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Ieri pubblicate 23 poesie e scritti 35 commenti.
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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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 | Come acqua di fiume
che coi mulinelli
si muove contro corrente
e vicino alla riva
si disperde dal
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Diventò folle dono,
per superar l’amplesso.
alché, venne concesso:
il ceder l’abbandono
al forte desiderio...
privato del contatto.
Si può diventar matto!
L’interno putiferio...
Da questo vien tormento!
Quel fuoco interiore...
s’innalza...
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Ti piacciono le balene?
Grosse e goffe,
trasbordanti ed eccessive
o curvy come si usa dire.
Ti piacciono i trichechi
con i loro denti sporgenti?
Forse allora l’hai trovata!
Tra le nevi norvegesi,
una balena odorosa di pesce
con lunghi capelli
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Attimi d’immenso
furtivi
ordiscono trame leggiadre
Chimere
raccolte
e già
abbandonate
O mi sembra...
e di
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Come se fosse niente
un improvviso temporale
con conseguenze irrimediabili
che lascia tutti senza parole.
Come se fosse così
che all’inizio sembrava niente
ed invece poi finito tutto
si comincia a capire il vero senso.
Non era per nulla veramente
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Ogni giorno penso a te
ma tu ora sei lontano
disperso in una sera d’inverno
nel rosso di un tramonto.
Luogo di ghiaccio e neve,
remoto ed oscuro.
Io ti penso continuamente
e non voglio lasciarti andare,
vorrei
ma non riesco a stare senza di
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 | Riposare su un letto di foglie
le braccia come rami
tesi a catturare
polvere d’oro.
Bastare a sé
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| Vorrei poterti dire
con semplici parole
tutte le cose belle
che suggerisce il cuore
per questo anno nuovo
che ci sarà
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 | Quando i fasti del giorno vanno a spegnersi
e esplodono i silenzi
nell’ora mite della migrazione
verso sera... al crepuscolo
spesso ti scopri solo e pure spoglio.
Non sei soldato e non sei generale
non prepari la guerra
spunti gli impulsi e
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 | Dentro infinita speranza
Una gioia s’accende
Ed emerge il cambiamento.
Molte vite son state travolte
In quei giorni
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 | Ancora sanguina
l’addio
in questo tempo sospeso
vi è dolore, silenzio, piacere
perché l’Amore è
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È solo un gioco questo tuo vagare
sui prati delle muse e degli aedi
col coro dei novelli ganimedi
emersi tra le onde del poetare.
È solamente un vezzo padreggiare
il sommo Dante e i centomila eredi
col suono degli antichi citaredi
al caldo di
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 | Infinito cielo vestito d’azzurro antico
Naturalmente intenso ordito in
Filamenti d’argento che regalano
Incanto e gioia nell’osservarlo
Non immaginario di bellezza ambita desiderata
Incantato magico quasi stregato
Tanta immensità colma di
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 | L’attesa poi...
il tuo arrivo
ed io...
ho danzato
a piedi nudi
sui tuoi
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 | Finalmente è arrivato
il duemilaventuno,
un anno atteso
come mai nessuno.
L’ha preceduto
un collega funesto,
ora non c’è più,
scordiamolo presto!
Sarà un anno diverso,
manderà all’inferno
il nemico perverso,
che ci resti in eterno!
Volteremo
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Cosa vuoi, ti chiedo
nulla, rispondi
e sorridi, divertita.
Poi mi sfiori il viso con la tua mano e le labbra con un dito,
come se disegnassi qualcosa.
O forse
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Imbevo il verso
nel fiume dei ricordi,
mani giunte
sul tuo negarti
a una passione oscura
e baci
alla mia devozione.
Umiltà di ginestra
nel sorriso
e bagliori di ametista
sul viso
confondono
la mia antica virtù.
Presto diletta,
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Solo guardando un numero e tutto si mette in movimento
cose belle e brutte suddivise negli anni si pongono davanti
difficile rimanere estranei seppure nella loro invadenza
trovino la forza di voler combattere ancora
pura illusione quando tutto è
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Il mare? E’ un’immensa vasca d’acqua,
qualcuno deve averla riempita,
ma dove ha preso il liquido quel Genio?
La mia domanda resterà bandita!
E la natura? Gli alberi e le rose
che sbocciano radiose a primavera,
la frutta che matura sopra i rami
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Entrammo in quel luogo
sospeso tra Terra e Cielo.
Dai campi vicini
odore di fieno appena tagliato.
Avrai fame pensai?
Distesi la tovaglia a gigli rossi
che portavo nello zaino
e apparechiai la tavola.
La chiesa tornò ad essere
pane
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Augurio auspicato
su ciò che vuoi desiderar
solamente se ispirato
in virtude e valor!
Non il materiale
sol infida illusione
nevrosi individuale
scevra felicitazióne.
Appena l’otterrai
si ripeterà ossessione
nessun vuoto colmerai
nuova
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Tienimi stretto nel tuo cuore
e nelle tue preghere dammi forza,
al Buon Dio chiedi Grazia,
madre mia, che il mio ritorno tanto aspetti.
Son qui avvinto in questa triste sorte,
oppresso dalla tempesta
che mi travaglia l’esistenza,
nel conflitto
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Ti avevo sognata
e avevo detto
che il mare
ti avrebbe trovata
Ti avevo baciata
piangendo una stella
e il cuore del cielo
avrebbe taciuto
Mentre il sole
di quel mattino
ti ha tradita
per tutte le cose
Mai dette alla notte
le lune del
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Pare che urtimamente, in Paradiso,
stanno a rifà er Granne Fratello
co’ personaggi, vipp ... che, senza avviso,
San Pietro
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 | Il mio treno della vita
non lo avete gradito amici,
siete pieni di amuleti
coccinelle e corni rossi,
ma tutti stiamo viaggiando
su quel treno e se rallenta
il cuore vostro si spaventa,
senza capire che la vita
è la scintilla breve
di un
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A volte elaboro concetti astratti
li modello a mia immagine, come
fossero statue di sale, poi li fisso e
mi riconosco come me stesso.
Penso alla luna così lontana a tutti
i sogni che abbiamo fatto, agli
innamorati che si sono amati è un
astro
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E sarà di nuovo giorno
in questa notte a naufragar nel sogno
rabbia e fantasmi chiusi dentro un pugno.
E sarà di nuovo giorno
sopravvivere nell’assenza di chi
del giorno tuo era essenza.
Solitudine maestra
china il capo e lacrima
in un riflesso
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Spruzzi d’inchiostro,
sparsi in una conchiglia,
assetata di brina.
Schegge di cuore,
racchiuse in una foglia,
in cerca di tramonti
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domani
un alito di nebbie
ancora saturo
non celerà
calchi di fronde
e le tue mani, nervi
di sempreverdi
piantati
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E’ tardi ormai non c’è più spazio per traccheggiarsi
il tempo non aspetta inutile cercare d’ingannarlo
ogni situazione deve essere ponderata
pena nullità di ogni contesto si presenti
mettere insieme il vissuto
implica essere sempre
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Mi son sorpresa
ad agitare fronde di ulivi
tra sguardi immobili e fugaci.
A lastricare strade
di pietre arrotondate
dal fluire delle emozioni,
incorniciando parole
tra le righe storte
di giorni senza sole.
Mutevoli aspettative
rimbombano
tra
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“Amore, posso chiederti una cosa?”
Gli chiese Rita a Marco, il fidanzato,
il quale le rispose: “Sei dubbiosa?
Perché il
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Atmosfera surreale
nostro primo bacio
mi chiamasti Amore
sussurrando adagio.
Sorte canaglia
vita ci ha diviso
fummo fuoco e paglia
non scordo più tuo viso!
Sfoglio libro dei ricordi
versi delle stelle ...
chissà se ancor guardi
incantata le
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S’avventura la gente in congetture
sulle storie di cento e più persone,
la verità cercando di scoprire
bene osservando i lor comportamenti.
Ma pure le sagaci e acute menti
solamente riescono a intuire
verità dimezzate: vago alone
rende le proprie
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Ho un cappio stretto intorno al collo
nella poca luce di questa vita .
I giorni nodi scorsoi di una età
che non ha più forza per guardare avanti.
All’indice di numeri senza nome
siamo noi anime di ieri
abbandonate nel riposo del silenzio
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Ti ricordo così
i vetri appannati nel freddo
e le tue labbra calde
di un sorriso triste.
Le mani strette
al velo dei miei sguardi
e le parole leggere
rimaste a guardare la sera.
Ti penso così
viva nella nebbia d’estate
con il mare
che
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Il tuo seno respirava vita nei miei occhi
il tuo sguardo dipingeva quadri -di noi -
che non avevo mai visto prima
la tua bocca profumava delle tue parole
le tue mani come il mare
portavano sabbia per costruir castelli
la tua pelle complice la
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Ho parlato a una capra mòchena
Era in compagnia sul prato, libera.
Sazia d’erba e di affetto,
piena del sole delle Alpi trentine.
Quell’uguale belato era un belato
di dolore. Perché, perché?
Non so il perché. Il dolore c’è,
eterno, sempre
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Restammo inerti
ad ammansire il buio,
seduti sulla coda di un addio.
Avevi in bocca fresche margherite
e un vento di burrasca tra i capelli.
Corolle senza luce, quei tuoi occhi:
un’assemblea di rondini nel cielo...
nell’alchimia di un ultimo
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Un surreale raggio di luce
è sceso stamane dall’alto
mentre rabbrividendo di freddo
pensavo all’isola intatta
tra laguna e mare.
Per me un delicato miraggio
a filo d’orizzonte
dall’estrema curva di ponente.
E dal mio cuore sento levarsi il
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Ma quanta neve ha in serbo ancora quel cielo
che poi s’espande con un magico telo?
Indi appare sfolgorante come mare
in cui tuffarsi, sguazzare e nuotare,
o con tonfo l’affondar le ginocchia,
con corvo su ramo che scruta e sin gracchia
e
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| Vivì |
02/01/2021 14:28 | 826 |
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Poco sole tra le nubi
che dense scivolano
nel cielo d’inverno.
Passano sugl’uomini
e sulle loro vite
come se nulla fosse.
Fuggono via veloci
oltre
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Lo sguardo dei vecchi
racchiude in sè una fetta d’infinito,
è fatto di saggezza,
di mille e mille lacrime lucenti,
di
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Com’è difficile iniziare un nuovo giorno
tutto si confonde in un alone di mistero
quando il presente si tramuta da cavaliere
armi in pugno fanno tremare chi
con la semplicità del momento
fa di tutto onde intervenire per sedare l’inaspettato
non
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La farfalla bagna
le ali nel profumo
d’una bianca rosa
molto deliziosa
e poi ci accompagna
nell’immenso cielo
dove le emozioni
diventano aironi.
Col bianco in montagna
sarà dolce il sogno
nasce la speranza
che sarà fragranza.
L’amore
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Sappiamo tutti che dobbiam morire
però l’angoscia non prefissa il giorno,
quel triste giorno in cui dovrem partire
per meta un luogo senza più ritorno!
Durante il corso della nostra vita
cerchiamo sempre d’arrivare in vetta,
purtroppo in questa
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Due donne...
sol una mente,
si contendon il giudizio...
quel bisogno d’armistizio,
è più sempre
appariscente.
L’immagine
regna sovrana,
ma’l carattere non mente...
una crisi prepotente
non sarebbe
alquanto strana.
È connubio
o
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Delicato canto
immerso nei colori dell’anima,
suoni che lambiscono i cieli,
vento che avvolge con il suo fruscio
l’alba
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Siamo stati abili nell’intrecciare le nostre vite
ed io a cancellare con te alcune mie ferite,
percorrendo quel filo invisibile dell’empatia,
a tratti intriso di una reale bramosia.
Abbiamo irrorato di colori il grigiore dell’esistenza,
galleggiato
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Chissà se potrò darti
ciò che non si puo’ serbar
ma pur di stupirti
ci voglio provar!
Alba primordiale
per farci sognar
la prima a colorare
un mondo da rifar?
Ci incitano stelle
foriere speranza
sian fatti di quelle
nel cielo d’una stanza.
E
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E so’ sittantaquatto e che vuò fa’!
‘E na manera ie m’aggi’a appiccica’
cu sta madamma doce corta e amara
ca quanno ‘a scarfa ‘o sole è na janara
e gira vota e gira int’a sta chiocca
e assieme a n’atu ‘mbruoglio nun se cocca.
E so’ sittanquatto ‘e
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Sono solo
come un albero nella neve
e il gelo mi attende
sulle ombre del nulla
Sono freddo
come un corvo volato
sull’altra riva dove le anime
non hanno tregua
Ed ogni tomba scavata
nella terra dura
porta la croce del mio tempo
ormai
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Dal tuo volto
hai tolto il velo,
quello che il sorriso
tuo nascondeva,
poi hai spostato in là
le treccine che ballavano,
si è accesa così, tutta
la tua bellezza,
ed io che cercavo
il fiore più bello,
te lo volevo donare,
io, abbagliato e
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La misura del tempo
si sostanzia nella ciclicità
della natura impassibile,
nei ricorsi degli eventi,
nella naturale caducità
delle persone, delle cose,
nella rapida mutevolezza
dei cieli e delle nubi.
La misura del tempo
è la debole
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I petali sparpagliati sul bordo
del sentiero fangoso.
E li fissi smarrita.
Non era questo il tuo cosmo sognato.
Non era questo l’amore sperato.
Non è ancora dolore fisico
quello che ti pervade.
E’ il tormento dilatante
di una speranza
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Vedo e non vedo.
Oggi, sola, tra percezioni
e steccati pieni di neve
tolgo la pelle della costrizione
incollata a stelle fasulle
che non illuminano
risplendendo insufficienti
come amicizie deboli.
Ho cacciato illusioni
di fedeltà
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 | Augurio a fior di labbra
Nasce dall’anima
Non sorprende
Ode è dentro il cuore.
Nascente anno
Un forte impeto
Or
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Ride il silenzio
gli occhi accendono le stelle
il tempo di un abbraccio
toglie spazio alla notte
l’aria delle cose semplici
un ponte verso
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L’anno nuovo è arrivato
i sogni diventeranno desideri
semplice utopie appese alle stelle
utopie necessarie, obbligatorie e umane
non costano niente
ed aiutano ad andare avanti.
Ieri fa parte del passato
e il presente ha fame
e tu, nutrilo
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È un canto? No, un lamento, anzi un richiamo;
verbigero e bofonchio assai sovente,
da solo e parimenti fra la gente:
pur se mi dànno noi non ci capiamo.
Se verbigrazia avessi a dire "ti amo"
(mirabili parole, eppur cruente),
in bocca,
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338041 poesie trovate. In questa pagina dal n° 18031 al n° 18090.
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