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Te servo un tè? (NUN SE GIOCA PIU’)
O vòi un caffè?(NUN SE GIOCA PIU’)
Se adeguamo le ristorazzioni
Nun ce rompeno i
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Odore di terra
di fiori campestri
solletica l’aria.
Girasoli innamorati
spalancano al cielo il colore del sole.
Tra spighe dorate
papaveri di seta rossa
danzano nel canto del tramonto.
Trasognata,
assaporo l’incanto,
mentre
azzurri
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Mia bella estate,
stagione solare,
in riva al mare
al suon della battigia
ti sto ad aspettare.
Di già intravedo,
laggiù all’orizzonte,
la barca su cui sicuro
veleggerò al tuo fianco,
sospinto dal vento
e assopito dal caldo.
Al canto dei
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Una parola può cambiare tutto.
Together, insieme.
E prendono il via colombe
vanno più veloci le menti
volano più in
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Accade che le parole non escono
si rintanano negli angoli refrattari della mente
solo pensieri gonfi di respiri trattenuti,
impacciati e goffi nella loro implosione
restano
ai margini delle paratie dell’anima
confusi se buttarsi nei bisogni o nei
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Difficile sorseggiare emozioni
quando la sete è atroce
quando improvvisi lampi sfiorano il cuore
quando la vita offre squarci inaspettati
ma approfittare diventa la parola d’ordine
mai far scappare l’imprevedibile luce
forse incauta, ma
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Non sono come tutte le nuvole
che fuggono sempre.
Come un filosofo gioco con i pensieri
e solo in strada
guardo una porzione di cielo
ma Dio non c’è...
Ogni istante che vivo
ha il senso di un tramonto in scatola
pronto per essere svelato
come
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Scie d’acqua di bianca spuma lascia
il motore della barca dietro di sé
solchi nell’immaginario
vedo dentro di me
ove semino desideri.
Corre verso quelle tinte d’azzurro
piatte e mosse all’orizzonte
confuse in una linea di confine
dai colori
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Timido tra i timidi mi innamorai
della più timida della classe mia
lei chiusa sempre e a capo chino
solo quindi sguardi furtivi rari
un sorriso sarebbe stato un osare
troppo questo tra noi il frasar
d’amore due volte al giorno
un ciao e di
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Assolutamente bisogna spegnere
non si può andare avanti così
seppure inizialmente un po’ di pace
riesce a far dimenticare quanto
ogni dì trova il suo approdo
quei vocalizzi non fanno altro
che riportare alla luce il passato
quando tra i muri
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“Non gridi signorina, per favore,
non sono un ladro, sono un ‘paparazzo’,
volevo solo farle qualche foto
e poi fuggire in
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Conta le stelle
di questo cielo scuro
e respira con me
la luce della stessa luna
che tu vedi
lontano da me
ma vicino al cuore
che sogna una nuvola
carica di pioggia
e delle lacrime calde
di un desiderio
nato da tutte le notti.
Prega il
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Grazie a te
ho mani invisibili
per sorreggerti il cuore
nudo senza riparo
tana di paure
l’ostacolo, il viaggio
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Sull’acqua fra raggi di sole
ali di luce spiccano il volo
esili accenti accendono il cuore
si specchiano uccelli fra mille
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 | Cielo per sognare
colori da incantare
profumi ad inebriare ...
ove Calabria (Italia) è Cuore!
Bramosi ci ritroviamo
a inceder lento ...
famelici uniamo
respirando sentimento.
Parola magica "escursione"
tra secolari alberi e cascate ...
tripudio
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| Tra gli spasmi dei silenzi,
nasce un vuoto abissale,
in un cuore raggrinzito.
Fiumi di pensieri,
varcano la soglia
dei rovi
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L’antica osteria
dell’amata Vigone,
un punto d’incontro
di amici e persone,
un mite rifugio
nell’afa d’estate,
un
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L’altalena dei miei anni
dondola
in una dimensione
che amplia il respiro.
Ho comprato dieci grammi
di vera poesia
per incollare la mia
fantasia
su toppe di
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Cercami in questo mare di sole
in uno sguardo al confine del mare
fermati nel respiro della notte
conta le sue stelle e le distanze del cielo
la vita è un tuffo nel cuore e parla d’amore.
Cercami nel dolore del tempo
in qualche lacrima senza
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Oggi ancora in versi poveri vado
a mettere i miei ricordi ancora
oggi non troveranno alcun lettore
poco importa se poi donano pace
serenità al mio animo al mio
cuore una mezzanotte d’estate
una anziana signora mia nonna
mio zio ed io bambino il
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Così come oggi è organizzata
la società è disprezzata
la verità spesso annebbiata.
Non ci sarà lunga durata:
l’umanità sara salvata?
E qui lo dico con orgoglio
che tutto è solo un grande imbroglio
che l’affarismo ovunque impera
e si festeggia con
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A volte mi ritornano alla mente
ricordi di un passato assai lontano:
rivedo la mia nonna sorridente
e il nonno che
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 | In questo mondo misero
nel vuoto di valori
nel nero mare del nulla imperante
di uscirne vivi
hanno maggiori probabilità
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| Più ti guardo e più mi sento rapire
vento caldo riesce a far sognare
catapultando sino laggiù
dove desideri non dormono
incastri di vita affollano il giorno
lasciando un rosso tappeto dove
anche solo con il pensiero
decolli fino là
tra quelle
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Odo il brontolio del mar
che la luna nel mezzo
di lucore riveste
E ascolto...
il risveglio dei ricordi
che con
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Quarcuno vò sapè che fine ho fatto?
Perché nun posto e nun scrivo più?
Se io sto bene o m’è morto er gatto?
Se so depressa
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Io ti chiamavo Morte
ma eri il respiro del mondo
eri il tempo lontano da me
che soffriva nel buio.
Io ti chiamavo Ombra
ma il mio cuore soffiava
solo melodie stonate:
il vento non ama l’amore.
E quando odia teme la terra
il passo lento
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 | Te l’ho detto io,
te l’ho detto che t’Amo.
L’universo è in me
stretto a te, quando dici:
Io ti Amo, io ti Amo veramente.
Cerco il tuo sorriso
come un pescator di perle,
la tua dolcezza e disarmante
lo sguardo tuo d’Amor mi avvolge.
Oh mio Dio!
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Uno strano pensiero accompagna
i miei risvegli al mattino
un pensiero costante difficile
da controllare...
un qualcosa che parte da dentro
e che non mi dà pace.
Urlare non posso...
eppure hai avuto tutto
perché più fragile
e ora? Cos’è
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Al buio confesso
sommessamente
le mie fragili idee
le racconto
al cuscino docile
impregnato
del mio giorno.
Al buio dipano
le ansie ritorte
a riempire pareti
sempre morte
e sempre vive.
Al buio rigenero
la mia inquietudine,
docile e mite
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Lettere e vase pe ‘nzavaglia’
lettere spase pe nun scurda’.
Lettere e sguiglie p’ave’ nu spunto
pe da’ muniglie pe fa’ nu cunto.
Quatto parole chiene ‘e sapore
ca a chesta vita danno calore
a quacche chiocca ronna e lapposa
quanno chi ‘a legge fa
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IL tuo sguardo perduto
sul quadrante
il mio pensiero sul tuo volto
occhi che parlano
il linguaggio dell’amore...
RIMANI
Sta per venire la pioggia
la solitudine mi fa paura
RIMANI
Vorrei dirti tante altre cose ancora
sentire il battito del
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Da lontano rivede la fontana
la fontanella cara dell’infanzia
qui con i compagni dell’asilo
posto di ristoro di merenda boccate
per placar la sete poi con quel
zampillante getto giochi scherzi
schiamazzi tanta nasceva l’allegria
ora la fonte è
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La vita contromano
di una felicità
senza compromessi,
impedita purtroppo
da muri troppo alti
per non vedere
ciò che di bello
mi circonda.
Come vorrei essere io
il mio vero io
senza ritrovarmi
negli stessi luoghi
imparando a proteggermi
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Ho educato la lingua
ma alcune cose non credo di riuscirvele a dire
poiché non sempre è semplice spiegare
il freddo alle ossa
o il grecale che taglia la pelle
la neve altissima
o questo inestinguibile inferno di ghiaccio
dove spegnendomi
guardo e
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È sempre qui
nel rifugio di una stanza il respiro
nel suo silenzio senza cieli.
Nel buio di una luce
c’è un’onda di ricordi
poi penso che la vita è un soffio di vento
e in quel vuoto che parla ancor di te
il mio mondo di silenzi.
Svegliati
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Rendersi conto della strada sempre più in salita
vuol dire prendere coscienza del momento
in cui toccheremo l’apice
quel punto d’arrivo non da tutti gradito
essere consapevoli significa avere raggiunto
quel tanto onde non abbattersi affinché
il
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Mi sono fatto il segno della croce,
nel mentre che passava il funerale,
un carro con la bara tutta in noce
che trasportava
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Amo udire il silenzio al mattino
qui dove non senti altro che l’aria.
Spalanco la finestra,
mio desiderio osservare
l’immensità del cielo.
Qui riposo tranquilla,
rivolgo il mio sguardo intorno
alla campagna,
ammiro i colori rosati
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È molto bella
la sabbia dorata
bagnata dall’onda
lievemente agitata.
Lieti i ragazzi
giocano a palla,
altri nuotano
tenendosi a galla.
Stanco il sole
cerca un luogo vicino
per abbandonarsi
a un sonno divino.
Di Capo
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Amami ancora
prima che sia notte
e se farò promesse
scrivimi un addio
più profondo
delle stelle spente
che disegnano
il cielo nella morte.
Lasciami sempre
prima che sia l’alba
e guarderò il sole
con un altro sguardo
che non vuole
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Tante le cose che vorrei dirti.
Quanti sogni rincorsi nell’illusa speranza
che la vita fosse fatta solo di albe e tramonti
e che tu, come un fiore delicato, ti facessi
proteggere dalle mie attenzioni.
Ti credevo l’altra metà del mio firmamento
a
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Qui un tempo il profumo della odorosa
menta selvaggia qui lo scorrere
della chiare acque di un fossato
qui su queste rive arbusti
di saponaria in fiore qui un albero
qui un nido di tortore a primavera
qui visioni sensazioni da tempo
di un tempo
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Smettere di pensare potrebbe essere rilassante
ma cancellerebbe quanto sino ad oggi è stato vissuto
scelta alla quale difficile appigliarsi
ovunque si giri
rimarremo sempre in deficit di ogni nostro avere
cosa che amplierebbe nudità
e niente
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Il grano indora su campi assolati e ombrosi,
il ciel è carico di nuvole,
pioggia a scender e bagnar la terra,
ed annaffiar rotoli di fieno.
L’estate ammanta di verde estesi campi
ed invola l’anima, lieve piuma a salir nel cielo,
riverberi ad
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Non si può più scherzare con il fuoco,
bisogna ragionare con la testa!
Non si può più restare indifferenti
se il flusso
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Non chiedermi chi sono ma perché io sono!
Comunque eccomi!
Non temo più chi vuol farmi del male
chi intende farlo
pensi a quanto sia stupido sciupare il proprio tempo:
il tormento mi ha dato già il suo meglio
e non parlo di morte...
La morte è un
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La mia mente libera
da ogni malinconia
Come aquila prende il via!
Mi vesto a festa
Mentre osservo dalla finestra.
Come d’incanto mi appari
Con un velo di sorriso;
Subito ricambio
Con un abbraccio intriso.
Un ampio movimento d’ali
respiro la tua
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Se mi parlerai
la nostra notte
sembrerà breve
come le lune
di questa estate
calda del tempo
ormai dimenticato
fra le ombre.
Se mi sognerai
i corvi troveranno
le parole da dire
a me che attendo
ancora una parola
e un bacio inciso
sulla
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Chiamami ancora amore
quello che mancava
quello che hai riposto
tra i miei capelli,
quando ribelle
allontanavo il capo
timorosa delle mie fragilità.
Quello che mancava
che ha sanato
certe ferite dell’anima,
che tu pensavi
sanguinassero
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 | Ricordi un po’ vaghi di anni già passati
la corteccia è scolpita con due cuori trapassati.
Bambino sei cresciuto con lei te ne sei andato
di me ti sei scordato ma ti ho già perdonato.
Hai scelto la tua strada staccandoti dall’acqua
volando verso il
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La signora parla bene e si intorcina
con la polvere che sale e non a caso
lei si mette a tolettare dentro il naso
mentre il trucco lo nasconde giù in cantina.
La signora gioca a carte e cala un asso
che si accoppia con la sorte e col fracasso
del
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E poi la luce si fa Luce
mentre l’ombra opaca raddoppia
il grigio della strada
la calura drena il ronzio d’ api
e gli alberi scagliano squittii.
Quante cattiverie si compiono
per trovarti. si taglia un albero
che ombreggia colture
Si tortura
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 | Le più belle persone
non sono facilmente decifrabili
e neppure scontate
a tutti il loro mare non è aperto
- il blu irrequieto
d’altronde i piú non saprebbero navigarlo -.
Come “belle di notte”
non puoi cercarle inseguendone i profumi
al buio
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| Silenzio cala
da un cielo nero,
plumbeo di reiterate emozioni,
stonati accordi
di uno spartito lacero e consunto.
Arranca sulla terra umida
un sole tiepido e molle
che a stento sbriciola
aghi di gelo.
Labbra bagnate
da esuli lacrime
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Un muro diroccato
e vecchie pietre una sull’altra
quasi a farsi compagnia.
Alberi spogli
e foglie marce sul terreno.
Solo un’edera
si è arrampicata su quel muro
cresciuta non so come
e non so perché.
Non altre orme
nè segni di vita
e la
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Spendeva il sole cielo sereno
degli uccelli il canto di cicale
e grilli un gran concerto triste
l’animo mio la mente affollata
da pensieri neri la bufera venne
fulmini grandine e saette al cuore
giunse la pace rasserenati presto
in quel momento
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Ricominciamo sì ad imbrattare un altro foglio
quel lenzuolo bianco che ogni dì
preserva da situazioni non sempre accettabili
un vero rifugio onde sopperire
a mancanze ormai vetuste
capace di allontanare voraci insetti
quei morsi che non si
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La caposala entrò nel mio ufficio
dicendo: “Scusi tanto professore,
stanotte hanno portato una ragazza
che s’è avvelenata
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Aspetto che mi parli e
il buio mi copra.
Sicura ti parlo
ed insicura ti guardo.
Aspetto un attimo di pace correndo lontano,
cercando quei luoghi sepolti dal tempo.
Ma il vento di Marzo, soffiando rianima,
ricordi, vi lascio all’ombra di un grosso
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338260 poesie trovate. In questa pagina dal n° 15331 al n° 15390.
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