Ogni notte ci sei stata
eppur non ti conosco.
Tra le onde d'un mare di luccichìo di stelle
mi chiedo:
Cos'è questo brivido che mi assale e mi rende inquieto?
Linee e punte
coni e triangoli
questo mi suggeriscono le stelle...
Un povero naufrago sull'orlo della tempesta
sogna di volare,
i suoi gridi meschìni e puri
ridondando nella notte:
tu non mi conosci luna!
Tuffandomi nel rosso
io, povero naufrago
risalgo...
L'irrazionalità è purezza:
io sono Perla. | 
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Ci fu un tempo,
e le stelle e la scia
delle loro lacrime frantumate all'atmosfera
lasciavano un labirinto di scintille,
il senso inghiottito dal buco nero
d'universo acerbo.
Ci fu un tempo,
e le fantasie erano cristalli
e i sorrisi sporchi
e la felicità si vendeva al prezzo
d'una confessione.
Ci fu un tempo,
e l'amore era statico
e la vita un meccanismo
e la morte un traguardo.
Ci fu un tempo,
e l'oro stava nelle palpebre
scrutatrici d'un ammasso
bestiale, crudo
come il tuo sguardo
che fu, vero.
Ci fu un tempo,
e la pietà e la virtù
intrinseche nature
di atomi di preconcetti
e arroganti e biechi.
C'è,
e l'amarezza e la cenere
e l'ardore di un cuore gelato
e la speranza di una resurrezione
agonizzante.
Ci sarà,
la fiamma dominatrice
sentenziale
a bruciare, squarciare, dilaniare
la carne vaporosa
d'un sorriso storto.
Tra una clessidra
e il limbo:
danzante
muscoli malinconici
cuore sfinito...
Fenice ferita
ascendi morendo
e saziati e lacerati del Sole
di realtà. | 


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Fumo
scivola sui binari
sciolti dalle aggressive,
ruggenti, spasmodiche, impietose,
graffianti ruote
della contemporaneità.
Celato
in uno specchio vergognoso
incorniciato dal sorriso sornione
d'un pagliaccio
modestamente umile.
Il suo cuore
è naso rosso
di ricordi e pugni,
lacrime, brufoli,
arroganze
che comprimono i polmoni piangenti
d'un trascinatore fallito,
scaraventato dalla corrente e dalle onde
di quest'oceano di Montagne di Plastica.
Nella razionalità più illogica
d'un fiore d'oro
radicato sulla nuda Roccia,
contorta e sofferente
dell'eterno lamento
del costante mutamento
della sua forma.
Risplendi fiore,
irradia l'Universo
dei tuoi umili e timidi
petali.
Pezzo per pezzo
piegati e crolla sul tuo essere
troppo pe (n) sante
e così,
come sei resuscitato,
perirai
in un trionfo decadente
di vita
preziosa. | 

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Aridità spirituale:
vedo il deserto di anime
nell'oceano di colori.
Energie di corpi che si fondono
tra il cemento di cuori
e l'azzurro d'amori.
Timpani stuprati
da parole incandescenti
e vacue.
Appagato da un sorriso
l'animo pacato
e cosciente.
Breccia tra le nubi
l'ingenua modestia
del Fanciullo tra gli effimeri giganti.
Unica ed amorevole madre,
Madama Morte,
che educhi e giudichi.
Aridità spirituale
tra le danze dell'universo cerebrale
e me medesimo:
Pinguino
che ha imparato
a volare. | 

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