Forum degli autori
Discussioni in corso => Discussioni fra autori => Topic aperto da: In Venere - Sabato 22 Ottobre 2011, 16:56:28
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l'arte è una invenzione umana.
credo siamo tutti d'accordo no?
un artista deve avere qualcosa di particolare che gli permetta di esprimere meglio di altri la propria umanità (mia opinione).
se siamo qui in grado di farlo, di tendere a questa espressione, di PROVARCI perlomeno, perchè non definirci amanti dell'arte e della sua espressione?
nessuno, io per prima, si definisce artista e tanomento poeta, ai livelli di coloro che lo sono davvero -sarebbe blasfemo-, ma questo significa non provarci nemmeno?
dire: non so niente di versi metafore e via dicendo, perciò non ne discuto?
questo è morte della curiosità, morte della cutlura e dell'arte stessa che si nutre di impulsi a crescere, evolvere, riconoscere che c'è sempre qualcosa di nuovo e bello da poter fare...
io credo che la Bellezza stia nel Mistero, e il mistero di cosa scriverò ed esprimerò domani, uscito dalla mia scatola nera personale (non so come e dove esce quello che scrivo) mi spinge a sperimentare e continuare. insieme al confronto serrato con gli autori che prediligo (almeno quelli che ne sono disposti).
poi vedete un po' voi.
io ci credo, nonostante le tentazioni di ritirarmi.
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..per me l'arte è un bisogno dell'uomo.. quello di rappresentare la realtà, che lo circonda e che vive, trasformandola in segno e filtrandola attraverso il pensiero..
e credo sia davvero fortunato chi ne ha la capacità..e ancor di più chi ha un occhio per guardare oltre..
noi ci proviamo.. dici bene.. a volte avvicinandoci a volte no..
chi con l'istinto chi con sistema..
ma credo che chi ci provi con l'amore per l'arte.. -soprattutto della parola, nel nostro caso- (che per inciso averlo o meno non è una discriminante del valore umano, ma un demarcazione di bisogni e interessi) non possa disdegnare di evolvere.. cibarsi.. ruminare.. trasformare.. cercare.. con occhi e mani fuori e dentro di sé..
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Il mio migliore amico ripete sempre che l'arte è la massima espressione dell'anima... e credo che abbia ragione.
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Sono d'accordo pienamente con l'amico di PANTA REI!
L'espressione profonda e misterica dell'anima che emerge in parole, versi, fuori anche da ogni metrica o sistema strutturato di composizione poetica possiede un senso artistico. E questa ricerca avviene con la poesia, la pittura, la scultura, la musica.
E come il filosofo pensa e si ritiene tale, l'uomo in quanto essere pensante è già un'espressione di filosofia:
sono allora filosofo in quanto penso!
E sono poeta, perchè scrivo ciò che rifletto nell'anima, nella mente e di ciò che mi circonda.
Io mi sento tale e mi sento un artista in questo senso e non ho vergogna a dirlo nè presunzione, perchè non conta che qualcuno me lo riconosca, non ho bisogno di premi, targhe, riconoscimenti ufficiali e recensioni varie.
Io mi sento poeta perchè lo sono, per me e quello che sono lo dono
al mondo.
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spero vivamente non poeta "arrivato", sennò l'arte ammuffisce
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Mi piace pensare all'arte come l'espressione con cui l'uomo celebra l'universo, in tutte le sue manifestazioni. L'uomo che è egli stesso parte dell'universo e questa consapevolezza, lo rende capace di elevarsi nel creare.
Io penso che siamo tutti artisti, poeti, scirttori, scultori, pittori,musicisti ed ogni giorno, cerchiamo di dar vita a questo talento. Alcuni sono dotati di una grande sensibilità, che gli consente di donarci grandi opere.
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Io penso che siamo tutti artisti, poeti, scirttori, scultori, pittori,musicisti ed ogni giorno, cerchiamo di dar vita a questo talento. Alcuni sono dotati di una grande sensibilità, che gli consente di donarci grandi opere.
..per tutti intendi l'umanità intera?..
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Rispondendo a Venere
Non arrivato, anche perchè non so da dove parto nè dove arriverò...
Semplicemente un Poeta in viaggio mi sento e la mia arte ripeto è donata al mondo al di là del fatto che possa piacere o possa essere riconosciuta come tale.
Rimane la consapevolezza, propriamente personale, di esserlo.
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Io penso solo che se si ha qualcosa da esprimere artisticamente bisogna necessariamente tirarla fuori... ne potrà venir fuori un capolavoro oppure una cagata pazzesca... ma la sensibilità che porta una persona ad esprimere quello che ha dentro gli dà il diritto di provare... dà il diritto alla sua fantasia di creare, dà il diritto a ciò che ne esce fuori di ESISTERE.
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Io penso solo che se si ha qualcosa da esprimere artisticamente bisogna necessariamente tirarla fuori... ne potrà venir fuori un capolavoro oppure una cagata pazzesca... ma la sensibilità che porta una persona ad esprimere quello che ha dentro gli dà il diritto di provare... dà il diritto alla sua fantasia di creare, dà il diritto a ciò che ne esce fuori di ESISTERE.
esatto, e questo esistere, se vuole andare oltre senza banalizzare quello che è un talento, può benissimo provare ad elevarsi al di sopra mimeticmente provando ad essere arte. grazie
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Non sono amante della rima ma qualche volta la uso... e per lo più quando MI è funzionale per il messaggio che voglio esprimere, ad esempio:
"rubo le rime agli antichi poeti anche io / per darti semplicemente il mio addio"
Sono amante invece delle consonanze, che spesso vengono percepite a livello inconscio...
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l'arte è una invenzione umana.
credo siamo tutti d'accordo no?
Bisognerebbe rifletterci però.Per esempio:Vi è mai capitato(sicuramente)d'ammirare uno splendido tramonto sul mare piatto e gustando quella fantastica miscellanea di colori e sfumature esclamare:Dio mio che meraviglia sembra un..dipinto! ?
diciamo che per me,l'arte è un dono che il buon Dio ci ha donato regalandoci il suo buon gusto.
(L'immaturo marcio)
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l'arte è distinta dalla natura come "fare" da operare in generale... nella prima nascono le opere nella seconda solo "effetti" la (ragnatela, esempio)... pertanto penso che l'arte non sia un'invenzione come il parafulmini o il motore a benzina o altro, anche se l'accompagna sempre la tecnica... il nostro progenitore che istoriava le grotte con figure di animali e altro certamente doveva aver conoscenza almeno che se prendeva un bastone adeguato e qualcosa d'appuntito, avrebbe potuto incidere la parete (tecné), ma è l'attenzione sull'oggetto fenomenico, un cervo supponiamo, ritenuta, successivamente dava a lui la possibilità di istoriare la grotta... perché questo?... perché si!... perché è della natura umana questa prerogativa... e come potere è distinto da sapere, l'arte è distinta anche dalla scienza... a rigore non è arte se non la produzione mediante libertà... pensiamo allora quante opere fasulle si producono e vanno in giro oggi per il mercato che non nascono dalla libertà ma da una attenta indagine di mercato... si vuole piangere, si vuole ridere, allora pianti e risate... o per indirizzare le coscienze, seppur l'operare artistico tenda a volte a questa funzione, ma se lo fa, lo fa involontariamente... nemmeno lo scopo morale vuole l'artista nella sua produzione dell'opera... l'arte si distingue anche dal mestiere, pur avendo anch'esso "facere" alla sua base... il sarto si chiama "mastro" perché lo scopo della sua arte è il risultato del vestito, che è l'effetto che produce la sua arte... però avendo uno scopo non è arte nel senso inteso, perché l'oggetto artistico deve avere il suo scopo in se stesso... è, come dice alcuno di sopra, uno "estrarre" fuori...