Ritratti urlati
Tu non mi hai vista tra quei figuranti
dai cuori a forma di salvadanaio
io ero lì, in quei ritratti urlati,
tra il filo dei pensieri
e il marciapiede
una spanna sotto la follia
tra riflettori accesi sulla gente
in quei crocicchi di periferia
su sguardi affranti e fissi
nelle parole che annientano il dolore
nel lieve mormorio di telecamere distratte
in quelle inquadrature sul selciato
che soffocano il pianto e la speranza
tra mani insanguinate e
antenne paraboliche sui tetti
con madri disperate a martoriare ventri
per partorire ancora nel dolore
figli da offrire a un dio che s’è distratto
Inoltre, dicevo, ho faticato nel decifrare il significato dei versi (che si richiamano e ripetono il concetto) "nelle parole...dolore" "soffocano...speranza" poichè dalla struttura esse sono legate alla sofferenza, a prima lettura, le parole che soffocano il dolore potrebbero essere quelle amiche, invece no: sono le telecamere che rendendolo mediatico, lo sminuiscono.
L'ottimo inizio, mette in primo piano la nostra persona, che poi sparisce (forse giustamente identificandosi con la folla) ma, non so, mi è venuto da chiedermi: e tu, lì, come ti senti? Cosa fai? Nulla, la risposta è nulla, se non rassegnarsi.... leggendo questa parte dell'intervento di marina.. sono tornata ancora sul testo per vederlo attraverso le sue parole... la sensazione è duplice... lei.. è forse quella che è sul selciato a giustificare il circo.. la vittima... ma nel contempo.. assume quasi connotazioni di un angelo del dolore... che vede con chiarezza i diversi piani di realtà che stridono tra loro: lo spettacolo.. e la disperazione...
Errata corrige: se non rassegnarsi sino ad impazziere consapevole.
mi è venuto da chiedermi: e tu, lì, come ti senti? Cosa fai? Nulla, la risposta è nulla, se non rassegnarsi.
:D E' inutile che sottolinei come il parere di Toschi per me valga molto di più del mio? Per la grandezza del suo scibile poetico ed anche per tutta la sua produzione!..do un enorme valore alla critica.. a quella di chiunque..e in questo topic ci sono due persone che lo sanno...non mi piace la parola 'crescere'.. abusata.. ma sicuramente aiuta a leggersi con quel distacco che basta per diventare critici di noi stessi.. magari non sempre... :)
Ma volevo sottolineare con questa precisazione, che anche se non mi ritengo un critico, posso offrirmi come lettore, e dare all'autore una impressione ricevuta leggendo un suo brano. Solo un mio parere, null'altro, che un autore può prendere, gettare insieme ai suoi bisogni quotidiani, tacciare di incompetenza, e scaricare, oppure tenere in considerazione come un qualche suo lettore riceverebbe una simile impressione, magari un lettore deficente, poco colto, o distratto.
Insomma, non abbiate paura di "criticare", non muore nessuno: e soprattutto, come le mie poesie, i pareri critici sono soggetti ad essere imperfetti o proprio sbagliati del tutto :D :D :D
Ma sono nostri e talvota aiutano.
manca purtroppo quel distacco di cui parlavo... e che acquisire rende a volte le cose più difficili.. ma sicuramente più soddisfacenti...
Le critiche se fatte con garbo non dovrebbero offendere perché aiutano a vedere ciò che all'autore solitamente sfugge, soprattutto se come me è alle prime armi.
Avere un parere sincero di cosa ne pensano gli altri dei nostri scritti dovrebbe essere uno dei motivi delle nostre pubblicazioni, altrimenti le nostre poesie le potremmo anche tenere nei cassetti.
Ma come ogni cosa fa fatta delicatamente tenendo conto che l'autore è come un genitore che sgrida
i propri figli ma nello stesso tempo li protegge.
Tu non mi hai vista tra quei figuranti
dai cuori a forma di salvadanaio
io ero lì, in quei ritratti urlati,
tra il filo dei pensieri
e il marciapiede
una spanna sotto la follia
tra riflettori accesi sulla gente
in quei crocicchi di periferia
su sguardi affranti e fissi
nelle parole che annientano il dolore
nel lieve mormorio di telecamere distratte
in quelle inquadrature sul selciato
che soffocano il pianto e la speranza
tra mani insanguinate e
antenne paraboliche sui tetti
con madri disperate a martoriare ventri
per partorire ancora nel dolore
figli da offrire a un dio che s’è distratto
"Banchieri, pizzicagnoli, notai
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai..."
è il famosissimo incipit di una stupenda ballata di Fabrizio De André appartenente al volume "TUTTI MORIMMO A STENTO".
Non so se è plagio o citazione ma l'Autore della poesia dimostra, se non altro, di "frequentare" ottimi Poeti nonché straordinari musicisti! (...)
Un ottimo lavoro, a parte quanto detto per il verso del grande Faber...
io proporrei (a chi ne abbia voglia, ovviamente) di mettere una propria poesia qui, per sottoporla a critica.
a me, quando faccio una critica poetica, piace anche conoscerne l'autore...
é un gioco, e nessuno se la deve prendere ...
ci state?
E' una bella proposta Sà....a me non dispiace l'idea, dovrei solo decidere quale tra i miei tanti testi far...distruggere! ;D ;D ;D
io proporrei (a chi ne abbia voglia, ovviamente) di mettere una propria poesia qui, per sottoporla a critica.
a me, quando faccio una critica poetica, piace anche conoscerne l'autore...
é un gioco, e nessuno se la deve prendere ...
ci state?
io proporrei (a chi ne abbia voglia, ovviamente) di mettere una propria poesia qui, per sottoporla a critica.La sezione commenti è fatta apposta! Potete aprire anche un nuovo topic per ogni poesia Sarebbe preferibile però che ogni autore presentasse l'opera di un altro autore per farla conoscere a tutti e dargli un'altra vetrina.
a me, quando faccio una critica poetica, piace anche conoscerne l'autore...
é un gioco, e nessuno se la deve prendere ...
ci state?
La sezione commenti è fatta apposta! Potete aprire anche un nuovo topic per ogni poesia Sarebbe preferibile però che ogni autore presentasse l'opera di un altro autore per farla conoscere a tutti e dargli un'altra vetrina.
Si Marina, lo sapevo già ma...dato il topic (ed il consiglio dell'amico Salvatore) ho proposto questa mia...non è obbligatorio commentarla o criticarla... ;)
Ottimo topic, mi riservo di intervenire quanto prima in maniera più articolata perchè tanti interventi meritano soddisfazione.
Nel frattempo volevo invitare chi ha intenzione di sottoporre un testo ad una critica di aprire un nuovo post per due motivi;
il primo è che altrimenti questo post diventerebbe chilometrico, il secondo perchè mi sembra giusto che ognuno abbia il proprio spazio in cui sottoporre le proprie osservazioni e poi anche per un senso di correttezza verso chi apre il post che dovrebbe sorbirsi 3000 risposte.
Un saluto a tutti
forse volevi dire " aprire un nuovo topic"....
" Non riesco ad assaporarla"... Ho scritto che è una questione di gusto personale che va al di là dell'incipit di grande rilevanza.
Credo che ognuno possa avere dei gusti personali.
Non mi sento di dover prendere delle raccomandazioni, quando in passato ne ho suggerite tante come questa.
Conte la stimo molto per la sua competenza, e la stimo come scrittore, mi rimase impresso per l'unico commento che mi fece tempo fa. Oh finalmente qualcuno che scrive poesia... Cerco di farlo Conte con umiltà, ma certi atteggiamenti scritti non mi piacciono.
La sincerità si paga?
Un caro saluto a tutti![/color]
Francamente non ho capito. Non critico i gusti, chiedevo (chiedo) solo di esplicitare il senso del commento unicamente perchè vorrei farlo mio e capire i miei limiti nel non riuscire ad essere più "incisivo".
Non ricordo il commento che feci, a dimostrazione del fatto che non leggo mai l'autore del testo ma unicamente il testo del quale mi accingo a proporre una critica.
Per quanto riguarda il mio invito, non era certo rivolto a limitare la libertà di espressione o di pensieroi, esprimevo solo una perplessità sulla opportunità di mettere sempre i puntini sulle H. ;D
(Certo che detto da me fa un certo effetto :o)
Un'ottima iniziativa Conte....finalmente un topic dove si è parlato civilmente solo di poesia, senza insulti, screzi, incomprensioni, cattiverie gratuite....
Dovrebbero essere tutti così i topic, spero che sia l'inizio di un nuovo corso... :)
Francamente non ho capito. Non critico i gusti, chiedevo (chiedo) solo di esplicitare il senso del commento unicamente perchè vorrei farlo mio e capire i miei limiti nel non riuscire ad essere più "incisivo".
Non ricordo il commento che feci, a dimostrazione del fatto che non leggo mai l'autore del testo ma unicamente il testo del quale mi accingo a proporre una critica.
Per quanto riguarda il mio invito, non era certo rivolto a limitare la libertà di espressione o di pensieroi, esprimevo solo una perplessità sulla opportunità di mettere sempre i puntini sulle H. ;D
(Certo che detto da me fa un certo effetto :o)
questo è il punto... lo stile, il modo di scrivere, insomma la conoscenza dell'autore non aggiunge e non toglie, secondo me, nulla all'interpretazione del testo... non fa "arrivare più in profondità", anzi aggiungendo ciò che è extratestuale lieviterebbe l'esegesi che risulterebbe ridondante rispetto al nudo e crudo testo... che l'autore da bambino abbia avuto la varicella può interessare un biografo non un critico letterario... :)..concordo appieno... anzi.. quando i commenti coinvolgono opinioni sulle motivazioni del testo..sulla personalità dell'autore..che vanno oltre una pura sensazione.. li trovo fastidiosi...
..concordo appieno... anzi.. quando i commenti coinvolgono opinioni sulle motivazioni del testo..sulla personalità dell'autore..che vanno oltre una pura sensazione.. li trovo fastidiosi...
questo è il punto... lo stile, il modo di scrivere, insomma la conoscenza dell'autore non aggiunge e non toglie, secondo me, nulla all'interpretazione del testo... non fa "arrivare più in profondità", anzi aggiungendo ciò che è extratestuale lieviterebbe l'esegesi che risulterebbe ridondante rispetto al nudo e crudo testo... che l'autore da bambino abbia avuto la varicella può interessare un biografo non un critico letterario... :)
Non sono d'accordo, conoscere l'autore significa capire chi scrive quel testo e perchè, scrivere poesie non è solo un esercizio di scrittura, è qualcosa di più a mio modesto avviso. Io leggo spesso autori che non sono tra i miei preferiti e trovo spesso poesie valide, attraverso le quali m'immergo nel loro mondo e cerco di capirne il significato che va al di là della forma scritta...per me invece.. è la differenza tra poesia e diario.. o social network...
Un caro saluto a tutti
esatto, inutili rispetto al testo, che una volta fuoriuscito dalla testa dell'autore, come sono i figli, diventano autonomi, vanno da soli per il mondo a relazionarsi con "altri"... la parola una volta che ci esce di bocca, è pubblica... ciao :)
Cori... Non ho ben compreso la questione extratestuale che lievita l'esegesi e che poi risulterebbe ridondante rispetto al testo. E la varicella?
Scusami ma non ho capito.
Un caro saluto Cori
come dice cori.. se si valuta un testo in base alla conoscenza di chi l'ha scritto.. l'analisi critica verrebbe falsata da considerazioni inutili.....mi sembra che ognuno abbia espresso il proprio parere corredato da un 'per me'..'a mia opinione'... perciò mi pare salvaguaradata la libertà di pensiero.. e trovo ridondante questo tuo continuare a sottolinearlo...
Chi è che può valutare se siano inutili... Continuo a non capire.
Credo che ognuno su questo tema possa pensarla come crede, sempre nel rispetto dell'altrui pensiero o considerazione.
questo è il punto... lo stile, il modo di scrivere, insomma la conoscenza dell'autore non aggiunge e non toglie, secondo me, nulla all'interpretazione del testo... non fa "arrivare più in profondità", anzi aggiungendo ciò che è extratestuale lieviterebbe l'esegesi che risulterebbe ridondante rispetto al nudo e crudo testo... che l'autore da bambino abbia avuto la varicella può interessare un biografo non un critico letterario... :)
..per me invece.. è la differenza tra poesia e diario.. o social network...
un testo deve trasmettere solo attraverso sè stesso.. e non necessariamente emozioni reali e appartenenti all'autore.. c'è chi di sè non parla mai.. e scrive poesie bellissime.. non è il mio caso...nei miei testi c'è molto di me.. ma spesso.. un molto esasperato.. o sminuito.. o rielaborato..o nascosto.. e se lo scritto dovesse avere un qualche valore non è certamente quello delle intenzioni..
per discutere di me..quando e se ne ho voglia.. uso mezzi diretti...
e quando leggo testi di amiche o amici.. lo faccio cercando di guardarli come se non li conoscessi...
non a caso.. qualsiasi concorso giudica i testi in anonimato..
come dice cori.. se si valuta un testo in base alla conoscenza di chi l'ha scritto.. l'analisi critica verrebbe falsata da considerazioni inutili...
esatto, inutili rispetto al testo, che una volta fuoriuscito dalla testa dell'autore, come sono i figli, diventano autonomi, vanno da soli per il mondo a relazionarsi con "altri"... la parola una volta che ci esce di bocca, è pubblica... ciao :)
ma io non parlo della conoscenza fisica (se è mio amico, oppure no), ma parlo della conoscenza intellettuale. devo sapere se la poesia l'ha scritta un semianalfabeta, o uno che ha passato la vita a studiare le opere dei maggiori poeti ...
e non è la stessa cosa. perchè la poesia non si inventa.
avete mai letto, sui libri di letteratura, di grandi poeti semianalfabeti?
io no.
e su quei libri ci ho trascorso parecchi anni...
..beh salvatore.. come tu dici.. la poesia non si inventa.. perciò credo che la cultura dell'autore di un testo.. si evinca dal testo stesso..
però.. se per assurdo un semi analfabeta scrivesse per caso un capolvoro.. non credo avrebbe meno valore a causa della sua mancanza di cultura..ed anzi il giudicare l'opera in base a ciò che egli è non sarebbe equo.. perchè sicuramente si troverebbe modo di sminuirne il valore...
un semianalfabeta non può produrre capolavori, a meno che egli non sia un genio...ho fatto un esempio per assurdo.. per spiegarti il mio pensiero...
e di geni ce ne sono pochissimi al mondo ( e solo proprio loro che hanno fame di cultura).
un genio non rimarrà mai analfabeta, a meno che non viva nella foresta amazzonica.
..ho fatto un esempio per assurdo.. per spiegarti il mio pensiero...
ma comunque continuo a rimanere dell'opinione che non abbia peso la personalità o la vita dell'autore per valutarne un testo... anzi.. a volte può configurarsi come una discriminante..
come non ricordare ad esempio Aurore Dupin che scriveva con lo pseudonimo di Geoge Sand per sfuggire ai pregiudizi sulle capacità artistiche delle donne...
..ok salvatore... ho fatto un esempio qualsiasi per esprimere un concetto...
anzi.. due.. che non reputi attinenti..
ma ti dovrebbe bastare il diverso trattamento dei testi nelle poesie a tema.. (quando chi gioca lo fa onestamente).. per renderti conto di quanto il conoscere l'autore faccia la differenza...
a ognuno rimane la propria opinione...
quello che tu dici si riferisce al sito. non è un discorso che si possa dire generale.oppure il contrario...
è chiaro che se ci sono pregiudizi verso alcuni autori, si tenderà a commentarli negativamente.
ma, in questo caso, chi fa critica, o commenta, non è una persona obiettiva.
e quindi, non fa testo.
oppure il contrario...
non i pregiudizi.. ma l'eccesso di complimenti...
per me.. ho detto tutto quel che dovevo dire.....
..ok salvatore... ho fatto un esempio qualsiasi per esprimere un concetto...Io preferisco non conoscere l'autore. Poaao travisare o voler vedere qualcosa che penso di lui o del suo modo di scrivere.
anzi.. due.. che non reputi attinenti..
ma ti dovrebbe bastare il diverso trattamento dei testi nelle poesie a tema.. (quando chi gioca lo fa onestamente).. per renderti conto di quanto il conoscere l'autore faccia la differenza...
a ognuno rimane la propria opinione...
Io preferisco non conoscere l'autore. Poaao travisare o voler vedere qualcosa che penso di lui o del suo modo di scrivere.
Nel caso del Conte, avevo intuito che la poesia potesse essere sua, ma solo per lo stile, ma spesso magari leggo un testo e posso non rendermi conto che capisco di quello che parla perché conosco la poetica, quindi dò una interpretazione falsata: magari quella poesia non si capisce proprio perché è scritta male e non me ne accorgo!