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Andry White
Le 16 poesie di Andry White
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poeta
inventati un'altra verità
non credo più all'esangue tua parola
di poche parole
perché mi hai riesumato
secoli ingrati
e il tuo verso è un'ostia
vera come la finzione
e io non lo sopporto,
lo vorrei
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camerardente
al quinto piano
dove non alloggia
vanità di cuori.
prendimi ora
e per sempre la mia bocca arroserà
nella tua sotto saliva bianca
e le mie mani
guideranno le tue
per potare i miei stracci
e imporsi
su quelli
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ho paura di non essere
e di non essere parte del tuo incastro
come dolci colonne in fiore
che ho spezzato.
ma non è del contrasto
luce e oscurità di cui ho bisogno,
la via nitida di una qualsiasi audacia,
è che ho sempre paura
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 | se dentro di me
le vostre ombre mi dicevano
voi non potete far l'amore
io l'ho fatto prima del tempo
l'ho fatto prematuro
l'ho incontrato
come l'acqua ha fatto il vento
il viso che lo respira sulla pelle
tutto il tuo tormento
una spina
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| piegato reame
la mia spalla assaggia la tua presa ardente
il mio cuore batte forte
quasi non si sente
il sudore non deposita striscie d'acciaio
come l'amore
questa notte
questa volta narcotizzato
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| Ora
lo sento vibrare
dietro di me
cantare un silenzioso respiro di fuoco
sulla pelle non ancora sudata
incidermi dentro
il suo ritmo prematuro,
lo sento aprirsi
lo sento gemere più di mille sogni:
gocce di sudore
nella notte
che
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| Era il tuo viso
di maschio brama
cui non potevo capitolare
un solo bacio
che mi uccideva.
Era il mastio
il sogno di ieri sera
cui aggrappato
bevevo i flutti folli
color avena.
Era il mio dio
intriso dal mio respiro
che colava sui
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| non chiamare amore cosa non guardi negli occhi
come non credere ai sogni
quelle sfumature di tenerezza
nel sepolto futuro di una camera distrutta
perché amore chiamano i gatti
i briganti
o i già morti
perché amore chiama sangue
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| tele lacerate dal perdono
soffio su di te i pezzi che mi sono rimasti
polline di musica senza suono
la musica di un odore
e perdo tempo ad immaginarti
seduto senza l'orologio al polso
ad immaginarmi
ceduto dai versi
ma esiste misurato contro
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Cerca la poesia:
Invia un messaggio privato a Andry White.
 | vattene sole, vattene mio maledetto
infondi luce alla mia tristezza
ostenti i tuoi battiti feroci
come sberle di goduti cuori a brandelli
io, le nuvole, la luna e la notte
vogliamo abbandonarci la libertà
farla santa su di noi e ballare
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| sfuggi anche tu
al mio respiro rimane
e rimane ancora
un dolce sonno di paura
quando il freddo appena sussurrava
l'ottobre
dalle foglie un nido di lacrime cadeva
raccogliendoci le mani
ti amava questo cuore sulle mie
che piano e
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| il sangue nella bocca, il tremolìo delle parole
il riflesso, la parola, il riverbero e ancora
di petali una
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 | c'è un buco nell'armadio
che vorrei tappare
con palline di carta
c'è un buco dove ascolto
come un'eco di profondità assente
l'insivibile voce del passato
ancora nel presente
c'è solo un buco
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| Godo con urgenza
Riflesso nell'opulente fondale
A gambe svolte
Infatuato da me stesso
Più del tuo violar senza ritmo
E commosso d'affronti
Mi lascio a questo sentire
Ancora una volta me stesso
Un'esalata preda
Del senso
L'indegno di
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| come coriandoli
le dita affondano sul viso
questo scroscio di pelle
è il mio volto che si sbriciola
lambito dai tuoi baci
un fuoco mi consuma
guastato di bellezza
ancora mi appassiona
io lo lecco
sgusciarmi a pezzetti
lo
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| il mio viso
si corica sulla tua feconda bellezza
le mie labbra atterrano
il mio seme tenta invano di fuggirmi
su di te
disteso su questo tempio
di colori e sensazioni e pensieri banditi
non ne abbiamo bisogno
poiché viviamo
lo stesso
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