Del risveglio ora siamo sovrani,
concreto appare il significato tanto cercato,
girotondi di emozioni ricamano
la pelle levigata da un fresco vento.
Allunghiamo l'attimo, la concezione del profondo,
non v'è distrazione se le parole il cuore ama,
erravo nell'ammirar lo sguardo tuo prima d'ora
legato a quel che vedevo dalla fantasia dipinto.
Ti chiedo mio tempo di frenare la corsa tua,
un secondo di gioia, che la vita possa colmare
quel bisogno che ho di essere vero nel vero,
che questa supremazia diventi di me l'aspetto, la sua figura.
E sarò sempre io o chiunque altro, poca è l'importanza
se del reale siamo cantori innocenti o discepoli,
meno stretto è lo spazio dove vivo e penso,
e lo divido con te che ti ho letto dentro l'anima mia in attesa. | 


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Pagu |
20/06/2017 15:11 3877 |
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Sempre uguale appare il mio cielo,
eppure mentre lo osservo già cambia,
nuvole nere di sofferenza invadono confini.
Potrei scappare o annullarmi fino a sparire,
perdere la concezione di me, tragitti come labirinti,
vanificarmi dentro acque buie di mancati sodalizi.
Ma nulla mi porta lontano da me stesso, da come sono,
mi vesto di quel che accade, nutro il respiro dell'essere,
vivo in una simil facciata d'impotenza che apre montagne.
Ho un sentiero di mezzo da seguire, né bianco, né nero,
anche il mio viso è diverso, ieri, oggi e rifletto già il domani;
ho un sentiero di mezzo da seguire mentre allungo la mano
e appari tu, che aspetti e mi trovi diverso e uguale a te. | 

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Pagu |
29/06/2017 14:43 1247 |
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Troppo strette erano le stanze
per quella vita tanto agognata e rincorsa,
le chiamavi "casa" diventarono prigione,
tutto filtravano anche la corrente delle emozioni.
Erano ombre cinesi i mondi costruiti nella mente,
l'illogica razionalità del non sentire l'estraneo,
mai sorrideva alla ricerca di un barlume di felicità
così leggero da sfumare tra le dita dell'incredulo.
L'autocommiserazione, l'espiazione ingiustificata e vile,
esiste un obbligato rito della penitenza per peccati vergini,
in quale stadio sarai domani se tutto così effimero pare,
giudica chi giudica senza diritto alcuno, tu che l'amore ami,
rispettando gli altri, la natura, ciò che è bene e pace.
Qualcuno è passato e la finestra è aperta verso il sole,
dolce il risveglio, raggiunta illuminazione e meta,
ti hanno scritto "Nirvana" sul palmo della mano aperta,
mentre l'anima più non piange sangue. Sì, è un altro stadio... ancora. | 

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Pagu |
06/07/2017 14:38 1093 |
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Quanti spazi accoglievano le tue fini geometrie mentali,
luoghi per le ricercate simbiosi, l'accoglimento,
via da interferenze, dall'accanimento dei mancati equilibri,
nel vivere distante dal male il cui viso ben conoscevi.
Trovasti spazio in mezzo alla fredda tormenta,
la pelle ferita da grandine affilata di ambizione,
la banalità dell'offesa pagata dal trasparente credo
che pur sopravviveva nelle equidistanze dei pensieri.
Si illuminò la gloria nella completezza delle emozioni,
la terra brulla e il tuo passo incerto, forse traballante,
ma viva era quella luce che riempì di voglia lo sguardo tuo,
senza meta siamo orfani incastrati dalla commistione dei vani sogni.
Una speranza mi lasciasti in un giorno stretto dall'incredulità,
no... non ero pronto per la quieta contemplazione di me stesso,
troppa la paura di trovare solo vuoto o crepate giustificazioni
di chi ancora cerca un risveglio in mattinate fredde di nostalgia. | 

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Pagu |
18/07/2017 14:12 1207 |
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È nel vuoto di esperienza la prima vita,
di tenero legno profumato candido aroma,
delicatezza che si cosparge di mattino.
Siamo così...
pittori della vita che attende,
solo il nulla è la premessa giusta
per assaporare il prezioso gusto dell'essere.
Anime acerbe alla ricerca di colore,
per diventare specchio dell'accaduto
nella profonda sincerità del non celato.
Nessuna veste artificiale coprirà l'intimo fulcro,
nessun dolore priverà il cuore del suo battito,
la contemplazione e il risveglio dentro scie luminose.
Dell'immortale respiro siamo custodi attenti,
non c'è bene più prezioso di quel che siamo,
mai esiste un dopo se nel prima l'essenza non si trova;
goccia di rugiada che bagna e poi sparisce,
sperando che i ricordi non si brucino nella notte
che vittoriosa nasconde il vile che se stesso ha tradito. | 

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Pagu |
12/07/2017 08:11 1343 |
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 Ci siamo rincorsi
nascondendoci dietro a ombre nere di solitudine;
ci siamo feriti, piegati e rialzati,
per scrivere parole storte d'ipocrita malinconia.
Adoravamo la brezza che le colline accarezzava,
le braccia aperte per fermarla, solo un attimo,
sorveglianti del desiderio in un mondo annullato.
Abbiamo riconosciuto il male che incatenava l'ardore,
urlando parole di libertà che pur i limiti mai superavano,
scarti di un destino padrone e tiranno, la vista toglieva
a chi rinunciare non sa al chiarore del giorno, alla sua letizia.
Aspiravamo al noi, nostra ultima meta persa nella distrazione,
con la pelle sudata e segnata dalla vendetta di Re Oblio,
null'altro si cercava in mezzo a deserti di riflesse immagini ancorate.
Ma era il nostro istinto, altro non avevamo per sopravvivere,
senza la morbida dolcezza nell'essere spigolosi nomadi di perseveranza,
baciavamo l'amore... che s'innamorasse delle figure che indossavamo,
per giungere da madre Redenzione che dei suoi figli tutto salva ed eleva. | 

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Pagu |
25/07/2017 12:42 1261 |
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Era la forma
di ogni tua emozione,
poteva la memoria accendersi,
in attesa...
rinascita o senso,
tutto in astratto mutava,
seguivi il tempo
disegnando le immagini.
Pensando al bene
divenne concreto il male,
si macchiò la purezza del candido Fiore di Loto,
la nera tempesta urlava feroce la sua dannazione,
scomparve il sole
si nascosero uccelli e animali.
Ma dopo la vecchiaia e la morte
segue sempre la nascita;
sarai il domani se il passato è ricordo,
un uomo nuovo eppure la mente volava,
ogni forma costruita riportava le forti emozioni
di quello che eri e sarai,
nel mezzo di un tempo
piegato dal vivere eterno. | 

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Pagu |
06/09/2017 14:45 1203 |
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