 | Vivo eremo, distante, forse sperduto,
non ho casa, figli, mai avuto moglie,
struggenti trascorsi né soglie.
Senza musica, voce né alcun commento,
miro rapito vette quasi del tutto spoglie,
son pungenti, fredde, sembrano austere guglie.
Lontano l’autunno, la guerra e il sommesso rimorso,
si stà tra silenzio distinto e il confuso rumore di foglie,
...che il vento... invadente passa, trapassa e non coglie. | 

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| Sparuti e recisi,
sembrano ramoscelli
immersi nell’acqua
mesta d’un bicchiere.
Costretti a sperare,
nell’attesa
di nuove radici
e terra,
verdi foglie
mantengono. | 

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 | In questa stanza affranta ove mi son rinchiuso,
manca il calore e la luce che aveva, i colori che davi
Qualche ricordo sul muro, i miei muti compagni...
Osservano ciò che osservo e pensano quello che io non dico
ma tutto non comprendono e si domandano:
Sono la foto di una mano sporca di vernice,
non troppo affusolata che regge un disco
perché mi conservi?
Io sono un brutto disegno di un viso
che soltanto sa dirti, "tu non esisti"
perché non mi butti?
E io che sono soltanto un foglietto,
un compendio rimato di pensieri sbagliati,
Perché resto affisso?
Curiosi e silenziosi compagni che mi domandano:
A te che natura l’essenza t’ha dato di brezza
perché non spalanchi la porta e lasci che il vento ci spazzi?
E la risposta li coglie sorpresi:
E’ certo una triste stanza ora, senza luce e calore.
Se uscissi chiudendo la porta, nessuno entrerebbe più qui.
Oh miei muti e curiosi e confusi compagni so che senza di me,
qui in questa stanza mesta voi morireste ed è questo il motivo se resto. | 

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 | Tu che mai neghi comprensione a un bambino,
tu che gli offri attenzione se ti pone un quesito
tu che gli sorridi anche quando sei mesto e dentro piangi
Tu sei un angelo...
Tu che soffri la sofferenza altrui
tu che spendi lacrime per la tristezza di chi non conosci.
tu che ti lasci trasportare dalla malinconia e la vivi come fosse tua.
Tu sei un angelo in terra...
Tu che naturalmente reagisci ai soprusi
tu che lotti e ti batti sempre ardentemente, quando respiri ingiustizia
tu che prima ti lanci e poi rifletti a cosa rischi e quanto poco t’importi
Tu sei un angelo...
Tu che non riesci a sognare gli oggetti costosi
tu che spesso ti immergi in un mondo d’immaginazione
tu che dentro la testa hai stampato il progetto d’un mondo migliore
Tu sei un angelo in terra...
Non lo puoi rifiutare!
Non puoi fingere d’essere qualcos’altro!
La tua essenza rispecchia
il riflesso di un raggio di luce
che attraversa una gemma,
è dono splendente. Questa è natura
che non t’è concesso nascondere!
Non c’è motivo di guardare il cielo e piangere!
Non c’è motivo di ritrarre le tue ali in una camicia di omologazione!
non c’è motivo di guardare il cielo e piangere!
non c’è davvero alcun motivo!
Sorridi alza la testa e dispiegale!
Sorridi e aspetta la corrente.
Sorridi spicca il volo...
e raggiungilo!
Tu sei un angelo... | 


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 | Nel tempo trascorso mi chiedi che ho fatto?
mi chiedo che ho tatto, ti chiedi che ho fatto.
Ho colorato un mondo dimenticato e mesto,
l’ho fatto spargendo profumi come gingilli
e poi... ho edificato castelli.
"Maestose fortezze su profondi fossati, scavati dal tempo."
Fusione di alte mura e torri di vedetta,
come toppe a tappare l’ho poste,
sugli eremi esposti a sorgiva tristezza.
"Sinestesia, memorie e sogni infranti."
Non c’è voluto molto così l’ho chiuso
e dopo poco ho aperto un altro mondo,
e così ho rifatto molte volte ancora.
E in ogni nuovo mondo...
Ho costruito centinaia di baluardi,
migliaia di torri e milioni di tetti.
"Se guardi bene tra le nuvole in cielo, un po’ confusi, tu puoi vederli"
Non sai quanto vorrei poterti dire:
"Ti porto io su, con me, dove ogni nuvola è un mondo."
Ma non posso insegnarti come si inventa
..."Un universo"...Per ognuno è diverso;
né posso spiegarti il modo in cui si vola,
"come librarti" devi capirlo da sola. | 


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 | C’è un legame profondo
tra nuvole e vento
come quello che lega un pensiero
al fluire del tempo
il tempo come il vento
è in perenne movimento
Lui passa ti sfiora e lo senti
ma di certo non lo fermi o rallenti
la sua voce è un lamento
come un soffio ti consuma lento.
I pensieri come le nuvole hanno forma confusa,
sostanza volubile e natura intangibile,
non li tocchi e con la mano, non li cancelli,
essi vivono sospesi e distanti nel cielo,
non riuscirai a lambirli col dito,
ne riuscirai a trascinarli per terra.
Solo il vento può sfregare le nebule,
può toccarle e cambiarne le formule
farne immagini ogni volta diverse,
forme mutevoli molto spesso complesse
Le trasporta lontane dove non le vediamo,
certe volte le riporta ma non sempre le riconosciamo.
può comprimerle in cumuli,
dando vita fulminea
a tuonante tempesta
altre volte le trapassa,
le strappa e sconquassa,
finché ogni fiocco
finalmente al consumar
non s’arrende
Un pensiero non rimane
immutato nel tempo
Come nuvola mai rifiuta
l’abbraccio del vento.
Così in testa come
in cielo sono uniti
da vorticosa
e coinvolgente danza.
è contatto indissolubile
inesorabile dissolvenza
è mutamento costante
che si ripete immutato
è il frutto
di una misteriosa fusione
tra un dio invisibile
e una diva intangibile. | 


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 | Di me stesso non sono ingannatore,
nel tempo e nella strofa non architetto
né ingegnere, solo apprendista muratore.
Quattro mura, due piani alti, un solo tetto
se costruisco,
non è un edificio complesso.
Il manovale non lo progetta l’edificio complesso,
e non è fatto per vetrate, giardini
e statue di gesso.
Il manovale non sa disegnare
e non è abile nel calcolare;
costruendo impara a costruire
e tessendo intreccia il proprio retaggio.
Malta di passione su blocchi di determinazione,
su muro, su stanza, su casa, su vita,
e sapienza, alla fine.
"Masto Stelio va oltre, è un artista."
Il manovale non è sviluppatore
e non è abile nel disegnare;
ma esso rimane un costruttore
che costruisce sostanzialmente.
Dell’essenza concreta diventa, col tempo,
esperto sapiente.
Non sono ingannatore di me stesso
Potendo scegliere diverso mestiere,
sono onesto se questo vi confesso:
architetto, manovale o ingegnere,
come non fosse assai complesso,
senza dubbio resterei muratore...
il cemento impasterei per ore
se desideri tenga a lungo conviene.
Scaverei sulla pietra per giorni le profonde fondamenta,
faticando... La resistenza aumenta.
E aspetterei il momento del primo mattone,
dando un peso concreto e la giusta dimensione
alla distanza che separa un uomo semplice,
dal Dio Sommo Creatore d’ogni concezione. | 


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| Da bambino gli uccelli
e libellule
erano imprendibili,
cacciavo lucertole,
e vesponi neri e gialli.
Temevo soltanto i serpenti e l’amore:
entrambi, pensavo colpissero
con un morso indolore
entrambi credevo diffondessero
dal sangue nel cuore
un devastante veleno
che percepisci troppo tardi.
Ora cresciuto e un po’ segnato
in petto e in volto,
vorrei spiegare a quel bambino
che l’amore può ferire
ma non é mai amore
ciò che ci uccide,
come il veleno sa essere invasivo,
e può diffondersi e fondersi col sangue,
lo sa scaldare
ma porta solo vita
e quando toglie,
toglie soltanto una parte
di quello che ci ha dato. | 
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