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Perdona tutte le sue colpe e
cancella in lei ogni traccia di umana fragilità.
Ha inizio il tragico esodo.
Vedevo tutti stretti l'uno contro l'altro.
Per la tua morte occhi lividi e scavati.
Perdona tutte le sue colpe e
cancella in lei ogni traccia di umana fragilità.
Il ministro continua la sua nenia.
Che te ne fai, adesso?
Beata per ogni peccato!
Santa per ogni fragilità!
Beata e Santa perché avrai vissuto.
Perdona tutte le sue colpe e
cancella in lei ogni traccia di umana fragilità.
Immaginavo per te una musica
che pian piano avrebbe coperto i singhiozzi,
avrebbe addolcito i ricordi
e avrebbe fatto tacere le perpetue assoluzioni.
Immaginavo per te tulipani gialli
non ancora fioriti,
non crisantemi.
Profumi di fiori anzi che di incenso.
Fiori per i vivi, non di morti.
Immaginavo per te una fine più dolce.
Chi può sapere di che sapeva?
Perdona tutte le sue colpe e
cancella in lei ogni traccia di umana fragilità.
L'organo è triste e solenne;
la fiamma delle candele sempre più alta, sull'altare.
Hai più corone che una regina.
Tutti hanno il tuo nome sulle labbra...
E tu? sarai felice?
Non intonano canti gli angeli nelle schiere celesti,
la tua mano nessuno la stringerà, fredda.
A natale, la tua sedia.
vicino al fuoco, a nessuno accanto.
Le tue coperte si scalderanno ammassate,
coperte dalla polvere in un angolo.
E' la fine dell'esodo: tornino pure tutti in pace.
Perdona tutte le sue colpe e
cancella in lei ogni traccia di umana fragilità.
Perdonami: non ho moniti, non ho lacrime;
non è un pianto il mio, non è una preghiera.
Troppe preghiere oggi...
Stringo nelle mani un gambo,
solitario se ne starà
il tulipano giallo dove dicono dormi. |  | 
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