Persa
la luce
le
fuse
stille.
Abbracciamo
il
caldo torpore.
Non
cambieremo.
Dopo
l'irosa
corsa
tra spine
adagiati
l'un
l'altra
le nostre
seti
mediamo. | 

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 | Frazione d’attimo
lo scambio degli sguardi.
La paura che
m’avvolge
come nastro di riciclo.
Sarò
io a volerti
per danzare nella
sfera dei colori. | 



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| Dopo un giorno
mi sorprendo
nel cercarti
senza dire una parola.
Nel silenzio tu
vagheggi
e chiedi venia
per inezie
che tra noi son state mura.
Di questa storia
che ricorre a quattro mani
assaporo
ogni risvolto.
Una melodia
per i perdenti che
han tradito il loro senso di rigore,
impossibile scegliere,
siam sull’onda degli eventi
e ci lasciamo trasportare. | 

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 | Penetranti
nel sentiero
turbinose
le
tue labbra.
Di ritorno
sul mio odore
il tuo capo
reclinato
sui miei fianchi
che ora cinge.
Cresco accanto al fuoco.
Sono domani
senza fiato. | 


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| Scivolando
nei miei anfratti
l’impensabile ridonda.
Senza creder alle favole
il tuo ingresso è movenza
tangibile,
effusa tra vero
e fantasia che aprendo gli occhi
non scompare affatto.
Mi sollevo,
ti domino,
come storia ripetuta
pur diversa da trame già trasposte nel ricordo.
La tua voce
si lascia respirare
dove sparso
il nostro luccichio modula la scena.
E qui
voglio sedar l’inconscio
fin a esaurir le forze
poi gustando
inebetita
il possesso di ogni seguito. | 

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| Zucchero
nell’acqua gelida in gocce.
Amore
nella bocca persa
tra gocce di sudore.
Del potere dei baci
sopra i seni offerti senza pudore
non ho paura.
Mi riconosco
in questo mitico scambio.
La gelosia del sole
osserva noi
incuranti del giorno
e niente è importante. | 


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Dal buio
non più sopite
ti cinge
la forza
quasi incredula di queste labbra.
E' la seta nera
qui
senza brividi
tra le dita
padrone d'ogni lembo.
Nascosto dopo
il volo libero
lieve brezza
come
prima del giorno
tra
il volgere dei movimenti
mando
a te
il mio gemere. | 

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albeggiare, dopo l’ultima ora insonne
tra il pensiero incapace di suoni
e pochi passi nell’intervallo mattutino
mi attende un calore, che non saprà saziarmi
e il desiderio silenzioso, per non usare pretesti
non è solo chiedere
è quel sorriso fino al giorno dopo
senza interruzione | 

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chiudo gli occhi
mentre penso alla fatica nello scrivere
quello che un tempo ti arricchiva
saprai capire quando il silenzio
placherà per sempre questa mano
leggerai nel tratto d’attenzione
dove giovani, ci scoprimmo
amore grande, anche di misero esprimere
ora mi avvolgi e mi ricordi
senza bisogno che io ti cerchi | 

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è qui che siamo
intorno agli alberi
ad abbracciare la sete di quel rossore
che allo scuro, dopo il tramonto, non rende più tristi
sconosciuto, mi rincorri tra il profumo dei pini
pronta ad accoglierti qui, dove nacqui ignara di poterti avere
i nostri occhi stanchi
cercano le onde del mare, ne ambiscono il solito avvolgere
le caviglie consunte
tienimi per mano
nella meraviglia che scopro
in questa sera così tenue
da far indenne il ritorno, convinto lui
di esser avido di sogni
come in storie passate
sono le stelle adesso
a far luccicare la bianca veste della notte | 

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In disparte, con la luce
sazi il mio raggio privo di grazia
e rimasto mistero.
Senza sapere dov’ero prima
m’offri dolcezza che basta per ore
e nulla perdi d’un tempo speso
a guardar al mio cielo
che al color di niente
in silenzio
ti avvolge. | 

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Assorbir le regole
poi strizzar la spugna.
Resta tutto in mente,
quel divenir l’intenzione una volontà indomabile.
Ci assentiamo
per non porre quesiti.
Rimaniamo
a contemplar la bellezza dei giorni.
Semplici loro,
nel tramutare il mattino in sera.
Le ore non si contano e v’è solo una stagione.
E’ stato un caso
o l’abbiam voluto.
Genialità del nostro cammino,
aver cancellato ogni differenza. | 

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Mio rifugio
nel deserto
come luce di pareti nude.
A far tacere la pazzia
non basta la distanza.
Dopo
un giorno di silenzio
voglio il compenso dei tuoi baci.
Ed in ansia non penso.
La fine della frase
chiede
venia al mio risveglio. | 

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 | *
Se mi ami
non chiedere.
Nel baratro incolto
questa vita
è il solo ritmo che volteggia.
Un vagare
tra fiori
che per per confondersi
nell'inquietudine
inventano loro tinte nuove.
Allontana
quel dubbio.
Di remoto
non v'è nulla.
* | 


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Anfratto nascosto
una saga incompiuta,
il goder dell’ebrezza di tuoi luoghi comuni.
D’ingenua veemenza nutrirò sensazioni
e pur l’ironica noia
saprà abbellirti.
Follia del mio gusto
introverso amore,
respirando appena
scenderai come un fiume
e ti chiederò di parlare
tra mie braccia
scemando
a dormir di carezze. | 

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Manca adesso
la musica di estive sere,
come pure
quelle fughe dal resto
ed i baci rubati
a una folla indiscreta.
Tanti ruoli
loro mai verranno meno
ai dettami scelti dall’esser caparbi.
Sono anch’io parte in scena.
Autrice giocosa
m’affaccio all’esistere.
Vorrei giungere all’oltre
e forse poi volgere
ancora un momento
a quel primo pensiero,
in cerca d’amore. | 

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Guardar la luce
tra fruscii d’erba.
Di noi nascosti
la quiete
ricorda
bagliori di piante cresciute al buio.
Fin qui
volli rincorrerti.
E le braccia
abbandonai deboli
per non parlare.
Trattieni il fiato
per non togliermi l’aria!
Nella confusione
senza tregua
non so inventare il tuo volto. | 

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Non ho forza
per
cercare quell’ombra
che al mattino svanisce.
E per trovar quelle labbra
ancora
ti amo.
E forse
ti amavo
nel tuo solo sapore
mentre ero piuma
e non sapevo sfiorarti.
M’abbandono
al remoto
non importa se cado
voglio solo incontrarti. | 

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terre aride
nei soliloqui, che plasmavano la tua espressione
la verità esplodeva
mi fermai
scongiurando l’indifferenza
quando ti volli osservare
l’attesa sembrò immensa
non cercavo di te, avevi cosparso i miei pensieri
d’ogni sussurro | 

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ti cerco, dove la sabbia accompagna l’acqua
verso le rive del mare
amore definito in ogni posto ed ora
raccontami del primo giorno
e ascolta il suono che c’insegue
ricorda senza esitare
quanto forte
e quanto debole
l’unità dei nostri fuochi
urta la pace
è lealtà
sorge con te
e non vorrò mai saperti altrove | | 

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Scusavo il tormento
e la rabbia
ti cedevo.
Dopo corse
eguale sconfitta
tolti i bagliori
lasciava
noi due
ad osservar la terra
di spettacoli
in tempeste.
Noi due
punti di polvere
dimentichi d’errori
dimentichi del giusto
tornati nel sorriso
che altri
non serve.
Altri chiameranno
e penseranno
la follia. | 

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Coraggio d’osservare
e
raccontar la voce del mio cuore.
Diffidando dal destino,
di Te non temo
movimenti.
Basta sapere
che nostro è il luogo
ove
il corso del dolore
si consuma.
Soffire
e guardare il sole.
Il coraggio di tenerti per mano. | 

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Aria nuova
nelle nostre fusioni segrete
mi credo uguale a te.
Si fa sentire il respiro
complicato
dai frammenti della mia solitudine.
La tua voce è linfa
per pochi istanti
appagante paura.
Se mai se ne andrà
sarà già la mia vita. | 

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