accadde
nell’intera cerchia che ci coinvolse
accadde
che fossimo noi
senza protagonismo
al margine delle grida altrui
accadde
che immaginai un abbraccio
e la tua voce sovrastò ogni tormento
quando il gelo ci spezzò le mani
ci arrendemmo nei pianti di dolore
cosa siamo non è certo
potresti non tornare, spezzando l’eterno | 

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Il tuo silenzio, nell'abisso.
Non tacere più
con me,
in questo corso di torture
che una pietà
ci ha inflitte.
Il tuo silenzio,
imprigionato per non mentire.
Non oltre il tuo profilo. | 

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Ore inerti tra i fiori,
la fantasia gioconda
non sa comporre una frase.
Se mi fermassi
ti vedrei forse
in qualche ombra.
E tu ancora attendi
lungo la strada
che vorrei conoscere. | 

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tenera oscurità nei pochi minuti, a osservare i fuochi
sequenze in lettura, il tuo ed il mio destini autentici
sconosciuta magia, per due donne che si sfiorano
semplicemente sole
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 | Effusioni delle nostre mani
che strette
l’una all’altra
saranno il senso dell’uscire fuori
anche se non brillerà più il sole.
Ignorando
il freddo impietoso
nei tempi rubati
al ticchettio dell’orologio
svaniranno anche gli errori.
Potrò seguirti
e sarà impossibile
per me
cadere.
Tratterrò il fiato
al timor dell’immaginazione
perché
volli offuscare
l’intero
credendo
di andare altrove. | 


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 | Dalla bocca
ogni frammento.
Cenni e musica
per lasciarmi accanto al corpo
che mi attrae nella scena.
Una mattina
il risveglio
dai colori mai visti.
Posso forse
avere paura
delle tele grige
che aleggiano sulle finestre
E poi
quel non voler sapere
mi invita a riposare ancora. | 


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Muore il tempo
minando quanto già deciso per errore.
Muoiono l’apparenza
il gioco e l’inutile perfezione.
Muore anche l’ultima idea
del Natale cui si ambisce.
Ti lasci osservare
Cielo Nero di Dicembre
e potresti essere stella
o bagliore o nulla.
Da quel tempo morto
Magia della Notte vieni qua incerta.
Incerta di fantasia
che pure alleggia generosa
per poche ore
in attesa d’altri mesi e stagioni. | 
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alle mie spalle
labbra a contorno di penombra
non a caso, il calore
dello spazio dischiuso
potessi capire la confusione
che spia ed echeggia
giunge l’onda fredda
e contro me si scioglie | 

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 | - Chi sei tu -
è domanda che non porgo
vorrei dir che ti conosco
dove il coraggio
mi sbatte al muro
e tu mi blocchi
e insieme ad altri
- quando credi ch’ io dorma -
te ne vai.
- Chi sei tu -
è la richiesta di tornare
ma sei qui
solo per poco
solo per chiudere la porta
e lasciarmi dello zucchero
zucchero che odio
e non lo dico
perché
mi fai tacere
e insieme ad altri
- quando credi ch’io non veda -
mi lasci al buio.
Vorrei non fosse
muro ma aria
per farmi volar via
via da te
e dagli altri che ti portan lontano
lontano da me
dentro il rifugio
che il mio gioiello
taglia in pezzi
che perdo
perdo senza rimedio. | 
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Fugge il vento
tra canti anonimi
verso un paese di polvere rosa.
Nella foga dei passi
battezzando gente
va
dove tace
il tramonto compagno.
Speranze che muoiono
nei terreni solcati,
eppur senza impronte. | 

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Dei miei stenti, conosco lo spasimo
per non esser tu, nel mio stesso binario.
Non sei indenne d’aggressioni al pensiero.
Assalti dovunque
che non so frenare.
Fabbricante di futuro
già - senza me - plasmato dalla tua ombra
che - senza farsi complice - m’ insegue. | 

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dopo te, il sapore
sulle labbra di mattina
nel variegato qui nascosto
come briciola, t’immagino
senza tregua, per non perderti
segno blu
sopra le membra
che la voce nei brividi distorce
differenza - dove mai entri -
che stringo tra le mani | 

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Giunta
in sembianze chiare
sono per siti diversi
da ciò che è davanti
a cercare strade.
Nessuna parola
incanta la mente.
La bocca ansiosa
non è sapere.
Ho divorato lettere.
e
scomposto frasi
per veder la linea
solcare terre all’infinito.
Dove la pietà
non è ragione. | 


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 | I minuti delle voci
che
appena
si sentono .
Giostra di volti
dimentichi della musica.
Saltando il fuoco
un bacio
per tornare indietro,
al buio. | 


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Guardiamo il cielo
con una musica in mente
mentre osserviamo i resti della neve in qualche angolo.
Vola via la differenza, tra noi e ciò che è fuori da queste mura
dove altri non han spazio.
Non è favola,
il nostro regalo di lealtà, tra le braccia assetate di sogni
cui nessuno ha avuto ingresso.
E poi solo noi
tra luci soffuse, perché il buio ci fa paura. |  | 


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Le tue parole passano avanti
Tra le rondini
inseguono il marzo
che
dopo le gelide repliche
dell'inverno
ancora attende.
*
La fatica
si,
insiste sempre
a sbarrarci le speranze. | 


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