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♦ Pierfrancesco Roberti | |
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Aprile 2025 |
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Scorre il fiume
e nel suo fluire crea le forme
dell'universo apparente,
causando nascita e morte,
gioia e dolore.
Ma per chi è sceso sulla riva del sé,
dell'essere infinito,
ogni movimento finisce,
non c'è più divenire
ma soltanto essere beato.
È allora che si siede a guardare
quel gioco di forme e di colori,
e si diverte a manifestare
il suo potere creativo. |  | 
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Questa poesia è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons: è possibile riprodurla, distribuirla, rappresentarla o recitarla in pubblico, a condizione che non venga modificata od in alcun modo alterata, che venga sempre data l'attribuzione all'autore/autrice, e che non vi sia alcuno scopo commerciale.
«Questa poesia rappresenta in versi l'intero pensiero orientale. Il fiume rappresenta l'oceano del samsara, o delle vite, delle morti e delle rinascite. Una volta superato questo oceano di illusioni, giunti sull'altra sponda, spogliatici delle maschere che ci impediscono di vedere la vera realtà, noi dimoriamo nella totale beatitudine del nostro Sé superiore, o Infinito che è in noi. Da lì possiamo osservare da spettatori questo gioco e goderne senza essere coinvolti, ma mantenendo sempre il nostro stato di infinita beatitudine.» |
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