfumature...
complicità di pensieri
dentro
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Sospira lieve la notte,
incastrata tra stelle bigie
sbandiera sogni,
specchiandosi
sul cupo azzurro dei mari.
Mosse da turbinosi venti,
si avvicinano navi
dondolando su trasparenti solitudini.
Inermi ti lasciano,
fluide circostanze,
mentre il
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E’ assodato. quel che è stato. E’ stato.
Il pensiero, padre dell’intelletto,
afferma che il ricordo
di quel che è
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 | Dolce quell’ora di lunghe ombre
che accarezza il cuore e fa sognare,
forte è quel profumo intenso e salmastro
che arriva dal mare col maestrale
e riaccende assopite memorie.
E quando s’apre l’umile fiore
al sol che rinasce al mondo
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| “Chi semina vento,
raccoglie tempesta! ”
La mitica frase
che guida la testa
qualora ci sono
intralci alla vita,
allora bisogna
usarla spedita
al fine di stare
lontano dai guai,
che noi lo sappiamo
non mancano mai!
Il mondo
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| Ed era stupore agli occhi ed alle orecchie
il sentire di vita ed il cantare per la vita.
Ed erano stupore anche i tuoi occhi di bambino
il tuo sentire oltre la preghiera
il tuo andare con le volute del tuo "tapak".
La savana era la tua
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Il mio riflesso
dentro ai tuoi occhi
sembrava cenere
in attesa del cuore
Che non sarebbe mai
sbocciato a sera
con le parole
affilate sulla lingua
E poi gettate
in un vaso di pelle
e cera bollente
sparsa per il viso
Il mio percorso
mi
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Sta varca scumbinata e scatasciata
affonna lemme lemme mmiez’o mare
senza pute’ affrunta’ meza tempesta
mente ca l’ate fanno ancora festa.
Sta gente ch’appicciava cielo e munno
e te sunava a core ogne canzona
c’a freva ‘e chi te sporchia cane e
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 | Mi hai lasciato
come la foglia abbandona il ramo
quando l’autunno strugge la primavera
e la mia vita divenne all’inverno
ammantando di niveo l’afflizione
Tornasti inaspettata
gemmando sul mio ramo
mentre liquefaceva la neve
Quasi non fosse vero
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| Sapessi come batte forte
il mio caldo cure
quando tu mi sei lontana,
mentre se mi sei vicina
lui balla un po’ più alto
dei fiori del prato
e su lentissime onde
si culla in una felicità
che mi era sconosciuta,
ed io ero solo
e non ti
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Vorrei sostenere
il cielo che crolla
sotto i detriti
della mia
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Borbotti erutti ti scuoti
paura e amor incuti nella Trinacria tutta
custodisci materia ed energia in un immenso fuoco
maestoso gigante della Natura.
Bianca la cima
arrotondati i fianchi
adornan le tue pendici
fiabeschi boschi e bellissimi
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Il sogno della
umanità errante
dice che l’inferno
è qui tra i viventi,
tra quei viventi,
che non trovan pace
e che vivon sotto
i ponti o tra la brace.
E il paradiso è qui
ma solo per pochi
e per chi sa truccare
carte e giochi
e
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Fugge la sposa
dalla chiesa
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 | Nel tumulto d’idiozie
preludio ad interrotte illusioni
se d’anima vesti
al rovinoso
pubblico ludibrio
Ti presti.
Genesi di lagrime
inascoltata narri ad
indifferenti cuori giudicanti
Ch’elucubrano
menzogne su mementi
Mentre seppur
annegando
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In continuo andirivieni (le onde)
pare che ti raggiungano
a lambirti i piedi e l’anima
non ancor buia e muta
delle prime ombre di settembre
Amico vento, a me sconosciuto
non so da dove arrivi
e dove porterai le voci,
i sussurri delle tamerici
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 | Inghiottendo ipocrisie
galleggerà l’ombra spezzata
dal fiume all’erba?
Quanto tempo servirà per alzarsi
uccidere, misurare tracce e distinguere
i morti soffocati dagli annegati
fra sabbia, insetti, e giornali?
Quanto per sognare voli
quanto per
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E mentre io ancora sogno,
lo sguardo perso tra le stelle,
il mondo corre.
Chi piazza bandiere
chi tende trappole
chi taglia nastri
chi devia binari.
La mia finestra è muta
ha vetri nudi senza ricami.
Dinanzi, i rami di una quercia.
Così
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Da qui, da questo angolo di vista
il mare è mare, l’azzurro non smise mai di esserlo
ed è azzurro anche il cielo
ogni cosa si riprende la sua forma
e anche la voce ritorna alla sua fonte
il fiore s’apre al sole e dondola nel vento
le stesse pietre
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 | Cerco il tuo torace
per immergermi
nell’acqua pulita.
Il tuo abbraccio
per proteggermi
dal male che l’uomo mi
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| Passami il vino amore e le tue ebbrezze
da qui si vede il cielo rosseggiare
ed io mi fido del tuo antico stupore
di donna scolpita in un incendio,
passami il tuo ricamo di fiori caduti
nell’ultima regione degli occhi
io sono dove brucia la parola
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Trascende il momento
per darti voce dentro
viva nel profondo
da prima che nascessi,
auspicando non deludessi.
Ma da dove ricominciare
qualora mi celassi la via
per poterti spogliare
con estasiante emozione?
Una lacrima lambirà
quando mi
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Lasciai sfumar la solitudine,
trasparente velo impertinente,
ad ombre cupe ed attraenti.
Lasciai l’inerme sospirar di vita e
resuscitai non furono storie eclatanti
furono monotone e lascive.
Così lasciai e non tornai indietro,
camminai su nuovi
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A volte circostanze della vita lasciano senza parole
un vero tornado che non vorremmo mai vivere
eppure nessuno è immune da simili intemperie
fare di tutto onde essere tranquilli con noi stessi non basta
quando il fato si ribella togliendo ore al
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M’allontano
dalla fluidità del codice comune
addentrandomi
in movenze estranee
alla levità
d’uno sciame qualsiasi.
E
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“Da donna a donna, ti vorrei parlare,
non certo di problemi sessuali ...,
-- le disse Maddalena a Federica –
ma solo di
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Nulla mi manca
se non la tua mano da accarezzare
in ogni giorno a divenire
così come il tuo viso da sfiorare con amore
ogni volta che posso...
Nulla mi manca
se non i giorni che verranno
forse a portarmi lontano da te
come fa il vento con le
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E Lei
seppe guardare negli occhi,
come mai prima,
volando sulla felicità,
sulle tinte colorate dell’amore
che allontana la malinconia.
Oltre il frastuono
di uno sguardo perso,
all’orizzonte di un respiro
ancora giovane,
come se la vita
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Hai dimenticato
di spegnere la luce nel cortile
e ora si vede
la sera piangere di nostalgia
Perché in questi cassetti
ci sono ancora sogni
che il vento
non ha portato via
Hai abbandonato
la polvere sopra ai mobili
e nessuno ha pensato
di
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L’anima
ha un sogno
che non chiama amore
anche se nulla esiste
di più vero.
Osserva le stelle,
e pensa a una rosa
ha un profumo che avvolge,
scrigno che apre
con invisibili chiavi.
Sogna le tenga la mano,
sente le parole
che avrebbe
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Nel cielo cenerino una nube appare sopra il mare,
pioggia d’argento scroscia sulla spiaggia ancor calda.
Soffia il vento tempestoso
scaglia gli ombrelloni lontano,
rotolano sull’umida spiaggia.
Settembre mese amato
colorato,
foglie rosse di
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Tuona nella notte
il rombo d’un motore,
il piede sul pedale
è un cieco predatore,
litri di benzina
sfiancano i pistoni
e ingoiano l’asfalto
senza esitazioni
Le mani sul volante
strette in una morsa
e tutto si tramuta
in una folle
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Il fruscìo del ruscello rimbomba
nella vallata colma di felci,
un vetusto carrubo adombra
alcuni pargoli gioiosi e felici,
nel mio cuor rimembro ancor
i bei tuffi nell’acqua fresca
e l’eco delle risa e l’odor
della rosea buccia di pesca,
perduti
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Ho rinchiuso le voci senz’anima
in bolle d’aria
lontane dal mio esistere.
Sono stanca
di frasi di circostanza
quando la realtà dei fatti
è che basto a me stessa.
Non mi serve un cielo sereno
per sorridere di venature d’azzurro.
Non mi
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Il suo guardo vagava sul mio corpo,
sembrava, a tratti, intermittente,
occasionalmente mi sfiorava la pelle e poi, d’un colpo,
dissolveva ogni dubbio ... nella mente.
I suoi tanti sorrisi di normalità
mi sorprendevano,
in una sequenza informe mi
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Non mi servono carezze contraffatte
di luce senza fulgore
voglio una carezza che profuma di fiore
voglio trovare una carezza in ogni fil d’erba
voglio carezze che volteggiano come brezza mattutina
voglio carezze tacite senza rumore
solo
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In un angolo recondito osservo,
l’orecchio teso al silenzio.
E’ piatta l’aria e da troppo tempo
non ha suono, litanie o canti.
Se non v’è gioia non v’è neppur tristezza.
Anche le voci si fermano al labiale,
l’enfasi solo nei gesti, nessun approdo
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Silenziosa, declinando va l’estate;
smorta dentro il suo morente sogno, lenta
abbandona le assolate spiagge amate,
socchiudendo gli occhi stanchi, non contenta
di lasciare il sole al vento che leggero
sulle fronde respirando s’allontana
ed un
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Il blu della notte si fa coltre di nuvole e pianto.
Sibila il vento
su passi che non fan più rumore
...
Un tremolio d’emozione s’insinua
nel profumo di giorni splendidi,
quando felice, il cuore
sfogliava margherite
tra sussurri di baci
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Segnali d’estate
occhieggiano esitanti,
vividi lampi nella pece delle ore:
bramose di un palpito,
assetate di vita,
dispensatrici di bagliori
ai piedi frettolosi e inquieti.
Segnali attesi di una rinnovata estate,
nel fluire incessante dei
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Italia |
03/09/2019 17:12 | 1154 |
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Pagine in movimento
volano sul tempo
Veloci via
vanno via
come un fantasma
un fumo
una scia
La movenza della mano che le gira
piano piano
o veloce veloce
a bevuta a collo
da come le sfoglia la Bambina
poi la Signora vecchina
Poi
il
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338050 poesie trovate. In questa pagina dal n° 27361 al n° 27420.
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Cara/o Poeta Mario Arena,
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