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 | Quanno semo più tranquilli
e avemo riposto “i grilli” da ‘na parte
ce vie’ n’mente quer tempo addietro
che cià fatto tanto
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Funesta ombra in memore passato
effimero brusio ed incastonate note,
fugaci pensieri a rimembrar ore,
fulcro d’amore a temprar la vita e
nuvola a diradar nel cielo.
Sfumano stagioni e
acqua sotto i ponti va al fiume,
girotondo a cesellar mosaici di
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Una doccia onde depurarsi
di tanta cattiveria che abbiamo addosso
si giustifica solo quando
buoni propositi da far valere
ad oltranza s’instaurano
verbi risuonano da prendere al volo
giocando con essi
norme d’uso da considerare
rispettando ogni
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Foglie ingiallite e cadenti
ci ricordano che siamo in pieno autunno.
Tutto assume un colore diverso, quasi sbiadito...
come novembre che ci ricorda che almeno una
volta l’anno abbiamo un debito con i nostri cari...
ci ricordiamo di loro perché è il
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I gatti di New York sono bohémien
tigrati o neri, li riconosci
I gatti di New York non sono colossi
magri e smunti tipo julien
Code dritte tra grattacieli
a pescar quasi la Luna
che sfugge a slalom tra palazzoni
quasi di loro avesse paura
Se
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Hai detto per sempre
ancora una volta
e io non ho che silenzio
fra le mie mani.
Hai baciato le ombre
senza di me
che prego ogni sera
una morte veloce
come le stelle al mattino
scomparse
con la luce dei giorni
finiti nel vento.
Hai
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Su una terra incolta,
passeggio,
dove si placa il soffio tempestoso,
sondando il terreno.
A tratti piccole percezioni
muove un lembo di stoffa
l’aura dolce.
Sapori di lontane tristezze
si mischiano al profumo d’incenso,
nella piccola
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 | Gorgoglia sonoro il rivo
nel brusio silenzioso del bosco.
Il fruscio delle foglie s’adagia
in larghi giri leggeri
sul tappeto nascosto del muschio
verde e vivo
impaziente
che attende il presepe.
Tra i piedi rugosi del faggio
un fungo dal largo
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 | Quando ero una bambina
mi ricordo come adesso
mio nonno chiamava il cane
con un fischio assai sommesso
Però lui sentiva lo stesso
con la coda in movimento
dal suo padrone correva
con un grande abbaiamento
Ma quel fischio,
non serviva solo
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| Nel quadro dei colori autunnali
un caldo rosso ardente nel giardino
dipinge la cornus al ciel mostrando
queste foglie sue che io attendo
che il vento in aria volteggiare
faccia onde portar lontano questi
pensieri miei di colore cupo nero
lì
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Emozioni da conservare
quelle incise sulle pareti del cuore
come quel nome scolpito dentro l’anima
un nome da dimenticare
per riprovare a guardare il Sole
e per riacciuffare il sorriso dell’alba.
Pochi istanti per ricordare
con la vita che va
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Eppure basta un attimo per ritrovare la strada giusta
poter avere una meta è qualcosa che aiuta
qualunque sia l’intento che possa intromettersi
essere sempre all’erta è indice di volontà
lasciando indietro sofferenze che possono
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“Lorella scusa, sono cinque mesi
che stiamo insieme, siamo fidanzati,
vorrei parlare con la tua famiglia
per quei progetti
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Credetti al tempo alle svariate forme,
inquietudini e meraviglia a meravigliar la vita
ad alternar ogni evenienza,
ed attender domani con entusiasmo,
a creder ad ogni tramonto,
ed ogni alba rinascer sorridendo,
voli vagabondi e libertà a nascer
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Freddo intenso
attraversa le membra...
solo un attimo,
poi trattengo il respiro
aspettando che passi
truce
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È quell’istante
che mi fa volare
in cielo distante
da ogni male.
Sol tal momento
ne avverto l’ardore
cuor sentimento
sublime chiarore.
Sa d’eterno
poterti baciare ...
"dolce l’inverno"
disse anche il mare!
Sempre baciami
come nessuna
Tu che
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Quando l’amore vero,
sognato e vissuto
si incaglia come nave
tra gli scogli delle circostanze
da dire poco rimane.
Le parole sono pugnali taglienti,
gli occhi,
forse gli occhi soltanto
dicono la verità.
Attonita la pioggia, di domenica,
così
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Legata l’anima
alla targhetta,
rimanesti impietrito
nella la carezza di ghiaccio.
Di quel giovane soldato
solo una targhetta.
Calpestato e offeso
il suo nome inciso.
Tante mani e primavere
passarono finché due occhi gentili
riconobbero tra
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Solenne t’ergi funebre cipresso
dell’afflizione simbolo e del pianto
ché vivi e cresci in seno al camposanto,
dove il dolore si rinnova spesso.
Sei sempre adorno del tuo verde appresso
privo d’infiorescenza o altro incanto
t’elevi verso il cielo
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C’è un popolo costretto
alla resa, da sovrani,
che riman a bust eretto
ma rivolto al domani.
Un sistema devastato
vuole far impoverire,
senz’aver considerato
quello che non sa morire:
quella forza partigiana
può rinascer tra le genti,
la
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Mi sento svenire datemi una sedia!
Devo elaborare questa tragedia,
datemi solo qualche minuto
ciò che mi accade non lo
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Meraviglioso pensiero ...
Sfuggi dalla mia mente,
accarezzi la sua pelle
poi,
ritorni a me
prepotentemente
e mi porti il suo profumo.
Io, ti tengo stretto stretto
ma, mi sfuggi nuovamente
ed ancor voli,
dove sai,
dove devi,
dove il
leggi

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Qui,
mi lascio scivolare
nel battito delle onde,
sciogliendo il corpo
nel ventre dell’oceano.
Ad occhi chiusi
tra i
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L’estate è ormai passata e non t’avvedi
che l’autunno ha già perso le sue foglie,
che or volano in balia di forte vento,
in attesa di un’altra nuova vita.
Verrà nel suo candor pure l’inverno
con la sua coltre bianca, immacolata,
e accanto al tuo
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Fammi male
la mia pelle vuole
il dolore delle attese
e la verga del cuore.
Fammi soffrire
nel silenzio delle sere
e accarezza il cuoio
delle nuvole del cielo.
Le stelle spegneranno
la musica al mattino
e sarà la notte
a ucciderci mille
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Paccasecca è chella pizza
ca cchiù coce e cchiù s’appizza
pecché ‘ncapa s’è fissata
ca sul’essa ha semmenato.
Paccasecca è chillu core
ca si sbatte è maje p’ammore
pecché dint’a chesti vene
scorre ‘o ‘nchiasto c’o veleno.
Paccasecca è chella
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È arrivato il mese di ottobre
come sempre lo sanno tutti
dopo settembre arriva di notte
con il calendario del nostro mondo
anche negli altri alieni spazi è così.
Ci piace il nostro ottobre da sempre
lo aspettavamo per andare a scuola
una
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Vieni,
entra nel mio sogno
di latte e sangue
di muri sfondati
curve assiepate
doni scarlatti
e cammini polverosi.
Mi faccio da parte
per farti posto
nel pertugio
di ombre e paure.
C’è silenzio da respirare qui
e fili di stelle
per
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 | Mia cara siamo frutto della priorità
data dalla società
alla persona, ovvero alla maschera sociale
che ci inchioda ad una personalità artificiale
che collettivamente conviene
nella vita comune.
Pur uomo forte nella vita sociale
spesso nella vita
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| Impavido nero guerriero
percorre l’irto sentiero
con andirivieni austero,
vuole svelare il mistero
che rende l’uomo libero,
mai più becero e misero:
edificare il cuor sincero
dentro ogni suo pensiero
che aleggia si leggero
come sparviero o
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| A l’angelo di pietra che un serto
di fuori a te donava fanciulla
a sedici anni da morbo crudele
rapita agli affetti dei tuoi cari
l’usura del tempo e una raffica
di vento le due braccia hanno
spezzato ora quei due moncherini
feriti chiedono aiuto:
leggi

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 | Nella natura dei pensieri
risiede il nostro vero io,
dentro il cuore giocan l’emozioni
che nascono nel profondo d’ogni sé.
Noi vorremmo ma non siamo
e quel che siamo fuori si mostra
vuoi con gesti ed espressioni
ed anche con spontanee
leggi

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| Mi son comprato un umanoide donna
per non sentirmi in casa sempre solo,
mi guarda con dolcezza e simpatia,
con lei vicino
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Nella languidezza d’uno sguardo
ravvedere
rondini in pupille
vivide suggestioni d’orizzonte
su linea d’iride.
Si
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 | Della luna hai luce
che da bambino m’incanta
magica aurea adduce
argentea poesia decanta!
D’Ella i lineamenti
ermeneutica creatura
tondi sensuali segmenti
faro astrale notte oscura.
Enigmatico lunare violino
siete Dee della vita
incipit
leggi

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| Forse non lo sai ma so che lo senti,
Questo non è più uno scherzo.
Sembro diverso ora,
Lo noterete di nuovo.
Mi hai già
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| E tu non leggi i miei silenzi,
il gelo dell’anima,
quella corteccia che tu hai scalfito
solo per lasciarla scoperta e,
senza alcuna difesa, abbandonarla a se stessa.
Non ascolti le mie suppliche
celate dietro parole d’amianto,
urlate di dolore
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 | Odori e profumi di funghi
Toccano acri le nari,
Tempo che umido avanza
Or che il sole non scalda
Brina riveste le
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| "E così questa è la ballata
della stagione autunnale.
Di sogni troppo corti
nella birra annegati
da ore passate
nei bar
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L’acqua non è
che un segno nero
l’ondeggiare
della pelle sul gelo
delle ombre
rimaste a guardare
e mai morte
alla fine della notte.
Le nuvole
non svaniscono
e ritornano sempre
a pretendere cielo
e terra distratta
dal vento che
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Occhi liberi
per le vie deserte
per voi ne ho visti
di tutti i colori,
luci e ombre
su terra e mare aperto,
alla merce di allietar
sogni e cuori.
E se ritorno
al passato remoto,
in quel primo giorno
di buio nero,
sol voi occhi
mi avete
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Più guardo la luna
e meno splende
che strana sensazione
il più delle volte
a tutto questo sono inerme.
Allora decido di guardarla di sfuggita
e mi sorprende sempre
quel bianco incandescente
in contrasto con il gioco dei colori della
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Accendi accenti di voce umana
nell’estasi eclettico emetti note soavi
ti eclissi sublime fra soffici nubi di
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Nel silenzio di una malinconia
nel vuoto di un’assenza
l’amore si nasconde
in ogni giorno che muore.
Quante volte vorrei chiamarti
mentre tra la
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 | L’assenza
è come un’ombra trasparente
che m’insegue
si siede con me
sulla mia sedia
e mi parla
con silenzi dolorosi
tristi
senza volto
senza tempo
senza sorriso.
L’assenza
è ricordo
è
una cicatrice che non rimargina
è il mio sguardo
leggi

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| Ho cercato invano
tra le foglie in giardino
gli ultimi calpestii fugaci,
il ritorno di una voce,
tra le arcate e le colonne
di una vetusta dimora.
Ho cercato
nel bagliore fioco
di un mozzicone di cera,
immagini di un passato
che fatico a
leggi

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Scendono lacrime nell’emisfero astrale,
il cuor della terra è un travaglio di dolore,
gocce su gocce la vita è aggrappata ad un filo sottile,
un ibrido sentire ove la sua anima muore...
La terra è ammalata!
Virus Covid 19 male che non
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Raccontata da memore tempo
scende copiosa con la sua semplicità
riga il volto di significatività
e attende silenziosa nel fluir
sospesa nel cielo al sibilo
arriso al pensiero del vento passare.
Gioiosa o dolorosa
malinconica o festosa essa
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Scende la nebbia sul piccolo cimitero
di campagna nel silenzio triste l’aria
piange una mamma lacrime di dolore
la figlioletta morta si scuote freme
un cipresso lì vicino per empatia
cadono poi a terra resinose gocce
qual care lacrime di pietà e
leggi

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“Desidero baciarti, ma il timore
di prendere uno schiaffo assai violento
mi frena, ti conosco ancora poco,
ragiono solo
leggi

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La fonte dell’amore
ha paura di aver paura.
Mastica piano
il cibo dell’anima,
appende alle pupille
i baci delle
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Manchi nell’attimo che vivo
ovunque suppellettili danzano
indimenticabile musica non demorde
segnalando rimembrando note dove immergersi
causando tremore
ripopolando quanto il cuore attende
scherzi del destino rivivono
ognuno con la propria
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Perdonaci bambina
"nostra culpa" abbiamo fallito ...
tua angelica vocina
vita ci ha abbellito!
Salto nel vuoto
d’Angioletto caduto giù
motivo ignoto
ove manca epistola su.
Fallimento educativo
vieppiù socio- familiare
v’è primo motivo ...
vita
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Fluttuando
su di un refolo d’aria
di sorpresa
mi coglie.
E’
un sussurro lieve
ma
mi colpìsce
come
fosse un grido.
Con la forza
di
mille voci dimenticate
senza più
un nome
o un volto.
Vivo
più della vita stessa
vibrante
ed
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Sillabico il mio mondo in cui sommerso
verifico lunghezza e quantità
per poi sfoggiare quella abilità
che fa di nuvolaglie un cielo terso.
Profondo nel mio essere diverso
in questo mare nuoto a sazietà
per dare un nome vero alla realtà
che sembra
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 | Se mi attraversi puoi vedere
il mio rifugio.
Rimane sempre un po’ in penombra,
è il punto meno agevole per te della mia casa.
Per me porto sicuro, dove approdare
in giorni di sconforto.
Lì, riposo gli occhi,
lì, curo le ferite
e provo trovare
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La prima volta
non ti ho baciata subito
ma ho aspettato
che tu mi parlassi
del mare
e della fine del sole
di qualche giorno
nel silenzio ad aspettare.
La seconda volta
ti ho amata
prima della sera
quando il sole era sceso
giù dalle
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Scruto
immobili orizzonti
ed alti cirri
dalla fissità di una finestra chiusa.
Il giorno si imbrunisce in uno sguardo
nel tremore di un seme che rinasce.
Si aspetta l’indulgenza di una veglia
una preghiera di silenzi e foglie
nell’arsura che
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 | In casa sempre e all’improvviso quasi
cessato il caldo, il cielo divien scuro
e il vento da gentil reso importuno.
Emblema di stagione proprio in fine
quei mesi con inizio in sette e in otto.
Troppo opprimente sole ora mi manca
e c’è tristezza in
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Bella scenografia,
dal mio grande balcone,
vedo l’azzurro mare,
cielo azzurro chiaro,
insieme incontran l’orizzonte,
matrimonio d’amore,
un sussulto nel cuore.
Un raggio lungo e giallo,
un vel di pioggia arriva,
un ventaglio grecale,
mi riparo
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338195 poesie trovate. In questa pagina dal n° 13941 al n° 14000.
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