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Stagione d’oro questa
scampolo d’estate
dentro a giorni
ancora senza sera.
Amo di te
i colori bruciati
sui rami ancora vestiti,
le albe rosate
distese all’orizzonte,
le zolle accoglienti
per i semi frantumati,
la carezza morbida
dei crepuscoli
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 | E ti sei mai chiesta
perché eri così bella?
Rischiarava la tua luce
la notte e le
giornate piovose
durante la stagione
della vita che illude.
Quando qualcosa mancava
la tua bellezza emanava
sospiri e arrossiva il tuo viso
ad ogni mia parola
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| Raggi di sole ancora assonnacchiati
regalano timidi sorrisi tra crocicchi, vicoli e piazzette,
si anima d’incanto il gran mercato
tra brusii di vecchi arzilli venditori.
Mosaici di frutti e verdure fresche
tappezzano scalinate di logore
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Ed è caduco
questo fiore sbocciato in autunno
vivo sulla carta come i versi di un poeta.
Il deserto è qui
in questa mente dove s’alza il calice
ed al mito si brinda pregando genuflessi.
Illustri illusioni hanno guadato frontiere
cercando solo
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 | Osteggiate gli arguti gabellieri
e plasmate il domani.
Proveranno a persuadervi
sulla necessità di progettare
verdi vani, riserve,
poderi senza spini e privi d’anima.
Ed esporranno con scaltra retorica
sulla tosta realtà dei ghetti
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| Gocce di silenzi
stordite nelle nebbie
si rarefanno
cercando i profumi d’oleandro
nell’amarezza delle amnesie
che poi se ne andranno.
Ma v’è l’odore della rugiada
imprigionata dentro me
mentre il fiume scorre
aspettandoti sulle rive
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A perdifiato corro
scherzano con me le foglie
di colore
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Cassetto
che solo tu
puoi aprire,
con vecchie foto
di un fiume
che specchia una barca,
ricordo di limpide notti...
sfugge la
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 | Hai radici profonde tu...
entrano nelle vene
si muovono nel buio
trovano la luce
si fanno in me silenzio.
ti sfiorerei le
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 | Il momento perfetto è lontano
perduto.
...Tutti i tuoi flutti e le onde
Sopra di me sono passati...
ma ancora è mio il gesto
d’ accendere una lampada e il giorno
mia la carezza al cane
il tenero scavare carne e terra
e la trasparenza delle
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| Negli anni giovanili
Il nostro amore
era pieno di vigore,
si ornava di monili.
Ora nella età matura
Il nostro stare insieme
È quello che più ci preme
Ché la solitudine ci fa paura.
Ma non è solo quella la natura
Insieme abbiamo raggiunto ogni
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Non riconosco
più la mia anima.
È lacerata
dal silenzio assordante
che mi scorre nelle vene.
Ho pura
della mia stessa ombra.
Sono
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Entrò nella mia stanza all’improvviso!
Indosso, una pelliccia di valore,
il trucco, leggerissimo, sul viso,
e sotto ... tutta nuda! Che splendore!
Si fece più vicina, accanto al letto,
si tolse la pelliccia, lentamente ...
un fisico impeccabile,
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Parlami ancora di te,
mentre i rami
di questo salice
raccolgono gocce di sole e pianto.
Raccontami di sventurate ombre
che si apprestano ai cancelli
della tua pelle.
Il vento ci sorprende ancora,
a gareggiare come impazziti uccelli,
tra i
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Se pronuncerai
una sola parola
io sarò nella sera
ad attendere le ombre
Non avrò paura
perché so che la strada
divide il nostro cielo
ma non il desiderio
E fra una pelle e l’altra
c’è solo lo spazio
di una carezza
percorsa piano
Senza la
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 | E’ necessario amare,
amare sempre e disperatamente
intendendo l’amore
nella pienezza della sua accezione.
La ferita non può sanarla l’odio,
l’odio ci fa ammalare
mentre l’amore ci mantiene in forma,
esorcizza la morte.
E’ necessario amare
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| Perché io devo vivere
tutta la mia vita
e anche oltre la morte?
Vestirmi di un credo,
lasciare la mia patria?
Passare i confini,
cambiare la parola
per sentirmi uomo?
Per far nascere
e rinascere Dio,
sentirmi anch’io
figlio dell’universo?
E la
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 | Se i cigni allungano il collo
non è per superbia,
ma per il desiderio
di farsi baciare dal sole.
Da ossa in
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 | Mò te vojo parlà de’ le differenze
ma pure de’ le somijanze
tra animali e omini
maschi e femmine
e da dove cianno origine...
ma annamo co ordine.
Certo che semo
diversi da li animali,
loro nun leggono
libri e giornali
nun cianno er computer
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| Ancor infante quasi col pannolino
dalla culla all’asilo più vicino
dolce la materna sveglia
ma già incombe la tremenda fretta
L’orologio della vita non si ferma più
rintocchi lontani rimbombano fino in testa
prigioniera dei ritmi senza poter
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Da poco adolescente
lo incontravo casualmente
di frequente dal parrucchiere.
Anche lì, taciturno ed elegante
senza eloquio testimoniava
con carismatiche parole
un’ardita coscienza
di chi offrì la vita da eroe
solo per un mondo migliore.
In
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Cosa ne sarà di me
Senza la musica che calma
Rumorosa mareggiata
Su pensieri
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| Julie |
21/09/2019 20:12 | 1104 |
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Ali di vento
hanno gli occhi
della mia mente,
persi nel vivo dei ricordi
come incauti
viaggiatori del tempo,
sguardi che asciugano
lagrime e sorrisi
nell’impatto profondo
dei suoi sguardi.
C’era un giorno
volato via,
era plastica realtà,
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Poi torneranno alle frivolezze
a gareggiare inutilmente
ad inseguire chimere,
fino alla prossima sconfitta,
fino ad un improvviso cambio di rotta.
Ed avranno una mano tesa
guarderanno le stelle in un cielo
freddo, disconnessi dal cuore.
La
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E’ fame che non dà tregua
alla mercè di un pane che non sfama
e più il mio ventre attinge
- inconsapevole vertigine –
più sento l’orribile certezza
della mia dipendenza
e la tua voce
che sussurra
s’è fatta liquida
nella mia carne
sei
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Confuso
sogno ad occhi aperti
a cui
solo
la ripetizione
una qualche ragione
conferisce.
Eppure
biascicando
parole senza senso
giureremmo
d’aver vissuto!
Totalmente
inconsapevoli
dell’inconsapevolezza
che
attimi
ore ed anni
ci ha
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Di valle in valle,
al capezzal occorsi, in fine.
Seco li volle, seppur da lungi,
e mesti giunsero, recando rivoli,
che sin’anco l’alma ebbe a
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Bramosa nostalgia a crescer rigogliosa
gramigna ad invader la terra.
Odor di uva inonda vigne ad ubriacare aria e
tonfi di castagne a tappezzar il sottosuolo,
un moscone s’aggira indisturbato su quell’uva,
ed ape a succhiare il nettare dal
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Su, per la notte
splendeva l’alito di un segreto
e la soglia parlava, vicina all’uscio
dove una porta cigolava da sempre
come un antico dolore...
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Gli sguardi si perdono nelle luci,
si smarriscono nella notte
sono come le stelle, le finestre
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Scintille lucenti di sole
s’accendono si spengono,
lampi di luce
nascono
vivono
attimi
giorni,
sulla via della vita.
Meteore passeggere
amicizie,
fiori nati per caso
non potranno mai fiorire,
eppur son impressi nella mente.
Lampi
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Vivrò in lei
fiore incastonato nel mare di coralli
gioiosa avventura
nel fiorito giardino della vita
al sottile vento, col suo perdura.
Imploderà il desiderio
dischiuso al pronuncio del suo nome
combaciante bramosia
legata al filo invisibile
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Ormai più non ritorna il tempo andato,
scorre veloce come un fiume in piena;
la giovinezza fugge, eppure il fiato
ché corto fa il respiro e vivo appena.
Le rughe no, ma l’anima scatena
il cambiamento che si vede in viso,
ché dentro sento angoscia
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Sto alla finestra
Osservo Il nostro giardino
Il lauro sempreverde
L’ingiallirsi delle foglie del susino:
L’autunno entra lento.
Sono belli i suoi colori:
il giallo delle foglie
misto al verde del prato
il rosso dell’acacia
il gelsomino
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Perdo di vista
La mia prospettiva
Abbraccio la sabbia
E rigurgito lacrime
Di nostalgia
Per un passato
Che era già futuro
Per un domani
Condito di piccole morti
- nave di Teseo -
Conto i pezzi
Che si disgregano
Lascio la pelle
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Quarantatré ferite a cuore aperto
in questo cielo grigio arcobaleno
col ponte maledetto e il suo veleno
che dai monconi grida nel deserto.
Quarantatré frustate di concerto
lasciate nel profondo del duodeno
rimesse dalla sorte a un pianto
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Nessun cassetto nasconde
buone o cattive notizie
o segreti dell’anima,
solo vecchi vestiti.
I sogni
son foglie secche
che il vento nasconde.
Da vecchio ricordi
a fatica, poco importa
se avrai occhi azzurri
e i capelli grigi,
il tempo è
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Il vento sento
intrufolarsi nelle nostre vite,
alzando in aria le vesti
e scompigliando i capelli.
Vicino al
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Uscendo da un albergo di Ponente,
con la porta girevole ..., d’un tratto
ho visto una signora seducente
ch’entrava
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Ora si vendemmia addio d’estate
a grappoli sotto un pergolato
scorrono simpatiche le serate
lo sguardo della luna ha ornato
il garbato stile del sole stima
essenza spirituale ha causato
un candido alfabeto d’anima
spande raggi su chicchi
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Sento il vuoto sotto di me
è giunto il momento del salto,
in alto il sole mi brucia gli occhi
e la fresca brezza mi
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Tutti i miei amori sono stati snelli,
però le donne poi che riportare
più sapevano in terra i miei castelli
in aria il grasso avevano da dare.
Anche i miei amici magri erano quelli
coi quali intesa un po’ più peculiare
instauravo, però poi i
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Fu urlo dirompente sguaiato di dolore,
cuore ad annaspar fra urlo e asfissia...
Fosti urlo ad urlar un senso d’impotenza,
a scindere l’anima e prender volo.
Urlo ad oltrepassar la barriera del suono,
a passo lungo ed agghiacciante sfogo...
Urlasti
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Perché ora voglio di più
dovrai spogliarti con le nuvole
appena il sole sorge
e tenerti appesa ai sogni
Perché la sera arriverà
e ti troverà già nuda
con le ombre accarezzate
da un’inesorabile parola
Pronunciata a mezza riva
sulle corde
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Come un fiume discreto
dalle sponde morbide
lambite dall’acqua
così nelle tue mani
accoglienti e solide
è custodita la mia anima
fragile e spigolosa.
Come giunco flessuoso
sulle rive del fiume largo
che cammina al mare,
mi appoggio ai tuoi
leggi

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Migra il pensiero come foglia dal ramo
in un gorgo s’accartoccia e poi s’allontana.
Scende si posa si rialza s’incammina,
indi s’invola da nuova foga spinta.
Sfiora la riva, ad un’onda sobbalza.
Al largo una vela si dondola sul mare.
Stride un
leggi

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Amo
immaginare la poesia
come
un disegno in movimento,
che con voce
tanto sottile da essere sentita
senza sentirsi
racconta una storia sempre diversa,
usando sempre
le stesse parole.
Come la quercia
che ferma,
muove le sue foglie al
leggi

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Sarà perché dell’inerzia apicale
sembri l’emblema, immaginando tremo
ordinanze esiziali: incontro andremo
- io temo in fretta - alla quiete fatale.
Più propenso al simposio parentale
senza acuti né lampi hai messo al remo
un popolo plagiato e
leggi

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Che vita, che non spicca mai il volo,
mi sento sempre solo, e ci sto male;
neppure un animale, che disdetta,
magari una capretta o, cosa strana,
la gracidante rana per parlare...
devo accettare che divento matto;
è già fuggito il gatto sopra il
leggi

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Di vita in vita io ti amerò...
Nel ciclo dell’esistenza,
perdurerà la contraddizione
della ragione che sogna la follia.
Salirò ogni giorno dentro il vuoto
dove tu ti nascondi,
cercando di fermare il momento
che fa dimenticare le cose.
Fuori
leggi

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Settembre dolce,
come grappoli d’uva al sole
languido nel tepore pomeridiano,
tra sentieri e viottoli rumorosi
al passaggio di ragazzi appena usciti
da scuola.
Si trattiene il respiro
accanto al fico con frutti penduli
violacei,
leggi

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Un guscio corporeo
matura e sfiorisce, anzitempo,
quando, il dolore corrode l’anima
e la solitudine, toglie la vita,
in un lampo,
come
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Quando il silenzio del giorno
apre le porte sulla ciarliera città
il chiarore, consapevole della confusione
veglia e ritempra ogni ora.
Nel ricordo, il movimento
del gradevole badare
e, il dinamismo diurno
all’angelo custode
mi fa pensare.
La
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 | Sei tu la mia stella
tu il mio cielo
sei il mio cammino.
Di poesia il cammino
sei l’alba silenziosa
la luce calda della sera
e il tuo corpo di vento
è una pianura
dove la rugiada nel mattino
gioca con il sole
Tu sei la notte
che avvolge i miei
leggi

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| Si danno nomi che ancora non intendo
voci che perdo in un niente, rumori
di nubi e lontananze. Guardo
il piccolo osso di luna
e so che nell’aria c’è sale. Tutta la mia memoria esplosa.
Dov’è la parola che non sento?
in quale sottrazione vive la
leggi

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| Il bimbo chiese al nonno: “Dov’è mamma?”.
Il vecchio si passò la mano in testa
e ripensò a quel tremendo dramma
del giorno
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| Nuvole
leggere
come spuma
appena ieri
dal
finestrino dell’aereo
ho contemplato.
Dal bagnasciuga
verso il mare
sembravano
rotolare.
Ma ora
che sulla spiaggia
tra questi bianchi fiocchi
cammino
nuvole
sospinte dal vento
vedo
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Semplicemente
non ero abbastanza forte
per sentire i tuoi respiri
quando tornavo
Dai miei viaggi senza meta
e nelle carezze
cercavo solo le ombre
per oscurare il cielo
Curiosamente
non ti ho mai dimenticata
e se tornerai
fra i miei pensieri
leggi

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La notte
ha sentieri solitari
e là grida il cuore
stanco nell’attesa,
in miniere d’argento.
la luna
ha le bave alla bocca,
e non mi spaventa,
io ho te
e questa l’attesa
sta diventando gioia,
appena gli astri
sui sono piazzati
diamo vita al
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 | No es suficiente
suplicar a una luna
que oculta estrellas
cuando estoy tan
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L’ingranaggio dell’orologio gira mogio
stritola il tempo con dolo e plagio
lo soffoca tappandogli naso e bocca
stringendogli la gola lo stanca e fiacca
ma il tempo incessante non da scampo
chiede tempo e insiste nello slancio
iniziano a cadere le
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338164 poesie trovate. In questa pagina dal n° 27151 al n° 27210.
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