come caffè
il tuo aroma riempie l'aria
sospiro
e in ogni respiro la sensazione di te
addosso
avvolgo la tazza calda
sembianza di te
con me
sciolgo il silenzio
nel tuo profumo
e mi sveglio
a imprigionare
il sogno
è ancora mia
l'alba di te |  | 

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fammi navigare i tuoi pensieri
mi ancorerò alla tua anima
muto approdo di silenti abbracci
e respiri trattenuti...
spugna arida
berrò alla tua fonte
prosciugherò le mie paure dal pianto
laverai i salini occhi
seduta al banchetto del vuoto
mi sazierò dei golosi tuoi spazi
riempirò di essenza
gli incavi miei dubbi
anima errante, scongiurato scoglio
mi farai fiamma
brucerò l'inferno dei tuoi ricordi
nell'incendio dei miei
sarai voce nel silenzio
lava di verità
dentro...
ripiegati solitudine
spegniti sospetto
vedo amore, ora
oltre l'immenso nulla
fuori... | 

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di seta e fiato
legata
l’anima attende...
tocco di pelle e cuore...
come giunco
di spalle al mare
per te sono vela...
nel vento del respiro
viro di brama
impaziente
a cercare
il mio approdo...
siamo intreccio... ora
stesa...
divento sabbia
per la mia onda
libero lo sguardo
e ti cerco...
lingua di fuoco
come lava
dagli occhi scendi
dentro...
e mi trovi
e mi vedi amore
guardandoti...
riflesso...
anime affamate...
non sei forza
per il mio spazio...
sei voglia...
per la mia necessità
il tuo sapore
è il mio gusto...
e divento mare
ora...
e tu scoglio
ancorati...
sospesi...
anime ansimanti
ci consumiamo i fremiti
nell’attesa
di infrangerci...
e vengono gli occhi
in lacrima...
eruttano i cuori...
e umidi rallentano...
nell’emozione muta
di un’idea...
il prima
di Noi...
che mai più sarà...
incompiuta d’amore... | 

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fiorì l’autunno
innaturali giorni
si schiuse l’universo
e partorì l’immenso
noi
come bambini increduli
a scartare doni
a riempirci l’anima
riflessi d’acqua cristallo
sfocavano i contorni
mutandoci
uno nell’uno
sfiancata
da quella calma apparente
vegliava l’emozione
in attesa della sera
e in bonaccia di luna
irrompeva la notte
trasudando stelle
agitando i cuori
svelandoci
ma si chiuse l’universo
e ammutolì l’immenso
mortificati
in quel mattino di pioggia
nell’incontrare
noi
ancora abbracciati
increduli
vigliacchi
in un addio | 

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parlami...
raccontami di quel tempo, quando stavo dietro il muro
e di pietra affidabile era il mio cuore...
di quando, deposte le armi
rifuggivo ogni guerra in nome della mia pace...
- tutto era più chiaro -
rammentami chi fu
(se io o l’imprevisto)
a saltare quelle pietre, a confondere le carte
a varcare i miei occhi, mendacemente...
rompendo l’equilibrio e scambiando le parti
- il dentro col fuori -
il vuoto mutò in mare
le mie unghie divennero artigli
e gli scogli mi furono àncora, per quell’emozione...
(era prevista pioggia, ma splendeva il sole)
quando il sonno travasò a galla
per approdare sulla riva del sogno
(non ho memoria del quando, per quel trapasso)
era mia, quell’anima...
ma tuo era il petto...
quella mano sul cuore in cerca del suo sangue...
la fine del cercare...
- tutto è confuso, ora –
(ma gli occhi non mentono)
non solo mia, fu la colpa...
ma del muro non resta che l’ombra,
una frana di pietre e cuore...
ricordami chi ero...
non so dove cercarmi, e mi rivoglio indietro...
rivoglio indietro la corazza deposta
anche s’è fatta di petali, incollati a sputo...
rivoglio la mia pace...
e dimmi... se il cuore non mente,
chi ha mentito...
se un sogno sopravvive al risveglio...
armandomi l’anima, in questa mia guerra...  | 

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dicono di lei
ch’è stata Grande, da ricordare
appesa al collo, come trofeo
misero ciondolo penzolante
ma niente di più
era solo avventura
legata ai polsi, manette d’oro
splendido bracciale
meritava, dicono
ma era solo sesso
marchiata a fuoco, solennemente
ricamato tatuaggio
doveroso, per una storia importante
ma non è durata
ma di lei, tace il cuore
e ricorda
muto scrigno, conserva
corpo e anima
in rispettoso silenzio
frammento di vita
di chi in lui ha creduto | 

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Non Amarmi...
ti costerebbe troppo...
è prosciugamento d'anima
da non capire
se è la mia o la tua
quella che spinge in petto
è invasione di cuore
rubando ogni angolo
da restare confuso
dai battiti in coppia
è vivere in apnea
rubando l'aria dei respiri
e restituirla
in doppia portata
è uno sforzo immane
Amarmi...
è un contagio di freddo
iniezione di ghiaccio
da assuefare il sangue
delle mie incertezze
è un'occupazione stabile
nell'instabilità della mente
un'invasione di pensieri
che costringe a pensarti
è un viaggio di sola andata
per il pianeta di ET.
chiudere la porta
e buttare la chiave
perciò
Odiami...
ti verrà più facile...
riuscirai a darmi un nome
un luogo dove rinchiudermi
e un motivo...
per non amarti... | 

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da lontano mi ascolto
e sento dei tuoi pensieri... verbo
ostinato... vivo dono
nel profumo del vento mi torni in brezza
mi sfiori la pelle di respiro
e arrivi puntuale di sospirato bacio
un brivido dolce sale dal mare
e mi cingi di timide onde in malizioso gioco...
è tua l'anima nel mio abbraccio
con tepore d’arancio ti inviti ad entrare
bevo del sole che muore per viverti dentro
e in fiamma rigeneri la mia muta cenere
ed è canto di luna
e mi ascolti...
di me senti la melodia del cuore
mi accogli tra i suoni della notte
prima che il tempo mi consumi i contorni
ma irrompe l’immenso
e piove di lacrime il cielo...
scorrono impazzite di emozione e paura
nel sogno
nel desiderio
nelle nostre vene
nell'attesa
e si perde nelle labbra una muta preghiera...
sale a Dio
ma è a noi che esplode in petto
e nostro è il dolore
perché ha scelto Noi... | 

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sposto il silenzio
e ti trovo
adagiata
strana forma
ma non l'hai mai avuta
occupi lo spazio
tutto
te lo prendi mordendolo
sento il sapore di ogni boccone
ti assaggio
e mi sfibri di gusto forte
acre di parole ingoiate a fatica
ti cerco il colore
e mi scoppi negli occhi
nero di lacrime represse
buie come ogni notte
e rosso
come il fiume di sangue
che riversi fuori
fuoco lento di abbandono
vorrei chiamarti
so il tuo nome
l'ho sempre saputo
ma non voglio svegliarmi
uno nell'uno
sono io
ho paura...
ti respiro
ti assorbo le urla
e mi riempio
ti chiudo
nel limbo ovattato
e ti lascio
sospesa
muta e incolore
orfana
ma mi sento
in ogni passo
e ti vedo
strana
ferita
d'anima | 

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pago in ritardo
le mie colpe...
ho alleggerito la mia pelle
dal tuo odore...
l'ho ghiacciata
della tua assenza
e tenuta viva
nel tuo silenzio...
ma è dentro
troppo in fondo...
quello che vivo...
lì ti ho spinto
ingoiandoti...
ad ogni respiro
provando
ad allontanarti...
sputando gemiti
ma è una via senza ritorno...
quella per l'anima
battuto di occhi lucidi
e mani tremanti...
richiamo di cuore
e sudore...
tutto...
meno che un addio...
è filo invisibile
il nostro regno...
sottopelle... | 

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groviglio d'anima e carne
violerò uno sguardo
di verdi distese
usurando il tuo essere
con urgenza di labbra
ne inalerò il vento
scompiglio di attesa
sarò palmo di miele
e tentazione
di sopite idee
lento e calmo divenire
di bufera
sarai faro al desiderio
pacificata
nell'onda del tuo petto
ruberò al cuore il suo segreto
saremo d'amore figli
nell'eternità del tempo
da un oggi divisi
ma lasciami vivere, ora
della tua carne assenza
nella verità dell'anima | 

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tienimi
in quell'angolo di cuore
che so essere solo mio...
io lo trovai...
vergine e assetato
nell'attendere...
sono mie quelle orme...
per te l'amore
che vi ho lasciato...
di lui sarò l'unica madre...
e mio sarà
eterno figlio...
nella traccia di me
sempre sarà...
anche il forestiero passaggio... | 

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nel limbo...
tra pensiero e dolore
ti concedo il gelo...
ricordo...
e brucia meno
non pensarti...
del non averti... | 

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