Pubblicare poesie

Memorie d'un pinguino (che ha imparato a volare)
di Willy Zini

Le 10 poesie pubblicate nella raccolta

Riflessione n°3 (Tuffi, stelle)

Riflessioni
Ogni notte ci sei stata
eppur non ti conosco.
Tra le onde d'un mare di luccichìo di stelle
mi chiedo:
Cos'è questo brivido che mi assale e mi rende inquieto?
Linee e punte
coni e triangoli
questo mi suggeriscono le stelle...
Un povero naufrago sull'orlo della tempesta
sogna di volare,
i suoi gridi meschìni e puri
ridondando nella notte:
tu non mi conosci luna!
Tuffandomi nel rosso
io, povero naufrago
risalgo...

L'irrazionalità è purezza:
io sono Perla.
Riflessione n°3 (Tuffi, stelle)
Racconto inserito in una raccolta
Willy Zini 20/09/2013 22:36 1633

Harakiri

Impressioni
Ci fu un tempo,
e le stelle e la scia
delle loro lacrime frantumate all'atmosfera
lasciavano un labirinto di scintille,
il senso inghiottito dal buco nero
d'universo acerbo.

Ci fu un tempo,
e le fantasie erano cristalli
e i sorrisi sporchi
e la felicità si vendeva al prezzo
d'una confessione.

Ci fu un tempo,
e l'amore era statico
e la vita un meccanismo
e la morte un traguardo.

Ci fu un tempo,
e l'oro stava nelle palpebre
scrutatrici d'un ammasso
bestiale, crudo
come il tuo sguardo
che fu, vero.

Ci fu un tempo,
e la pietà e la virtù
intrinseche nature
di atomi di preconcetti
e arroganti e biechi.

C'è,
e l'amarezza e la cenere
e l'ardore di un cuore gelato
e la speranza di una resurrezione
agonizzante.

Ci sarà,
la fiamma dominatrice
sentenziale
a bruciare, squarciare, dilaniare
la carne vaporosa
d'un sorriso storto.

Tra una clessidra
e il limbo:
danzante
muscoli malinconici
cuore sfinito...
Fenice ferita
ascendi morendo
e saziati e lacerati del Sole
di realtà.
Racconto in esclusiva

Racconto inserito in una raccolta
Willy Zini 08/02/2012 22:53 1 5320

Ode Ad Una Dea Mancata (Delirium Amoris)

Amore
Ode Ad Una Dea Mancata (Delirium Amoris)
O Nulla!
Or nulla sei
che io rifarei.
In un declino atmosferico
di menti sfatte
sfatto è il mondo
soggettivo nell'oggettività
d'uno sguardo vitreo...
E perché Tu sei
quando non Ti vorrei
la Tua essenza alata
contrappunto di prospettive
sprofonda nel cuore ingenuo
che s'irrigidisce di rughe di sentimenti
tanto veri
quanto truci.
E scruto l'universalità di colori
e di forme sconnesse
di cervelli fumanti
fusi
fulminati
su questo sfondo di lacrime
di bambini osceni.
E mentre Ti ergi alata
in uno sbuffo morbido
di coccole all'arsenico
ormai muffa sulle rose
d'un giardino mitragliato.
La pienezza del Tuo sorriso
Dea Mancata
acido di viaggi interstellari
tra universi paralleli
paradisiaci
pullulanti
di stelle impazzite
che sfrecciano in zig- zag impazziti
scaraventate in orbita
dall'embolo di sentimento
che lentamente logora
nell'estasi di sentimento
stuzzicante il mio essere UNO
supremo
assoluto:
tutto inghiotte
tutto rimesta

UNIVERSO ruminante
d'anime pronte a ripresentarsi
su questo doppio teatro fugace
che schiaccia come le valanghe
ai pini neonati
neofiti!
Acerbi di purezza arrugginita
d'un sentire a doppio taglio.
così atroce così sublime.
Il Tuo gracchiare
nei sogni miei
mi consola e mi uccide.

Arrivederci dea malata
che mi hai capito
che mi hai smontato
che mi hai fatto
sentire
vivere

questa nebbia preponderante
che come un sollievo
m'inghiottirà.
Racconto in esclusiva
Racconto inserito in una raccolta
Willy Zini 28/10/2012 10:03 5244

Tre

Impressioni
Fumo
scivola sui binari
sciolti dalle aggressive,
ruggenti, spasmodiche, impietose,
graffianti ruote
della contemporaneità.

Celato
in uno specchio vergognoso
incorniciato dal sorriso sornione
d'un pagliaccio
modestamente umile.

Il suo cuore
è naso rosso
di ricordi e pugni,
lacrime, brufoli,
arroganze
che comprimono i polmoni piangenti
d'un trascinatore fallito,
scaraventato dalla corrente e dalle onde
di quest'oceano di Montagne di Plastica.

Nella razionalità più illogica
d'un fiore d'oro
radicato sulla nuda Roccia,
contorta e sofferente
dell'eterno lamento
del costante mutamento
della sua forma.

Risplendi fiore,
irradia l'Universo
dei tuoi umili e timidi
petali.
Pezzo per pezzo
piegati e crolla sul tuo essere
troppo pe (n) sante
e così,
come sei resuscitato,
perirai
in un trionfo decadente
di vita
preziosa.
Tre
Racconto in esclusiva
Racconto inserito in una raccolta
Willy Zini 01/02/2012 22:26 2364

A Fernando Pessoa

Morte
leggera brezza divina
pettina i pensieri d’un morto cosciente.
e se tutto l’amore dell’universo
si racchiudesse in un baco, nato
nel tuo ventre, che ha strisciato
che ha vomitato la tua terra
che schifosamente
sublimamente
(quotidianamente)
si trasforma in farfalla su questo palco
d’un teatro di spettatori ciechi?
biechi bifolchi
coloro che credono che l’amore si pesi,
che la vita si calcoli,
che la morte ci ascolti...
sono morto
sotto questo tuo cielo
(Monet!)
il cervello come pennellate impazzite
calibra e scivola e incide
la tela che via via va creandosi.
stupidi ingranaggi pensanti
davvero pensate che un dio sia così stronzo
da stare ad ascoltare le vostre ipocrite suppliche?
davvero credete che una macchina spietata infernale
creata da noi stessi possa risolvere gli eterni grattacapi
d’un’esistenza neanche minimamente concepibile?
davvero sognate una razionalità liberatrice
e leggi che come panacea possano curare le incurabili
malattie di dolori millenari?
ebbene vi dico che la mia ambrosia è la vostra caduta,
mi ubriaco di bellezza, di conoscenza, di natura
barcollo tra i loschi cunicoli d’un esistenza illusoria
amo
e ripeto
amo
senza ritegno e con il braciere del mio sentimento perennemente acceso!
il sole arde
io con lui
il vento sradica
io con lui
la pioggia punisce
io con lei
l’universo implode
io con lui!
e quando una piccola brezza primaverile spegnerà
gli ipocriti lumicini delle vostre vite di plastica,
ricordatevi di me
che ardo di passione
lacrime di fuoco!
la felicità
uccide.

NS.
A Fernando Pessoa
Racconto in esclusiva

Racconto inserito in una raccolta
Willy Zini 13/10/2013 20:28 1 4616

Senza titolo (OM)

Spirituali
Aridità spirituale:
vedo il deserto di anime
nell'oceano di colori.

Energie di corpi che si fondono
tra il cemento di cuori
e l'azzurro d'amori.

Timpani stuprati
da parole incandescenti
e vacue.

Appagato da un sorriso
l'animo pacato
e cosciente.

Breccia tra le nubi
l'ingenua modestia
del Fanciullo tra gli effimeri giganti.

Unica ed amorevole madre,
Madama Morte,
che educhi e giudichi.

Aridità spirituale
tra le danze dell'universo cerebrale
e me medesimo:

Pinguino
che ha imparato
a volare.
Racconto in esclusiva
Racconto inserito in una raccolta
Willy Zini 28/08/2013 18:38 1871



Willy Zini
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I suoi componimenti sono pubblicati e disponibili sul suo blog on-line: willyzini.wordpress.com.
Attualmente Willy vive a Bologna, dove sta specializzandosi in Scienze Filosofiche.

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