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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Quel bisogno di sentire tepore si manifesta ogni dì
quando nel silenzio appare una nuvola
sbigottimento prende il sopravvento
come difesa balbettio si propone
riuscire a rimanere in bilico
diventa sempre più difficile
seppur quel senso di
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Sono bella da impazzire,
ogni uomo me lo dice
e lo faccio ingelosire
per sentirmi più felice!
Sono donna dentro e fuori,
gli attributi son perfetti
ed ho tanti ammiratori,
ma respingo i lor progetti!
Sono giovane non voglio
impegnarmi
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Al confine della malinconia
c’è sempre una stella irraggiungibile.
Negli spazi infiniti
petali azzurri fioriscono nel cielo.
Un onda colora di rosa
i grigi momenti senza uscita
è l’alba della vita
una tempesta da vivere
nella gioia e nel
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Hai l’autunno sulla pelle
fata dell’ombra
che neghi le labbra
per stringere i polsi
In una morsa d’argento
che le tue catene
hanno segnato
più della luna nel cielo
Hai una lama sulle unghie
che graffiano via
i desideri e le sconfitte
i
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Oppio è la tua assenza,
lapsus figli del dolore,
vagano dentro frantumi
di vita anteriore...
La perdita del tuo corpo,
buca con lo spillo del dolore
un palloncino chiamato destino.
l’inferno è un cuore vuoto,
brucia le pagine della
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Sapore d’infinito
è un cielo che s’ingrandisce
con la vicinanza di te
la strada
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| Julie |
08/10/2019 19:51 | 1125 |
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Sola soléta la luna la passa
’n dì magra ‘n dì grassa,
confini ela no’ la gà
e le strada no’ i gà sfaltà.
De i monti tuti l’è ‘namoràda,
con la nebia l’è senpre ‘rabiàda,
par ela no’ ghè siori o poareti,
l’è bràa, l’è bona, sen i so
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Vorrei una valigia
piena di stelle e desideri,
da riempire con nulla,
da aprire d’incanto
quando la bocca tace
e gli occhi lacrimano.
Una valigia leggera
per questa anima sempre in viaggio
per luoghi intimi e remoti,
luoghi lastricati
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Seduta su questo divano,
sprofondo sempre più nell’ansia e nel dolore
che macera il mio cuore e la mia anima...
Stamani di
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Cedono come foglie secche i miei ricordi,
affanno di miseri sogni
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E’ piovuto per tutta la notte
ed ora è molle il terreno ai piedi dell’acero,
l’asfalto più grigio, le pozze scansate a fatica
i piedi che fan giravolte
nel seguire il percorso consueto.
E il giorno ha inizio col triste presagio
che al buio
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 | Son rudi, nodose
forti, laboriose,
le mani vissute di fatica,
o son mani
talentuose d’un artista
che incide, dipinge
scrive e quando senti musica
son quelle di un pianista.
Le mani si muovono
afferrano, stringono
fanno gesti...
sulla fronte
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Ottobre colorato
è dolce la terra d’autunno
le foglie sono
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Qui finisce il mare.
Un punto ideale
una sorgente
qui si ferma l’animale
ferito, il coyote
si disseta nel nulla
guardo, le notti calare
formano la catena del tempo
ma qui finisce, finisce il mare
odo dei passi nella radura
orme silenziose, senza
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E la malinconia si sente accanto,
nel mentre l’onda si rinfrange a riva
con uno sciabordìo che sa di pianto
e nuvole vaganti alla deriva,
latrici di mestizia e di rimpianto,
coprono il cielo. Lacrima furtiva
scende, allor che la pioggia sopra il
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Ho sempre avuto tanti desideri,
purtroppo non li ho mai realizzati!
Il mondo mi leggeva nei pensieri
e con malignità l’ha
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In un linguaggio segreto intuire
al di là di ciò che è visibile
da un autentico sguardo il fluire
d’un itinerario accessibile
adocchiare mirare osservare
vero sentimento compatibile
è l’indizio d’ una storia d’amore
un motivo d’ evento
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In un mondo così
dove tutto sembra così facile
ed inventi storie
per poter far star bene il cuore
senza farti capire
che c’è dentro tanta confusione.
Questa vita corre
come un fiume scorre
e non ti accontenti mai
vuoi inseguire sogni
che son
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Ner temp’enea
er ventajio le dame lo usaveno
nun solo pè fasse l’aria,
ma pè dasse er còntà.
Er ventajio secònno come lo moveveno
faceveno capì a li
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Gli occhi suonano il mare
e nel durante il cielo
consola la grotta e il silenzio
mentre la brezza gioca e si nasconde,
come le sottane sotto le colazioni
all’alba dei figli dei pescatori,
tra il sale e il latte,
tra le parole sarde,
antiche,
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Era un giorno strano e mite
con tante riflessioni
e voglia di spegnere la luce
allora.
È un giorno strano e meno mite
ora
ed ho riempito un sacco con i ricordi
li porterò con me
dove non gracchiano i corvi
ed ascolterò il sussurro dei venti
ed
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 | Portavi un lembo del vestito
chiuso dentro ad un bottone,
non ti accorgesti
dell’attenzione del mio occhio.
Curiosità inaudita
portò il desiderio a formare
i tuoi contorni,
morbidità avvolte
nel blu cobalto
della tua sottana in risalto.
Ogni tua
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La sinfonia della natura
mi riporta sempre a Te
quando bella incantavi la luna,
insieme a noi nella laguna.
Mentre l’estate sul finire
decantava suo divenire
increspando il tiepido mare
con raffiche di maestrale.
Ma poi ti ho vista partire
senza
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Puru si su bentu sulat forte
bentu frittu de maestrale
nos at sestadu tostas comente rocca,
chi si nd’ arztiat imponente
e domina su mare
comente una reina.
Non nos abasciamus in sa traschia,
comente tinnias ballamus
e nos mujamus
cun
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Enea,
prode guerriero
nei duelli ferini
narrati da Omero,
assale spavaldo
gli audaci rivali,
decimando i nemici
con colpi mortali
Col favore divino
brandisce la spada
piegando gli ostili
incappati per strada,
soltanto un timore
conduce
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La pelle deturpata ed in degrado
eri regina e ti ritrovi schiava
mentre ti affidi a un alto ignorantado
armata di protervia e folle clava.
Chi sa se si perpetua l’eldorado
che vanta le carezze e ignudo sbava?
E intanto sverni a letto per
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Nuje simmo furtunate
e ‘o ssaje pecché
je tengo a tté
tu tiene a mmé
e simmo tutt’e dduje
figlje ‘e ‘nu Rré
’Stu Rré se chiamma
Ammore
E’ bello ‘e faccia
ma assaje
cchiù bello ‘e core
pecché t’avota a ddoce
tant’ ‘e
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 | Quella preziosa, lucente,
montagna di zaffiri,
è ora qui innanzi,
puro azzurro sciolto,
mi viene incontro.
Io, candida
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| Dalla finestra osservo i rami della betulla,
oscillano leggeri perché senza fogliame,
l’ulivo, seppur vicino,
è più baldanzoso nell’ondeggiare.
Balla in maniera più focosa,
ricco com’è di foglie sempreverdi.
La mente s’arresta, riflette.
Lo
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| Dove l’odio ha origine
tutto si dissolve;
inconsistente è l’animo
che non ha peso.
L’odio non disegna il pianto
lo invoca a gran voce
per portare scompiglio
nel cuore.
La tolleranza non sarà
portata via dal vento
che a gran voce dirà:
non
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Tra pause di respiro
ti sussurra il vento di esistenze
celebrate nei bordi d’una strada
periferia d’un sogno.
Se l’ascolti in silenzio
percepirai lo sbuffo
dei racconti di cuore
e le storie di ieri
con Rosa Parks,
furtive occhiate
d’una
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Lèvati ottobre tu non dai sicurezze, caparbio
nella tua indifferenza mortale:
e sbuchi dal cielo così poco finito
e mi
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-
-
Poetare, e lasciarsi andare
all’acqua che scorre quieta
ai riflessi che in essa si infrangono
ai silenziosi platani lungo il lago
poetare e lasciarsi vivere
abbandonarsi a qualcosa
alla vela bianca e al suo movimento
posare gli occhi sul
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Quell’impegno più grande di te
ancor oggi fa sentire tutto il suo calvario
riportando alla mente
quel tempo ormai distrutto dall’irrimediabile
non basta stare lontano dal dolore!
Un niente e tutto riprende forma
causando un vero e proprio
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“T’ho presentato il mio fidanzato
e sei rimasta fredda, imbambolata,
lo sguardo fisso, senza una parola,
sembravi come
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Non sono figlia di poeti.
Mio padre mi ha insegnato
solo a raccogliere le briciole per gli uccellini
morti di freddo in pieno inverno;
a non andare a letto
se prima non avevamo fatto entrare il gatto.
Non sono figlia di poeti.
Mio padre mi ha
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Una settimana,
di politiche divisorie,
che travestono,
le illusioni in promesse,
promesse realizzabili,
dicono,
ma nella
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Se
guardando
negli occhi un amico
con i suoi occhi
mi potessi
magicamente osservare
cosa
riconoscerei
di me stesso?
Se
le mie parole
da lui
ascoltate
e attentamente vagliate
con
le sue orecchie potessi sentire
cosa
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In un’altra vita
ti avrei regalato una rosa
e tu saresti stata una nuvola
libera nel cielo
Non avresti avuto un vento
che ti portava via
e le mie parole
sarebbero rimaste sulla pelle
Avrebbero inciso la roccia
e scolpito il tempo
come fa
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Sole a trafigger alberi e
colori ad investir il sottobosco
a tepor di foglie rosse,
ombre e luci a colorar come pittore.
Vuoto da colmare ed attender che
il ramo le lasci cadere,
silenti foglie attorcigliate
a tesser un manto di tepore,
per
leggi

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Sento gocce di rugiada trastullarsi
sulle mie ciglia intimidite
dagli spasmi di un vento,
che mi offende.
Le palpebre cariche di solitudine
sussurrono alle pupille di cercarti ancora
tra le ombre del crepuscolo,
che incombe sulla mia pelle
leggi

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 | Lu pinseru,
vola arreti ‘nta lu tempu,
quannu carusu a curriri comu lu ventu.
Spinsiratu, ma puru siddiatu,
picchi ranni n’avia divintatu.
Lu nomi "Picciriddu",
l’avia stancatu.
Cu iddu ogni jornu ‘’
avia furriatu,
ma spissu ‘a porta
leggi

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Ricamo emozioni
alla deriva dell’anima:
troppo buio
spegne lo spettro
caleidoscopio dell’intimo.
Accade l’ignavia
di soppiatto ghermisce
toglie il respiro,
annebbia lo sguardo.
Breve invece
è il passo del vivere,
stolto è il diniego,
effimera
leggi

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Piange il poeta
piange tra le righe
bagnando ogni parola
con le lacrime del cuore.
Sorride e si fa allegro
solo se il sole l’accarezza,
come un bimbo sparge fiori
profumando ogni dolore.
Come un gabbiano
la sua anima si tuffa
nelle onde blu
leggi

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Velocemente sale la frequenza
parallelamente all’ampiezza
sempre più alte
repentine onde saettano da capo a piè.
Tepore puntiforme crescente
si irradia in te
senti rivivere improvvisamente
fibre atrofizzate sensazioni dimenticate
Tensione e
leggi

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Per vie traverse cercano proseliti
gridano osanna tra frivolezze
e l’approssimazione di un sapere
vago e scarno. Gettano l’amo
sapendo che abboccheranno.
Gli stolti d’ogni età ed i poveri di spirito.
Nulla di biblico. Un’espressione
ad hoc per
leggi

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 | Non luce
o sentiero luminoso
sul limitar del bosco,
ma respiro improvviso
di ipnotica ventura
ti cattura.
Degli umani vissuti
entri a far parte
nulla preparato con arte
si addentrano le linfe
sotto la scorza,
vitali e con nuova
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Livia ch’è sempre attenta co’ l’ambiente,
dice che er Fico d’india è come er porco:
la pianta, er frutto... nun se butta
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Pezzo dopo pezzo
mi riprendo pelle, anima e cuore,
sparpagliati alla rinfusa
tra i tuoi vestiti e i miei.
Raccolgo le ultime
scintille di desiderio
racchiuse in respiri di malinconie,
mentre il vento porta il tuo profumo.
Tra passi frettolosi e
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Parla la neve
come la piuma
ondeggia il fiocco
e cade
ovunque guardi cade
visita il sonno
cede dal cielo nella notte
si
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La notte non riposa
con la sua luna illumina
le ombre che in me vivono
il tempo andato della gioventù.
Sono malinconie
i silenzi nei riflessi del mare
e io ascolto l’onda
che muore sulla riva e svanisce
per poi ritornare a essere di nuovo
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È elevazione dello Spirito
questo sfondo oltre la finestra.
Tutto è miracolo
quando ti svegli all’alba
vestita di poesia nuova.
Sono sola
innegabile evidenza
ma non sento refoli di vuoto
trapassarmi le ossa.
È il calore di una verde
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Sento il tuo respiro
passa quel muro che ci divide,
mi porta anche il tuo profumo,
che mi incanta, ma,
l’incanto è tutto ciò che provo.
Cerco l’uscita
o una finestra, canto
leggera una canzone d’amore,
poi sento i tuoi passi,
l’ombra della
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E correva a perdifiato
con il suo cavallino di formaggio
nell’aria lo faceva galoppare,
il nitrito, imitava dei suoi zoccoli, il trotterellare.
Tutto quanto aveva appreso nella stalla
dal cavallo, quello vero, del suo amico Gianni.
Ora era felice e
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mi attirarono le note dell’organo
il tempo si era fermato e
fu come uscire fuori da me
uno sconosciuto luogo di pace
mi accolse
non era sogno o visione: quella musica
sacra era divenuta parte
di me del mio spirito
mentre mi avvolgeva una
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Su, dammi la tua mano
e fammi immaginare
che al mondo c’è qualcuno
che mi vuol sollevare
da questa depressione
che soffoca il morale
e giorno dopo giorno
mi fa star tanto male!
Se pure tu mi neghi
un gesto d’amicizia
cadrò completamente
in
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Annebbia menti amore, e le riduce
ad occuparsi solo di una cosa,
ad unica funzione le conduce,
a progetto di vita fascinosa.
Annebbiamenti in cui non più riluce
il raziocinio, facoltà radiosa,
provoca l’imperioso e estremo duce,
con dittatura sua
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È gelo dell’anima
celato tra le fessure,
è aria viziata
quel che si respira.
Un corpo passivo
e giorni che scorrono
tra pagine scritte in
bianco e nero.
È un gioco acrobatico
su fili avvinti,
poderosi si infrangono
su flebili emozioni
si
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Non ho voglia
di piangere ombre
perché la notte è breve
e presto tornerà la pioggia
Non ho spazio
per sentire i respiri
e oltre il confine del male
c’è sempre un rimorso
Che incide la pelle
fino a riaprire ferite
dimenticate da tempo
nel
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Ingoio giorni di vita impazzita
sfuggita di mano
e ferma in divieti di sosta
su strade a senso alternato.
Le ferite rimarginate
con l’abulia dell’incuria
non cicatrizzano mai
indolenti scivolano
alla deriva dei cuori.
Eppure sento pulsare
negli
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338162 poesie trovate. In questa pagina dal n° 26851 al n° 26910.
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