nasco dalla mia Terra
acqua,
solo di nome
limpido specchio
come mare
al profumo d'estate
roccia
di forte apparenza
è un segreto, il mio...
l'essenza...
lenta,
mi assapori
subdola,
mi faccio strada
mi incendio
nella tua anima
fuoco dei sensi
e la passione
esplode
brucia
dentro...
lascia il segno
difficile scordare... | 

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Tese linee, parallele d’orizzonte
sciolgono il mio tempo... nell’infinito
strane alternanze
a scandire la vita
fuoco, di immortali passioni
brucia l’anima
arde e vive di fiamma
e di cenere, risorge
polvere, di terra
e rovescio d’acqua
a impastare i piedi
come ali d’aria
di sfregio al cielo
affondano i passi
solco di sogni
colpiti e affondati
dal fondo del caldo nulla
invento
flussi e maree
emorragia di vita
e riempie il vuoto
tra le righe del mio pentagramma
l’indomito “io”. | 

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 si parla, si ascolta, si tace
e si mente
-sono single per scelta-
per salvarti il cuore, taci la verità
ma la leggi nei loro occhi
lo sai tu, lo sanno loro
sei sempre arrivata seconda
a qualcuno, a qualcosa
-adoro i bambini, ma quelli degli altri-
e cerchi di non pensare al tuo ventre
che lentamente
si svuota di possibilità
preda del tempo inesorabile
e si riempie di rimpianto
-amo la mia indipendenza-
chiami così la tua solitudine
le tue decisioni libere
figlie dell'apatia galoppante
nel negarti al mondo
e a te stessa
-sono come sono, prendere o lasciare-
e ti difendi l'anima con falsi alibi
lo sai tu, lo sanno loro
non è questo quello che volevi
no, non era nei tuoi piani
ma i conti si fanno, sempre, con l'oste
così saluti
e riporti a casa le tue verità
entri
le spogli della menzogna
ti guardi in giro
silenzio
tu e la tua libertà
di parlare quando vuoi
di tacere anche se non vorresti
di mentire pur di parlare
ti butti sul letto
ti auguri la buonanotte
e speri in un bel sogno
uno di quelli a lieto fine
perché i sogni non si abbandonano
e le favole esistono
e ti sorridi
impertinente
per l'ennesima bugia
lo sai tu, lo sanno loro
ma loro non ci sono
e tu ti ascolti
da sola | 


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 il silenzio che urla ti morde l'anima
lecchi le ferite...
inutile fingere di non averle
ti alzi e prendi a calci il buio
guardi dentro, ti cerchi
ti trovi i capelli e ti tiri fuori dall'angolo...
salterai quel gradino, rischiando...
l'ultimo pezzo di cuore
dignità, orgoglio
non vedi differenza
la stanchezza muta...
niente più parafulmine
sarai fulmine e tuono
fuoco e voce
zittisci le parole per ascoltare il nulla
accetti la verità...non solo la tua
lavori ai fianchi per sfinirti e in quel momento ti senti
di più...
senti il dolore, parte da dentro, forte, acido...
schegge di vetro che travolgono, ma devono venir fuori
e non puoi più sbagliare
non un attimo prima, ne uno dopo
piano salgono
lacerano
carne, sangue, ossa
il visibile e l'impensabile
trascinano tutto
rumore d'anima
rotta
lamento di cuore
ma ti salvi dal fondo
chiedi scusa a te, al mondo
guardi in faccia la realtà
ti chiami per nome
come se ne avessi dimenticato il suono
assapori la sconfitta, la battaglia persa
ma resta la guerra e devi esserci
ti richiami in causa
rivesti il peso della corazza
quella arrugginita dal fondo del pozzo
lasci giù i desideri
i sogni
tornerai a prenderli
sono al sicuro
da tutti e da tutto
ti guardi in giro, osservi
non sai la direzione, ma devi muoverti
un passo, due, riprendi il ritmo
ti fai compagnia
hai male dentro... fuori
ad ogni passo il dolore si attenua
questione di esercizio
ti muovi e parli...
quello che ti racconti
non sa più di favola
ma è quello che è
sapore di oggi, una parte di te
ad ogni passo è un po' ieri
ad ogni metro è un po' ricordo
ogni battito è Vita
lo sapevi...
non è equilibrio lo stare immobili... | 

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dicono di lei
ch’è stata Grande, da ricordare
appesa al collo, come trofeo
misero ciondolo penzolante
ma niente di più
era solo avventura
legata ai polsi, manette d’oro
splendido bracciale
meritava, dicono
ma era solo sesso
marchiata a fuoco, solennemente
ricamato tatuaggio
doveroso, per una storia importante
ma non è durata
ma di lei, tace il cuore
e ricorda
muto scrigno, conserva
corpo e anima
in rispettoso silenzio
frammento di vita
di chi in lui ha creduto | 

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mi sfoglio
di carta e inchiostro
a leggermi dentro
e manca
sempre
un passaggio...
è un libro monco il mio...
svettano
sui fogli ingrigiti
ditate multicolor...
compagne silenziose
delle parole non scritte...
nere di lutto
di una bara bianca e troppo piccola
bianche del velo di una sposa
troppo bambina
grigie di inverni di pioggia
dal cielo e dagli occhi
e si ferma
il mio vivere al consumo
in un giorno d'autunno
giallo sole
azzurro mare
e scarlatte foglie
si ferma
ai bordi di quella notte
senza tempo
di bianca luna
mi resta
per compagno
il rosso cuore
illuso
d'arcobaleno...
nel bianco - nero
d'attesa... | 

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Riesci ad andare oltre?
non sono che una crosta
una tela imbrattata di colori
buttati lì
a casaccio dalla vita...
Riesci ad andare oltre?
oltre te
oltre me
aldilà di me...
Oltre i miei occhi
luce
Oltre la mia pelle
sangue
Oltre la mia carne
fuoco
Oltre i miei fianchi
vita
Se riesci
vai oltre
oltre me
oltre te
troverai l'anima
e io ci sarò | 

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ti vedo
abbracciare il nulla
oltre te
pensieri donati al vento
smarriti, ormai, nelle bianche pieghe
di fresca spuma
e i piedi vincono
gli azzurri riflessi
non guardare, padre
i miei passi
cerca altrove il rispetto
posa i tuoi occhi
in meritevoli spiagge
a me straniere
e il tuo petto beve
di vermiglio astro
taci madre
i tuoi certi dubbi
versa altrove le tue perle
bagna di sale
la tua anima
a me cara
e perdi l'orizzonte
in un respiro
uno sguardo
indietro
e ti vedi
incompiuto dolore
asciugare una lacrima
di fiera iride
aggrappata
ai natii artigli
è questo
il mio cammino
padre?
è qui
la mia fonte
madre?
e ti senti
oro di rena
le spalle pesano
di tarde ore
ai confini della vita
ora redente
nelle tue orme
inverse
e ti arrendi
al mio volere
nel tuo rinascere
è nostra
l'alba
in cammino | 

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una parte di Me
che manca all'appello
hanno preso il largo
compagni silenziosi
di mutevoli naviganti
non c'è porto nella forza
non trova dimora la paura
rimane l'illusione
custode di mille ali
per un solo volo, un altro...
ma non il mio
non più... | 

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mi perdo...
in questo delirio di fragranze
respirando l'aria
dei miei aromi
pregna...
mi vesto e mi spoglio...
di sogno e delusione
passeggiando tra note speziate
di volontà e orgoglio...
mi sposto nel tempo
con mutevole effetto...
lasciando indietro
l'umiliazione...
è la traccia di me
che mordo la vita...
questo incognito profumo... | 

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Puoi Uccidermi
anche solo col pensiero
basta così poco
una parola
un gesto
un'emozione oltre il limite
è così fragile quel muro
è cartapesta
fogli strappati al passato
accartocciati e incollati a sputo
ma sono tanti
troppi, forse
mi tolgono la visuale
mi fanno ostaggio del ghiaccio
prigioniera della paura
eremita da me stessa
assomiglio a quei fogli, ora
strappata ai sogni
accartocciata dalla vita
buttata li
incollata al vivere... per vivere...
aggrappata a un'esile filo
aquilone dalle grandi ali
che cerca disperatamente un vento
anche solo un impalpabile alito d'aria
per potersi, almeno, staccare da terra...
cambiano troppo in fretta i venti
sono muti, spesso
il cuore geme nell'attesa
spera
urla
è troppo alto quel muro
invalicabile anche al suono
ostacolo per il fuori
carceriere per il dentro
ma è cartapesta
nient'altro
basterebbe un'esile alito d'aria
per distruggerlo
e...
aggrappata al filo di quell'aquilone
devo solo sperare
che franandomi addosso
non uccida anche me... | 

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mi siedo…qui
ai bordi del tempo
nella scala dei tuoi anni
ti guardo dall’alto, ora…
e devo scendere…
nel viaggio all’indietro
cercandomi
ti libero...
è polvere stanca
quella che vedo
fogli d’anima ingrigiti
ingrossati...
storie sbiadite…già udite…
pieghe di un libro
sfogliato e mai letto…
è nero
l’abbraccio che sento
muri sporchi di silenzio
parole straniere
annoiate...
facile “copia- incolla”
figlio distratto dei nostri tempi
è il vuoto
quello che trovo
un “punto zero” da riempire...
e ti guardo dal basso…ora
nel tempo irto della salita
gradini di pietra bianca
suono di passi puliti
lento abbraccio
di cuore e anima…
Io…
mentre aspetto
il mio angolo d’infinito...
e non chiuderò la porta... | 

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nel regno del muto tempo
la mano, greve
si muove sul vetro...
e lenta, cancella
il velo dell'inverno
è solo più chiaro, ora
il fuori in attesa...
tele fiorite
di colori esplosi...
giorni dilatati
di generoso sole...
profumo forte
di mare e sale...
se solo l'anima
potesse vedere
oltre...
si vestirebbe
essa
di nuova rugiada...
e non l'opaco vetro
ancora...
del mio respiro... | 

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nel limbo...
tra pensiero e dolore
ti concedo il gelo...
ricordo...
e brucia meno
non pensarti...
del non averti... | 

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