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Gli ultimi 5 iscritti: Petorto loca - Leonardo Latini - alberello95 - albero95 - annalisabacciocchi |
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E se fosse il tempo dell’amore
il regalo più gradito...
così come la continuità
delle nostre azioni
e la progressiva sostanza
dell’amor nostro,
forse allora capiremmo
l’entità del dono.
Se fosse il tempo
quel che nell’oggi più ci
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Vorrei coprir di fiori il tuo passaggio
per non farti inciampar sui duri sassi
d’un mondo che andar sembra alla deriva.
Ricordo bene ch’era un fine maggio
ed un istante prima ch’io lasciassi
le impronte mie, del mare in su la riva,
Quando
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Fugando nuvole in questo argento
vecchio mago delle sere d’estate
che racconterai alla tua donna
questa sera.
Delle cicatrici del buio del tormento
dei ricordi piantati nel cuore
dove le ombre giacciono.
E ti hanno indossato vestiti
di sogni
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Non risponderà nessuno
e ti guarderanno
come se tu non respirassi,
nessuno ti ascolterà
e il silenzio sarà un rifugio
dove i tuoi pensieri
vagheranno liberi
in uno spazio solo tuo.
Non ti guarderà nessuno
e le tue parole per loro
saranno
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Amo la pazza gioia
di un giorno di sole
nel pieno inverno
e l’esplosione di vita
che mi dà il colle
che si vuol colorare
giocando con la bianca neve,
che sta facendo le valigie,
e amo la leggerezza
del mio vivere, oggi
simile a quello che
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Quel bacio maledetto
legato mani e piedi a doppio effetto
mi ha stretto dieci anni al tuo corsetto
che si slacciava a modo
volendo incatenare il desiderio
che cento mille volte ad ogni istante
viveva intensamente tra gli inganni
tracciando nel
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Se mi s’accende in cor fiammella
par cosa bella,
poi si torna agli affanni
ch’arrecan danni
Allor il pensier si contorce,
che poco scorge,
ma in animo resta speme
per quel piccolo foco che preme
Speranza d’un dì ridesto,
che venga presto,
al
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 | Ti ho visto tra gli attimi,
nel silenzio sottile,
separa un battito dall’altro,
non eri tempo,
non eri sogno
eri quella luce breve
che sfiora gli occhi
prima di diventare memoria.
Ti ho riconosciuto
nel margine invisibile delle cose,
dove il
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| Ti ho visto anni fa
nei riflessi del suo volto
e ancora mi appari così
piccolo e fragile agli occhi miei,
eppure è in te che io mi vedo
nei riverberi della fonte
che dietro casa
placida mi parla ancora di te.
T’ho visto io
e mi ricordo di te
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| Immagino il cielo fermo del pomeriggio,
un azzurro così grande
che sembra poter contenere tutto,
anche quello che mi manca.
Tengo tra le dita
un filo sottile,
tremante come la voce
quando pronuncio il tuo nome, papà.
Il palloncino
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| Serve una nuova Norimberga
non di macerie e bandiere strappate
ma di coscienze chiamate per nome
sotto una luce che non vacilla.
Un’aula severa come l’alba d’inverno
dove le parole pesino più del ferro
e ogni silenzio sia specchio
non
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Dietro una lacrima il cuore vede,
lente di sale su ciò che appare,
muro sottile che insieme cede
e apre silenzi da attraversare.
Dentro vi scorrono tempi e colori,
case di luce, promesse mai dette,
sogni sospesi nel fiato dei cuori,
voci che
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Poesia che manca d’abbaglio di una scritta parola.
umile di una povertà d’un volgare italiano di silenzio,
Disarmiamo la violenza delle bombe nell’amore di una rima.
illumina la strofa dei giusti nella salita del cammino della fede.
Siamo soli nelle
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Il Cielo mi rapisce,
mentre scandisce il tempo
nel navigare immenso delle nuvole!
Leggere,
batuffoli di vento
immergono il
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Piangi sempre
dopo l’amore
perché non credi
e soffri sempre
con le ombre
perché non ami
le nostre lune
così diverse
così tanto scure.
Piangi sempre
dopo le carezze
perché non vedi
e tremi sempre
di un dolore
così profondo
così
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Profumo di borotalco
sulle pieghe di velluto
e latte che cola dalla bocca
del tuo bimbo appena nato
che avido succhia dal tuo seno.
Ricordi di mamma e di ninne nanna
di fiori di campo e terra bagnata,
delicate melodie di carillon
e girandole
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Il logos mi sublima,
celarmi sulle ginocchia del senso
mentre lo spazio ha inerzie d’erba
ed esodi vermigli nel gelo. Tamburi di tuono:
un varco tra le nuvole è accortezza
sul sogno della nuda terra: un magnificat di grazia.
Nella premura dei verbi
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Lia |
12/02/2026 20:07 | 39 |
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La chiesetta dell’amico
è là nel suo campo
fra l’albero del fico
e una corte grande
di vecchie viti inginocchiate,
altri alberi robusti
sembrano credenti
così lì non non mi sento solo,
e prego assieme al Creato
e sono grande
e mi sento
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 | Ambiguo:
troppi fiati
- come veline -
appannano il vero.
I contorni rifuggono
e si smarrisce
- ignari
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| Boccheggianti
come naufraghi eternamente affannati
Galleggianti
tra il mare degli impegni della quotidiana disperazione
Aggrappati
illusi di approdare nel “ breve- tronco” della settimana
Eterni
gitani vagabondi nell’immenso oceano
della
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Non mi stancherò mai
di annegare nell’immensità
dei tuoi occhi
che irradiano di gioia
il nostro sconfinato amore.
Non mi stancherò mai di ammirarli
quando riflettono la luce del sole
prima di un temporale estivo.
Non mi stancherò mai
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Immagino l’esserti accanto
ascoltando rapito il tuo canto
e le tue rime baciate
con quella gioia
che mi scorreva dentro.
Mi rivedo a te vicino
mentre cerco di seguirti
nel tuo incitamento
a trovare le giuste parole
per continuare lo
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I miei figli sono perle
nate nel silenzio profondo
di maree che solo il cuore conosce.
Li ho custoditi
nel buio caldo e vivo
dei miei dubbi e dei miei sogni
come si custodisce una luce
prima che impari a brillare.
Granelli di luce entrati
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Albe tratteggiate dagli incavi del libro della vita
sento il dolore della mancanza di mio fratello partito dall’Italia.
Abbiamo costruito un rosario sentimento dell’esistenza
lo spartito della vita arrossisce d’abbracci i tramonti.
Eco d’un flusso di
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Albe tratteggiate dagli incavi del libro della vita
sento il dolore della mancanza di mio fratello partito.
Abbiamo costruito un rosario sentimento dell’esistenza
lo spartito della vita arrossisce d’abbracci i tramonti.
Eco d’un flusso di affetto
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La solitudine mi sfiora lenta,
come seta fredda sulla pelle nuda,
sa di notte fonda e di vino scuro,
respira con me, mi impara a memoria.
Il cuore oscilla, strumento a corde tese,
vibra sotto dita che non vedo più,
ogni battito è un morso
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Sono di là le donne,
nella stanza bianca
che da sulla scogliera,
dove il sole spunta
e la notte ha più stelle.
Sono di là,
in quel sussurrare lieve e molle,
nelle risate cristalline
e pianti isterici,
con le mani strette
tra le mani
e il viso
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L’ammore è na fenesta sempe aperta
ca sape quanno è doce sta cuperta
ca coce pecché abbruscia notte e juorno
e sazia chesta vita dinto e attuorno.
L’ammore è nu canisto chino ‘e sorde
e ‘a sacca ‘mbuttunata fa ‘o milorde
e pure si ‘e cunzuma a uno
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Corro e annaspo nella notte
verso una crepa di luce.
Le strade si disfano sotto i piedi,
l’asfalto acqua nera
dove ogni passo affonda.
Il cuore, tamburo rotto,
batte a vuoto.
Mi svuoto di fiato,
di nome,
di memoria.
Divento fuga.
Lui
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Le dure parole
l’anima infiammano,
generando disappunto
e ingerenza,
dissolvendo come polvere
il seme di fratellanza.
La durezza delle parole
lo spirito esacerba,
altera la lingua
inferendo sui messaggi,
nell’anima s’accende e diventa
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Visitai con la memoria
una spiaggia di sabbia bianca,
sola, sospesa tra il mare e l’oblio,
dove l’anima si specchia nel respiro dell’acqua.
Fu per nulla, o forse per ragione,
che mi tuffai nel liquido silenzio,
nel flusso che trasforma,
che
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Copos de nieve
los árboles sin hojas
susurran_
.
Agua en mis ojos
.
HAISAN II
.
Fiocchi di
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C’è un seme di luce
sepolto sotto l’asfalto delle paure
respira piano tra fenditure invisibili
come un segreto che rifiuta la notte.
Il mondo, a volte, è un orologio arrugginito
che misura il tempo con denti di ferro
e uomini di sale
erigono fari
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Conosco il piccolo fruscio di una polemica arrogante di un polveroso bar
s’ insultano con costanza le forze politiche larve di silenzio.
Lì chiamano nemici dell’Italia gli stranieri che respirano il vento d’estate.
destra di potere un origine del
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La sensibilità è un occhio d’acqua,
vede passaggi dove sembra muro,
legge il tremito sotto voci ferme
come vento nascosto tra le foglie.
È camminare con i sensi accesi,
città notturna vista dall’alto,
ogni finestra una storia che pulsa,
ogni
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Inutile continuare a gestire situazioni incomprensibili
tutto fa pensare ad errori alquanto subdoli
annullare qualsiasi passaggio consigliano
e poi fino all’infinito senza avere risposte
che possano essere d’aiuto
no no così non si va la pazienza
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 | Tu hai preso le nostre mani,
guidandoci dolcemente
attraverso il tempo,
un sentiero intrecciato di ricordi,
dove risate e sogni danzano
in sinergia.
Ogni passo, un ricordo,
ogni sguardo, una memoria,
in un abbraccio che sfida il
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| E la candida neve già si scioglie
nei campi, nei vicoli e sopra i tetti,
dove si respira ancora il silenzio.
Sornione, il sole s’attarda ad uscire,
ma qualche fiore ha rubato un suo raggio
per l’imminente e gaia primavera.
Tra di loro si
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È tutto molto strano
il passare del tempo
le gambe che esitano
il passare della sera
e le gocce sussurrate
dal mattino senza pace
che trema un momento
di luce nel perdono.
È tutto molto vago
la forza poi il deserto
non so più cosa amare
le
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Gentile, un afflato
dentro il cuor mi vive,
un affetto che mai mi lascia.
Cortesi parole
e un bacio sulla fronte
ho da donare
ai miei fratelli innocenti
che qui sul Carso
furon molto offesi.
Un abbraccio mi prende
e che ho da offrire
a
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Il sentiero dell’amore
cerchia la tua casa
e là davanti al cancello
ci aspetta, sempre,
in non tardo mai,
i fiori mi hanno profumato,
la brezza fresca
mi ha pettinato
ed appena ti vedo
ti abbraccio, come
un venticello birbante
e mentre tu
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La sensibilità è una pelle sottile,
trasparente come vetro al mattino,
ogni sguardo diventa una crepa
dove il mondo entra senza bussare.
Sento il tempo passarmi addosso
come pioggia che non sa fermarsi,
mi bagna i pensieri, li rende pesanti
e
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Sono scheggia di tempo
inerme osservo
la voragine del mondo
sfioro per caso gli attimi
e lo chiamo destino.
Cammino nell’incertezza
riempendo calici di silenzi
brindando al cielo
in cerca di un segno.
La luna mi guarda
senza giudizio né
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Accarezza un tremito sottile di un vento d’inverno.
brucia il sogno rosa vero fiore che odora i tuoi occhi.
Saluto l’aurora un risveglio cosmico che lava l’erba con la rugiada.
scivola il fruscio del cuore denso tremore di chitarra.
Bellissime gocce
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Impossibile cercare di mettere a posto le cose
quando tutto va a rovescio
rimandare potrebbe essere deleterio
per chi si affida al nostro operato
ordunque fare una cernita non pare indicato
per la grande mole di lavoro che rimarrebbe
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The muse is on her deathbed,
abandoned by the world.
Interests,
radical ideologies,
and internal and external
conspiracies are raping and pillaging
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Entra nel mio buio
la porta è ancora aperta
i sogni sono fuori
che attendono vergogna
le sere già sussurrano
le pelle che accalora
carezze senza tempo
e graffi sullo sguardo
che cerca di volare.
Lontano dalle lune
le finestre sono
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Ho forse ali di gabbiano,
o tal avverte il mio sentire,
che mai smetto di volare?
Forse che del ciel conquistata son,
che non smetto di sognare?
Punto i miei nudi piedi
sul suolo della Terra,
per rinsaldare
il mio peso alla natura
e ad essa la
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No, soldato Tuo,
ma Tuo aiutante,
no, lontani una dall’altro,
ma vicini, stesso passo,
una mano dà l’altra riceve,
un solo nostro pensiero
per costruire assieme
e assieme godere o soffrire
se le nostre mani stanche
sono rifiutate,
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E muto resta il cielo al disperare
mentre la terra gode e non sa fare
altro che stare ferma ad ascoltare
questi lamenti vani chiusi a chiave
nel cuore cieco e sordo al mio latrare.
E cieca e sorda la mia mente vede
la storia del dio uomo fame e
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Luna,
dove vai luna così triste stanotte?
Aloni grigi spengono il tuo fulgore
il ruscello non sa più cantare
ai fiori tristi piange il colore.
Sorridi luna,
sorridi come allora.
Ricordi?
Ci guardavi compiaciuta
abbracciati e innamorati.
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Uno, due, tre
lievi rintocchi
di campane mute
quattro, cinque, sei
passi verso la porta
di una cantina socchiusa
sette, otto, nove
gocce di pioggia
che dalle fronde cadono giù
dieci, undici, dodici
chicchi di grano
in una mano
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Quel dì nascemmo come onde al mare,
ad arrivar con garbo ed educazione,
gentil parole ed emozioni ad emozionar cuore,
ombre funeste ad adombrar mente.
Ti chiamai adolescenza,
nascemmo con quaderno e penna
lacrime a cader su mattonelle,
quei dì
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S erge un fruscio caldo come un bacio
prece d’un fiore che profuma i tuoi occhi.
Soffia la brezza che scalda i tuoi capelli neri come la notte.
amo la rosa che cresce nel silenzio delle nuvole.
Brucia la carne della tua bocca arrossata di baci.
io ti
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Non temo il passo oscuro del domani
che ignoto viene e poi si rivela
la paura ne serra i vasti piani
e l’anima nel gelo suo sigilla.
Io resto, e nel silenzio delle mani
l’attesa si fa limpida e fedele
non è rinuncia, ma vigore umano
che nella
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O madre, fragile come petalo di rosa al vento,
eppure forte come radice che affonda nella terra eterna.
Nei tuoi occhi, specchi d’un cielo sereno,
ho visto l’alba che dissolve le ombre della notte.
Ti sento ancora, sussurro lieve tra le foglie
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Essere attivi è un tutt’uno per sentirsi vivi
creando con l’aiuto dell’intelligenza insita in noi
un’autostrada dove soffermare per rifocillarci
quando il corpo chiede aiuto
uno spuntino un bicchiere d’acqua non dovrebbe mancare
onde riuscire ad
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Chi avrebbe
mai immaginato
che sarebbe
finita così
con la solitudine
delle stanze
dopo aver dipinto
mille colori
e aver visto
l’autunno disegnare
le foglie morte
nel vento
e il fiume
dividere in due
la città perduta
fra due ali
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Volgesi ad est il mio accorto sguardo
per cogliere del sole il primo raggio,
dal cielo all’alba dato in retaggio
perché il giorno raggiunga il traguardo.
E quando la stella scocca il suo dardo,
tosto il chiarore spicca il suo viaggio,
dà al ciel
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La terra tutta mi nutre
il sole caldo mi vuole
l’Altissimo Dio mi cerca
la luna silenziosa mi aiuta,
a me uomo resta solo
di pregare i miei protettori,
che per me si prestano
puntuali e sorridenti,
ed io felice sono
di dare a loro:
la
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337846 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 60.
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