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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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Sinfonia vita
unite nostre dita
divina melodia
poi guardarti andar via.
Note di violino sul sentiero
accordano pensiero
pur stanotte non mia ...
sarai poesia!
Impossibile scordar
attimi di noi col sole
tra nubi cullate al vento
d’ottobre in
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 | Ascoltavo il suono di un motorino
allontanarsi e perdersi nel paese.
Seduto sul muretto di un giardino
guardavo la giornata affievolirsi
e i muri delle case che s’imbrunivano.
Odori soffusi di eucalipto e rosmarino.
Osservavo l’albero piantato
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| Che compreanno cupo se prospetta!
Tempi de magra cor DIPPICCIEMME!
Er Presidente ha dato un’artra stretta
mettenno in
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Maestose ali hanno gli Angeli
dai colori fluorescenti
velo d’organza e soffio vitale
ad estensione nel mondo,
ed indulgenze d’amore ad
abbracciar i cuori.
Angeli di cielo, Angeli terreni
tante ali in congiunte mani,
ad unir lingue di
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 | Dove giace la notte
tra gli arbusti e gli ulivi
su per la collina, s’ode un silenzio
e sale nel cuore un’attesa
quando lo sguardo cerca la sua luna
occhi smarriti tra le stelle
e trattieni il respiro,
quando il sangue si ferma
nelle vene.
Tutto
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| Oggi nell’incerto chiaro del giorno
mentre guardo il giardino porta
ad antichi ricordi l’incessante
pioggia autunnale ed all’animo
immagini reca di
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| Mi son svegliato assai disorientato,
stanotte ho vissuto un’avventura
in sogno, molto brutta, spaventosa,
un incubo ... da
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| Tutti i giorni si apre uno spiraglio
quel portoncino dove trovare conforto
in situazioni che giungono all’improvviso
affinché si possa bilanciare quanto la vita propone
difficoltà non mancano
piccoli semi che fanno l’occhiolino
premono senza sosta
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Piove e non solo sul tetto e sul prato
e sfolgorando come solo il bagnato,
bensì inibendo e alterando l’umore
e costellando d’opaco anche un cuore.
E così avanza lemme lemme stagione,
luci e ombre in alternanza emozione;
quel dorato, quel bruciato
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| Vivì |
15/10/2020 06:18 | 954 |
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Nebbie
sui rami
a cerchiare
ubriache ombre
Velature di tradimenti
macchinazioni cerebrali
si piegano in ricami damascati
e pizzi ornamentali
Tutta d’oro si ammanta la città
fiorita
i fiori di cartone
l’anima rubata
da un folle
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Non dirmi nulla
che io non possa maledire
sulle gocce della pioggia
caduta dall’ombra
Non darmi niente
che possa rimpiangere
quando domani
avrò polvere da stringere
Le nostre carezze
saranno il ricordo dell’alba
una luce sfumata
fra i
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 | Con pipa in bocca avendo in man la tazza,
e il maggiordomo porge ombrello all’uscio;
così vedo epulone in doppiopetto,
l’albione per il quale il mondo è gregge,
D’affari narra, e dei suoi lunghi viaggi,
su futili questioni disquisisce:
tempo,
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Innamorati perdutamente il sangue
ci scambiamo,
riscaldando l’inverno che vuole respirare
i nostri cuori...
Nelle notti insonni leghiamo pezzetti di sogni
per formare disegni d’amore.
Magia di venere è l’essenza che brilla
nel
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‘O bbene e ‘o mmale...’o stesso vencetore
so’ tale e quale... so’ turmiento e ammore.
Tu pienze ca so’ frate scasualmente
e invece songo frate overamente.
E mente ‘o primmo dorme dint’o lietto
chill’ato sotto è attato a nu dispietto...
e mente
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Il mio momento di grazia
ha il profumo di ottobre
e la luce del crepuscolo,
accompagna le ombre delle nuvole,
danza con le foglie secche,
conta i granelli
delle mie clessidre.
Il mio momento di grazia
torna ogni giorno
nella culla della
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Cosa posso fare?
Una prece posso donare
a te, Virgo Maria
che sei così pia
Aiutaci, ora
in valle di lacrime
il tuo popolo ti adora
a te preghiere imprime
Desta l’aiuto di Dio
orsù, ravviva i nostri cuori
e che il Signore ci adori
Un
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Musica che suona
note vibranti,
emozioni che senti
lambiscono il cuore.
Un fiore si schiude
all’alba del giorno
non s’accorge
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Il vento spezzato
si schianta sui vetri delle finestre
sento silenzioso il dolore
disperdersi nell’aria
come una ferita è il sole
al posto del sangue è luce
io vedo il tuo smeraldo, il tuo diadema
il tuo cuore freddo
che giace sotto la
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Ottobre
un leggero e sommesso
moto dell’animo
sentieri battuti dal vento
il verde che si consuma
in un lento digradare
di forme e memorie
accese di malinconia.
Ottobre
il silenzio dell’anima
trafigge le sere ridondanti
di colori troppo
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E’ un posto tristissimo
quello dove abitano i versi.
Un deserto incantato
pieno di parole pesanti, spinose
che aspettano di essere colte
da mani delicate,
da anime spoglie d’ogni velo.
Nella profondità dei suoi silenzi
ti senti solo,
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Vago solitario nel mattino
Lì nel cimitero di campagna
In alto sopra le dimore ferme
Dei dormienti tra la soffusa
Ovattata nebbia ottobrina
Aleggian come tenue fiammelle
Ma mentre preso da stupore
E un poco tremante per paura
Tento di capire e mi
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E’ mai possibile che nessuno pensi
quanto sia inutile accaparrarsi
saccocce colme di bigliettoni
lassù o laggiù
non è previsto collocamento
lassù folate di vento si divertiranno a spargere
laggiù tutto prenderà fuoco
e niente rimarrà
ne vale
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Ho parlato con il cielo,
con la luna, con il sole,
con le stelle e m’hanno detto:
“Non troviamo le parole
per descrivere i problemi
che ci sono sulla Terra!
Vige l’odio tra le razze,
ogni giorno c’è una guerra!
Noi dall’alto non
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Velata dal dolore
di una notte fragile
oscura come tante
perle di seta scura.
Distante fra le stelle
rubate al mattino
di un sole pallido
appena accennato.
Vestita dal distacco
delle cose terrene
e sciolta da qualsiasi
cuore che
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Io non posso e
non devo.
Assaggio l’ultima goccia che un tempo
era fresca rugiada,
accarezzo le guance ancora calde
fin troppo calde...
un lieve rossore appare sul viso
asciugo l’ultima lacrima.
Il capo si adagia sul cuscino
e ingoio bocconi di
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Oltre le sedie
del mio pensiero,
navigo con la mente
fra castelli cadenti
e Cattedrali vuote.
Libere e nude le guardo
mentre costruisco versi
che non vedranno la luce,
e non incontro la pace
da quando ero bambino,
piccolo in grandissime
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 | Osservati in un quadro bagnato
la pioggia gocciola sull’asfalto del tempo
scivola nei meandri del bordo, segnato
al verso di parole scritte in un lampo
osservati ne’ li occhi ‘nviso di immagini perse
come di paura la pioggia, in un cader d’ogni
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| Seppur dovessi
In qualche modo stringere
tra le mani,
gli ultimi brandelli di un sogno,
contrito e torto,
rinuncerei volentieri
ai voli pindarici
e blande illusioni
che popolano e intasano
i miei già affollati desideri.
Se dovessi scrivere
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| Cerco di te quel che in me già vive
albero di ciliegio o mandorlo in fiore
sei tutto ciò che la natura offre
il sole e le ombre della luna
umide foreste e fresche notti d’ascoltare .
Io sono quindi esisto
anche nella morte
sono a un tiro
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Due righe
di vibrata protesta
salgono come fumo
inascoltate
per un verso
incompreso
da salotti distratti
a
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il corpo stretto intorno agli occhi
come una morbida coperta
hanno le gambe i pensieri
se potessi camminare dove è più azzurro il cielo
o nuotare
- dov’è più profondo l’orizzonte-
il mare
sarei più vicino
alle parole che di nascosto
sussurri
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 | Sino lassù sono volati gli occhi
con un pizzico di nostalgia
abbandonata da quei due fari
rivivi attimi lontani
quando fanciullezza
osava in tutto e per tutto
pur di raggiungere la felicità
eri pronta a battibecchi
che solo oggi fanno
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| Non c’è più tempo, siamo condannati
ad una fine lenta e misteriosa,
i morti sono all’ordine del giorno,
l’angoscia è
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| E si ritorna dove
il cielo fluttua
in azzurre scintille,
amalgamate a raggi di sole
trasparenti e lievi.
Le foglie brune,
intonano malinconici canti,
mentre dagli alberi viaggiano
per strade e monti.
In lontananza
una campana risuona
lenta e
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Apritele stanotte
le porte sono un sogno
un varco fra le nubi
sospese qui nel cielo
Tenetele la mano
il freddo che sentite
è solo una carezza
un filo che separa
I nostri mondi oscuri
dalla luce della sera
la brezza che disegna
il battito
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Alla carezza tenera del vento
or tremano le foglie e dolcemente
si lasciano strappare e un volo lento
di danza in aria il soffio lor consente;
un carosello di colori a cento,
a mille foglie: incanto d’occhi e mente!
Sussurrano l’amore in quel
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E metti a ferro e fuoco questa vita
pomposamente tronfio di contare
un’acca oppure un’esse da smacchiare
in alto tra le nuvole ingrigita.
E metti a ferro e fuoco la ferita
col sangue che potresti millantare
per l’accozzaglia messa a bulinare
col
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Poche ore di libertà per dimenticare il buio
e le mille paure che in noi ritornano .
Poi un giorno il cielo senza sbarre
con ali di
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I suoi occhi sorridono
quando la vedo arrivare,
I suoi occhi sono vivi
come il mare,
in loro c’è il sole.
Eccola, si avvicina,
le stelle all’ improvviso
in lei si concentrano.
Si innamorerà prima o poi,
si toccheranno i nostri cuori,
ci
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Sarà diverso il mio domani,
sarà diverso il tuo domani
verso un destino ancora ignoto,
ed io non ci sarò e tu non ci sarai,
forse sereni, con il tempo,
ma mai felici come eravamo.
Tu con la tua giovinezza e il tuo ardore,
io con la mia assurda
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Spunta l’alba, guardo il mare
con la dolcezza del suo profumo
accetto quanto nel cuore
è coraggio di essere felice.
Già canta l’allodola dell’attesa
questo ben di Dio
è il trionfo dell’amore
nessuno potrà rimproverarmi niente
se un onda di
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Ti scrivo, mentre un silenzio lontano,
che mi respira dentro, annuncia l’inverno.
Il freddo opaca le ore,
e il vento non calma i pensieri,
quando a sporgermi a un davanzale triste,
anche un piccione mi canta la tristezza.
Caro Babbo
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E lentamente venne alfine la sera
da verdi colline di lente discese,
da alti monti nascosta e vasta brughiera,
ombre sulla
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Potrei mai smarrirne la scia
se Musa senza tempo
sarai con me
ad
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Atmosfera in suddivisi spazi a
volteggiar di ogni mente e d’ogni cuore
fin divenir immensità di cielo e
trasparenti libellule van
ad armonizzar l’azzurro cielo.
Se cielo spruzzasse il suo colore
sarei verde giada,
tinta vitale a sfumar l’esser
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Ancor Amor mi percuote
ma ello non m’è di soggiorno
ch’anima non trovo oggigiorno
sì che lo spirto così si scuote
Tal mi sento fragile virgulto scosso
s’Amor la luce non mi mostra
e soltanto ahimè mi prostra
ché sol nel male sono mosso
Or sol
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Si perde nell’aria il suono della voce
mia che oggi quattro settembre nell’ora
di quel giorno ormai lontano della
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Non tentennare con gli occhi...
tuffati in quel mare caldo
abbraccia l’onda che ti sfiora
e vola... vola lontano
vola con lo sguardo e ingoia la parola
il suo sorriso ti ignora
ma a te cosa importa
la mente ti stupirà ancora...
Non aver
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Artisti fuori
e lasciati da soli,
travolti al suono
di un strano destino,
di non potere
più prendere i voli
ne alla sera
e neppure al mattino.
Costretti a bussare
ma senza risposte
nè dai Palazzi
e né dai bassi piani,
e in gruppi fanno
le
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Un mondo di bellezza
cerco dentro un abbraccio
con tanta tenerezza
nell’azzuro m’affaccio.
La distanza sparisce
l’abbraccio è come un ponte
che le due rive unisce
e va oltre l’orizzonte.
Dona luce ai pensieri
e speranza al
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Consistenze inconsistenti
sulla leggenda
d’amplificati indugi nel profondo.
Lascia scivolare
nel ritmo andante
una
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Quel desiderio di arrivare depenna ogni paura
provare e riprovare senza lasciarsi intimorire
un’amara dolce caramella che invoglia a proseguire
nuvole di pan di zucchero collaborano nell’intento
serenità mista a gioia quando visuale appare
sole che
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Mi son svegliata, nuda, dentro il letto,
...accanto a me ... un uomo di colore,
mi fissa, con un fare circospetto ...
Il cuore sta scoppiando dal terrore
e copro con le mani la “topina”,
un gesto di normale protezione,
un senso di pudore, da
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Io sanguino per te
che non hai più respiro
né pelle per baciare
le sere dei morti
Io muoio per te
sulle lune più nere
e nelle nuvole perdute
dal cielo di ottobre
Non ho stelle
da ammirare al tramonto
non ho sogni
da sospirare nel
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Lasciano il ramo le foglie
anche ancora verdi,
basta un po’ di vento
e si staccano!
Volano senz’ali,
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Tra le parole in cui cammino
s’adagia su labbra e cuor, come un petalo,
lo sbocciar più forte del nostro destino.
La mia poesia s’apre così
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Le parole confondono,
ascolto solo i gesti.
E finalmente sento
e vedo
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Mi specchio in un pensiero
suo riflesso pur invero
s’è mio sogno d’Amore
nel buio albeggiante chiarore.
Ti lascerai accarezzar
ove piacere ad ascoltar
dita votate alla poesia
declamanti luce d’anima mia?
Se stanotte di luna piena
non sarai mai
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Corro incontro a un altro tramonto
sperando di acciuffare
dei rosa o aranciati...
ma dopo l’ultima salita
aggrappata alla curva
restano in cielo
solo dei grigi confusi,
commistioni di indaco,
scampoli di violetto...
Il cielo profuma di
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Fiocchi di nebbia
salgono il colle,
quello dei incontri festivi
e là, come incanto
appare un raggio di sole.
Si, là vivono i mille ricordi
della storia che è sbocciata in noi,
la storia dell’amore,
che è nata come un fiocco
di una qualsiasi
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338068 poesie trovate. In questa pagina dal n° 19471 al n° 19530.
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