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Discussioni in corso => Discussioni generali => Topic aperto da: Paolo Ursaia - Venerdì 26 Dicembre 2008, 00:51:58
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Mi ha colpito un interrogativo di Marina...e mi chiedo. La storia della scienza è uno sterminato cimitero di incrollabili convinzioni, difese fanaticamente dagli scienziati che le professavano nel corso dei secoli, fino a quando l'evidenza nuova, dopo mille battaglie, si imponeva....
Quello che è vero ed indiscutibile oggi, non lo sarà tra un secolo. Eppure, vediamo ironici e sorridenti scienziati che, beffardamente, negano la possibilità che qualcosa vada...oltre.
Il mio quesito è...quanto il metodo scientifico sfugge dalle convinzioni personali dello scienziato, per divenire oggettivo? Insomma...quanto la scienza tende a chiudersi nelle torri d'avorio e nega quello che non comprende, invece che cercare di comprenderlo?
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Bella domanda...la scienza è fatta di fatti, esperienze....uomini. E questa è la componente debole. L'uomo è per natura partigiani di qualcosa, di qualcuno...e questo è un guaio. Mi ricordo di aver visto un programma televisivo su Tesla....Edison gli mise i bastoni tra le ruote, pur riconoscendone il genio, per motivi economici, e per gelosia....
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Mi ha colpito un interrogativo di Marina...e mi chiedo. La storia della scienza è uno sterminato cimitero di incrollabili convinzioni, difese fanaticamente dagli scienziati che le professavano nel corso dei secoli, fino a quando l'evidenza nuova, dopo mille battaglie, si imponeva....
Quello che è vero ed indiscutibile oggi, non lo sarà tra un secolo. Eppure, vediamo ironici e sorridenti scienziati che, beffardamente, negano la possibilità che qualcosa vada...oltre.
Il mio quesito è...quanto il metodo scientifico sfugge dalle convinzioni personali dello scienziato, per divenire oggettivo? Insomma...quanto la scienza tende a chiudersi nelle torri d'avorio e nega quello che non comprende, invece che cercare di comprenderlo?
La questione della creazione dell'universo è sintomatica e può essere presa ad esempio.
E' opinione comune che le leggi che regolano la "perfezione" dei cicli e le altre infinite caratteristiche micro/macro universali scoperte e catalogate dagli studiosi siano in conflitto con quelle dogmatiche e "indecifrabili" di Dio.
E' un fatto che moltissimi scienziati si scontrino con quelli che loro chiamano i "paradossi" dell'esistenza di un Creatore.
L'obbiettività e il pregiudizio diventano gli opposti per interesse o per paura...
Poi arriva un eminente personaggio di scienza, Antonino Zichichi, che dopo una attento e personale studio a 360 gradi sulla sua materia arriva a dire che "non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o negare l'esistenza di Dio".
Ritengo che il vero problema sia l'ampiezza di pensiero e il suo sviluppo, anteposto alla chiusura di comodo.
E non è una questione di intelligenza ma solo di interessi. Come al solito...
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La questione della creazione dell'universo è sintomatica e può essere presa ad esempio.
Poi arriva un eminente personaggio di scienza, Antonino Zichichi, che dopo una attento e personale studio a 360 gradi sulla sua materia arriva a dire che "non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o negare l'esistenza di Dio".
Ritengo che il vero problema sia l'ampiezza di pensiero e il suo sviluppo, anteposto alla chiusura di comodo.
E non è una questione di intelligenza ma solo di interessi. Come al solito...
Grande Alessio..hai centrato il problema. Tornando a Zichichi, cosa è successo dopo questa sua affermazione? Per alcuni è diventato un idiota....ad esempio, penso che tale sia il giudizio di Margherita Hack, atrofisica atea...per altri è diventato un idolo....Viceversa, secoli orsono, per Galileo.
Insomma...atei, cattolici, marxisti, capitalisti, materialisti....il rischio è comune per tutti: quello di anteporre il preconcetto, la convenienza, alla realtà.
Conseguenza? Che il metodo scientifico va a farsi benedire...anteponendo il mantenimento del noto, dello status quo alla scoperta dell'ignoto.
Faccio un esempio nel mio campo...la medicina....E' di questi giorni una pubblicazione scientifica, un "case report" di un paziente completamente cieco che, tuttavia, percepisce perfettamene le espressioni della persona che ha di fronte....e, cosa ben strana, è in grado di muoversi perfettamente in ambienti sconosciuti evitando gli ostacoli ed usando le cose che incontra come se le vedesse.
L'articolo parla esplicitamente di "sesto senso"....Bene, sembrerebbe un caso di notevole apertura mentale....ma se vai a leggere tra le righe, tale case report segue mesi di studio, durante i quali quello che si cercava non era il "come" potesse succedere una cosa del genere. Bensì in quale maniera il soggetto truffasse. La ricerca non era diretta a capire. Ma a demolire, partendo dall'assunto che il tutto fosse un inganno. Insomma, si dava per scontato che ogni cosa sulle facoltà umane, e parlo di fisico, non metafisico, sia già noto.
E che razza di metodo é?? Se effettuo una ricerca seria, senza preconcetti, scoprirò ugualmente un eventuale inganno, od un errore, se c'è. Ma se parto dal presupposto che no posso trovare niente di nuovo, se non inganni....
In questo caso, i medici , loro malgrado, hanno avuto onestà mentale per proseguire. Ma chissà quante ricerce si sono arenate sui pregiudizii....
E questo in tutti i campi...
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...E' vero. Mi ha sempre affascinata la figura di Einstein...leggendo quello che è stata la sua vita, si nota che l'accusa di cui veniva fatto bersaglio era, prima che le sue teorie venissero accettate, che tali teorie erano inverificabili, totalmente fuori dalla fisica classica...e quindi, pura invenzione. Ora sono tate sperimentate. Ed in alcuni campi, addirittura superate.
Ma l'atteggiamento autodifensivo della scienza è spesso sempre quello. A volte sento delle teorie così astruse per spiegare fenomeni inspiegabili con le normali conoscenze...che sembrano arrampicate sugli specchi. E, di sottofondo, sempre quell'atteggiamento obliquo, come a dire..."c'è l'inganno...".
Insomma...pur di non supporre, pur di non fare una ricerca che potrebbe dimostrare che forse c'è qualcosa di diverso da scoprire....meglio negare, negare, negare.
E quando procede la scienza? Come dice giustamente Paolo, con una ricerca seria l'inganno viene ugualmente fuori. Ma c'è il rischio che si debba anche cambiare qualche idea...
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"La preoccupazione dell'uomo e del suo destino devono sempre costituire l'interesse principale di tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi ed alle vostre equazioni."
Albert Einstein.
Altro che Margherita Hack.
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wow
x file...na na na na na naaa...
tutto vero quello che dite...tutto vero!
La negatività maggiore che l'uomo si porta dentro radicata nell'anima è la cocciutaggine!
Ma perché non essere più elastici nel pensiero e fossilizzarsi su quello che si vuol credere o su quello che fa comodo credere?
Lo stesso discorso vale per gli "extraterrestri"!...tanto per allargarmi...
Perché continuare a credere che "loro" non possano esistere?
Vorrebbe un po' dire che Dio ha creato solo noi? e cioè, sia stato così limitato da dare vita al solo "genere umano" ... tra l'altro così disumano?
Non posso crederci!
a voi la parola...
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"La preoccupazione dell'uomo e del suo destino devono sempre costituire l'interesse principale di tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi ed alle vostre equazioni."
Albert Einstein.
Altro che Margherita Hack.
Grande Fallin...e grande Einstein!
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Lo stesso discorso vale per gli "extraterrestri"!...tanto per allargarmi...
Perché continuare a credere che "loro" non possano esistere?
Vorrebbe un po' dire che Dio ha creato solo noi? e cioè, sia stato così limitato da dare vita al solo "genere umano" ... tra l'altro così disumano?
Discorso complesso....su cui ho una certa cultura...
In primis...non è del tutto esatto che non ci credano...In genere, la stragrande maggioranza degli scienziati ti dice che sì, è probabile che ci siano...ma, date le distanze, non possono arrivare a noi...Sottile distinguo....che parte sempre dal solito problemino...perchè supporre che non esistano sistemi diversi e più veloci di quelli attualmente in nostro possesso per viaggiare?
Dal punto di vista teorico, sono decenni che si suppone esistano particelle che viaggiano più velocemente della luce...ed è dell'estate di qualche anno orsono che tali particelle sono state fsicamente identificate al CERN di Ginevra...e questo manda in pensione buona parte della fisica quantistica, ed Einstein stesso...
Ma a parte questo...l'altrove da cui provengono potrebbe essere anche dimensionale (dimensione parallela), o temporale....follia? Pensiamo a 200 anni orsono...come vi avrebbero guardato se avreste affermato che si poteva
mettere piede sulla luna...e che le immagini si potevano mandare a distanza...e accennando 50 anni orsono alla cottura dei cibi...agitando le loro molecole?
In effetti, per spiegare alcuni fenomeni di fisica sub atomica, notizia di un paio di mesi orsono, gli scienziati sono stati costretti ad ammettere che la stessa particella....possa essere CONTEMPORANEAMENTE PRESENTE
IN DUE PUNTI DIVERSI DELLO SPAZIO...lascio a voi le conseguenze di questo fatto...
Ma il problema del COVER UP è fondamentalmente uno....cosa comporterebbe, secondo voi, ammettere che sì, ci sono...e magari sono in mezzo a noi...? Mi fermo...se interessa, ne parliamo...ma è un argomento enorme, investendo antropologia, filosofia, religione.etc etc...
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Paolo, che bel quesito impegnativo!
Il metodo scientifico si basa sulla verifica sperimentale. In pratica una teoria scientifica è un modello, possibilmente matematico, in grado di descrivere la realtà (quindi anche di prevederla). I risultati di una teoria scientifica devono superare la prova della verifica sperimentale, una tale verifica non è mai conclusa definitivamente. La teoria può essere ritenuta valida solo relativamente al campo dei fenomeni per cui è stata verificata.
Così, ad esempio, la fisica newtoniana, valida nel campo dell’esperienza comune, si è rivelata inadeguata per lo studio dei fenomeni elettromagnetici ed è stata sostituita dalla teoria della relatività, la quale ha superato la verifica sperimentale: le sue previsioni si sono rivelate esatte nel “macrocosmo”. Ma nel campo dello studio dell’atomo e delle particelle subatomiche la rivoluzione delle teorie fisiche è stata ancora più sconcertante: la fisica quantistica ha dovuto rinunciare al determinismo nella descrizione e nella previsione dei fenomeni di cui si occupa a favore della probabilità.
Di fronte al crollo di un tale caposaldo scientifico, persino una mente geniale ed aperta come Einstein ebbe un moto di rifiuto: “Dio non gioca a dadi!”. La tendenza al dogmatismo è tanto connaturata all’uomo quanto lo è la curiosità ed il desiderio di conoscere cose nuove.
Il principio di indeterminazione di Heisenberg imputa l’impossibilità del determinismo alla necessità di eseguire misure, alla necessità, cioè, di un’interazione tra il fenomeno da conoscere ed il soggetto conoscente, così la realtà in sé potrebbe anche comportarsi deterministicamente, ma niente si può dire in proposito; di sicuro però non si può dire che la conoscenza non sia, in un certo senso, soggettiva.
Allora il metodo scientifico è oggettivo o soggettivo? Io direi che è “sperimentale”: le sue conclusioni devono essere verificate dall’esperienza.
E l’esperienza è oggettiva o soggettiva? Ma questo è un problema filosofico! Ecco perché la scienza non può bastare a sé stessa: ci deve essere dietro una visione del mondo.
Secondo me l’esperienza è eminentemente soggettiva, eppure, perché sia possibile la scienza, un principio unificatore deve esserci.
Ma qui il discorso si farebbe assai complesso… per cui la pianto!
;D
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Caro Paolo,
questo è un argomento da leccarsi i baffi, per me. Mi limiterò nella mia risposta, perché non vorrei che questo argomento di discussione fosse chiuso per causa mia. Se lo avessi aperto io non me ne fregherebbe di meno, ma visto che lo hai aperto tu, la cosa mi dispiacerebbe.
Molti uomini di scienza dicono che i loro principi sono incrollabili finché non si dimostra il contrario. Sono sempre loro stessi ad andare "oltre", a cercare nell'oscurità. Quelli arroccati nelle loro torri di avorio, molte volte, difendono interessi economici, ne ho le prove. Non tutti gli scienziati sono uguali, molti sono anche filosofi, o anche alchimisti, sempre alla ricerca della coniugazione tra spirito e materia.
Credo che in tutti gli argomenti bisogna cercare di scoprire ogni faccia del poliedro della verità, come ad esempio sul caso Amero, vero Paolo? ;)
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Caro Phersu....parla pure con tranquillità...l'amero? Una delle più grosse bufale: sia nel caso si tratti di un'idea vera....sia nel caso si tratti di una balla...Usa,Canada e Messico con una moneta sola....già è difficile per Usa e Canada...
Caro Stefano...il discorso è molto complesso....in ogni caso, la distanza tra mondo ideale e pratica....è enorme.
Nei prossimi giorni sarò parecchio lontano..continuate voi....è una bella chiacchierata
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Caro Phersu....parla pure con tranquillità...l'amero? Una delle più grosse bufale: sia nel caso si tratti di un'idea vera....sia nel caso si tratti di una balla...Usa,Canada e Messico con una moneta sola....già è difficile per Usa e Canada...
Caro Stefano...il discorso è molto complesso....in ogni caso, la distanza tra mondo ideale e pratica....è enorme.
Nei prossimi giorni sarò parecchio lontano..continuate voi....è una bella chiacchierata
Bufala l'Amero? Non penso... ma andrei fuori tema.
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Beh, per farti un esempio di scienza "interessata", potrei citarti la bufala (questa si) del virus H5N1, conosciuto come "influenza aviria": molti scienziati ci hanno marciato, facendo spendere ai governi milioni di euro in vaccini perfettamente inutili, nascondendoci che tale influenza è si pericolosa, anzi pericolosissima, ma non a breve, in quanto l'amico virus ha bisogno di un certo tempo e di particolari caratteristiche per mutare, che non spiego visto che parlo già con un medico. Poi ci sono stati scienziati ch hanno gettato acqua sul fuoco della paventata pandemia, quindi come vedi anche il mondo scientifico è tutt'altro che uniforme al suo interno.
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Mi ha colpito un interrogativo di Marina...e mi chiedo. La storia della scienza è uno sterminato cimitero di incrollabili convinzioni, difese fanaticamente dagli scienziati che le professavano nel corso dei secoli, fino a quando l'evidenza nuova, dopo mille battaglie, si imponeva....
Quello che è vero ed indiscutibile oggi, non lo sarà tra un secolo. Eppure, vediamo ironici e sorridenti scienziati che, beffardamente, negano la possibilità che qualcosa vada...oltre.
Il mio quesito è...quanto il metodo scientifico sfugge dalle convinzioni personali dello scienziato, per divenire oggettivo? Insomma...quanto la scienza tende a chiudersi nelle torri d'avorio e nega quello che non comprende, invece che cercare di comprenderlo?
Leggendo su vari giornali e siti, si capisce come gli scienziati oggi abbiamo capito come loro stessi sono partecipi
agli avvenimenti che accadono negli esperimenti.
Visto che tu Paolo te ne intendi, e io quando sento "archeologia" e "astronomia" mi inchino subito :D
perchè amo queste materie, nella meccanica quantistica colui che assiste al fenomeno ne diventa partecipe
e quindi è oggetto stesso di ciò che avviene nello spazio, o a livello microscopico.
Prima c'erano scienziati convinti ( ad esempio a sostener tesi che non crollassero ) ma oggi ce ne sono così tanti,
e la mentalità è tanto diversa che nessuna ipotesi è non plausibile.
Per citare una notizia gli scienziati hanno ipotizzato che la Terra possa essere al centro di una "bolla"
e quindi aver all' esterno l'universo e altro spazio; questa ipotesi discende dall' impossibilità
da loro di attribuire l'espansione dell' universo solo alla materia oscura ed energia oscura.
Scienziati di larghe vedute finalmente!! ;D
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Beh, per farti un esempio di scienza "interessata", potrei citarti la bufala (questa si) del virus H5N1, conosciuto come "influenza aviria": molti scienziati ci hanno marciato, facendo spendere ai governi milioni di euro in vaccini perfettamente inutili, nascondendoci che tale influenza è si pericolosa, anzi pericolosissima, ma non a breve, in quanto l'amico virus ha bisogno di un certo tempo e di particolari caratteristiche per mutare, che non spiego visto che parlo già con un medico. Poi ci sono stati scienziati ch hanno gettato acqua sul fuoco della paventata pandemia, quindi come vedi anche il mondo scientifico è tutt'altro che uniforme al suo interno.
Concordo....di più...la banale vaccinazione annuale per l'influenza...E' evidente l'utilità per le persone a rischio....e su questo non ci piove. MA....ogni anno la TV bombarda allarmisticamente, dicendoci che l'influenza in arrivo sarà terribile, una vera pandemia....VACCINATEVI!....poi....normale epidemia, non troppo grave nelle sue manifestazioni. A forza di gridare al lupo al lupo....
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Leggendo su vari giornali e siti, si capisce come gli scienziati oggi abbiamo capito come loro stessi sono partecipi
agli avvenimenti che accadono negli esperimenti.
Visto che tu Paolo te ne intendi, e io quando sento "archeologia" e "astronomia" mi inchino subito :D
perchè amo queste materie, nella meccanica quantistica colui che assiste al fenomeno ne diventa partecipe
e quindi è oggetto stesso di ciò che avviene nello spazio, o a livello microscopico.
Prima c'erano scienziati convinti ( ad esempio a sostener tesi che non crollassero ) ma oggi ce ne sono così tanti,
e la mentalità è tanto diversa che nessuna ipotesi è non plausibile.
Per citare una notizia gli scienziati hanno ipotizzato che la Terra possa essere al centro di una "bolla"
e quindi aver all' esterno l'universo e altro spazio; questa ipotesi discende dall' impossibilità
da loro di attribuire l'espansione dell' universo solo alla materia oscura ed energia oscura.
Scienziati di larghe vedute finalmente!! ;D
Caro Sid...è vero...le vedute si allargano. All'orizzonte, la "scienza spettacolo?" Ci mancherebbe solo quello... ;)
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Ma il problema del COVER UP è fondamentalmente uno....cosa comporterebbe, secondo voi, ammettere che sì, ci sono...e magari sono in mezzo a noi...?
sicuramente il panico ma...
se dovessi dirti che ci sono sempre stati...?
Paoletto quanto chiacchieri...ma non ti spegni mai?
E la notte?...parli pure quando dormi?
"Nei prossimi giorni sarò parecchio lontano..continuate voi....è una bella chiacchierata..."...questo pezzo è di paolo!
vedi?
pk non vuoi ammettere che sono venuti a prenderti?
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Ma il problema del COVER UP è fondamentalmente uno....cosa comporterebbe, secondo voi, ammettere che sì, ci sono...e magari sono in mezzo a noi...?
sicuramente il panico ma...
se dovessi dirti che ci sono sempre stati...?
Paoletto quanto chiacchieri...ma non ti spegni mai?
E la notte?...parli pure quando dormi?
"Nei prossimi giorni sarò parecchio lontano..continuate voi....è una bella chiacchierata..."...questo pezzo è di paolo!
vedi?
pk non vuoi ammettere che sono venuti a prenderti?
;D ;D ....Abduction...!?
E' vero...degli argomenti che mi interessano, parlo...ed in maniera documentata. Per vedere se qualcuno ha qualcosa da dirmi che non so. E quello è un momento meraviglioso...
In genere, quando si affrontano argomenti che hanno qualcosa a che spartire con la cultura, la scienza...insomma, quando esci da quei due-tre argomenti quotidiani di cui si parla (poco e male) col pilota automatico....finisce che ti trovi davanti una serie di volti con la stessa stupita intensa intelligente espressione delle mucche al pascolo... ;D ;D
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Il mio quesito è...quanto il metodo scientifico sfugge dalle convinzioni personali dello scienziato, per divenire oggettivo? Insomma...quanto la scienza tende a chiudersi nelle torri d'avorio e nega quello che non comprende, invece che cercare di comprenderlo?
Caro Paolo non ho letto tutto il topic, ma la ua domana iniziale.. grazie per avermi dato della fanatica :P...siamo nel mio argomento, studio scienze ambientali e studiamo anche i metodi di studio scientifichi, ti posso dire che esiste oggi due tipi di metodi che è poi uno quello ipotetico deduttivo, che si divende in una scelta random o fissa, che vuol dire? proprio quello che tu hai detto la scelta random è lo studio di una area radom e dei suoi componeti scelti in modo casuale, con l'ausilio di un pc, mentre quella fissa e diciamo più soggettiva, perchè è il cosiddetto studioso che va a scegliere le parti da studiare. Tutto può essere compreso se solo si viene chiesto, questo è quello che gli scienziati pensano, facendosi domende, cioè ipotesi, e cercare di vedere se è vera lipotesi o se è falsa, se è falsa sarà quindi verà l'ipotesi nulla, cioè l'opposto dell'ipotes, spero sia chiaro... ma so anche secondo il mio punto di vista che la scienza dovrebbe autare la natura a fare il suo cporso e non comprommetterla. Chi ti dice che tende a chiudersi alle sue ipotesi, oggi con gli strmenti che si hanno c'è gente che ppassa l'intera vita a studiare cose nuove.
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...finisce che ti trovi davanti una serie di volti con la stessa stupita intensa intelligente espressione delle mucche al pascolo...
ahahah...cioè vuoi dire quell'espressione tipo MUUUUUUUUUUUU, con la testa che ciondola al bivacco e il ciuffetto d'erba in bocca...ossia da ebete?
ahahah...vero!
sei terribile!
si, si, mi assumo io la responsabilità, l'ho detto io! però qualche mucca, se osservi bene, ha anche l'espressione da punto interrogativo, quindi forse vuole saperne di più!
Personalmente trovo molto interessanti questi argomenti "diversi" anche pk bisogna un po' evadere dal "solito" e devo dire che servono, dove non si ha una ferrata conoscenza, a mettere la voglia di cercare, curiosare, informarsi...arricchendo così 'sto benedetto "sapere"!
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Caro Paolo non ho letto tutto il topic, ma la ua domana iniziale.. grazie per avermi dato della fanatica :P...siamo nel mio argomento, studio scienze ambientali e studiamo anche i metodi di studio scientifichi, ti posso dire che esiste oggi due tipi di metodi che è poi uno quello ipotetico deduttivo, che si divende in una scelta random o fissa, che vuol dire? proprio quello che tu hai detto la scelta random è lo studio di una area radom e dei suoi componeti scelti in modo casuale, con l'ausilio di un pc, mentre quella fissa e diciamo più soggettiva, perchè è il cosiddetto studioso che va a scegliere le parti da studiare. Tutto può essere compreso se solo si viene chiesto, questo è quello che gli scienziati pensano, facendosi domende, cioè ipotesi, e cercare di vedere se è vera lipotesi o se è falsa, se è falsa sarà quindi verà l'ipotesi nulla, cioè l'opposto dell'ipotes, spero sia chiaro... ma so anche secondo il mio punto di vista che la scienza dovrebbe autare la natura a fare il suo cporso e non comprommetterla. Chi ti dice che tende a chiudersi alle sue ipotesi, oggi con gli strmenti che si hanno c'è gente che ppassa l'intera vita a studiare cose nuove.
Cara Anfra...mai pensato i darti della fanatica... ;)
Il mio quesito non è sul metodo scientifico...ma su quello che ne fanno gli uomini che sono gli scienziati...nella storia, da Galileo in poi, la ricerca è stata influenzata non tanto dal metodo, quanto dalle convizioni religiose, politiche, filosofiche...dai preconcetti, insomma. Grazie Dio, non è sempre così...ma, partendo dal mio campo, la medicina, vedo che le ricerche vengono scelte e valutate molto spesso non in base a criteri oggettivi, ma estremamente soggettivi...questo è il mio dubbio. Quante cose abbiamo perso o non valutato solo perchè andavano contro l'opinione corrente...?
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:P...siamo nel mio argomento, studio scienze ambientali e studiamo anche i metodi di studio scientifichi, ti posso dire che esiste oggi due tipi di metodi che è poi uno quello ipotetico deduttivo, che si divende in una scelta random o fissa, che vuol dire? proprio quello che tu hai detto la scelta random è lo studio di una area radom e dei suoi componeti scelti in modo casuale, con l'ausilio di un pc, mentre quella fissa e diciamo più soggettiva, perchè è il cosiddetto studioso che va a scegliere le parti da studiare. Tutto può essere compreso se solo si viene chiesto, questo è quello che gli scienziati pensano, facendosi domende, cioè ipotesi, e cercare di vedere se è vera lipotesi o se è falsa, se è falsa sarà quindi verà l'ipotesi nulla, cioè l'opposto dell'ipotes, spero sia chiaro... ma so anche secondo il mio punto di vista che la scienza dovrebbe autare la natura a fare il suo cporso e non comprommetterla. Chi ti dice che tende a chiudersi alle sue ipotesi, oggi con gli strmenti che si hanno c'è gente che ppassa l'intera vita a studiare cose nuove.
in statistica il vero e falso di qualsiasi affermazione è dato sempre in rapporto alla probabilità che sia, anche in tantissimi test psicologici ecc... Ovvero, se io presuppongo che A sia nero, non ho mai 100 riscontri di nero, magari posso dire che è nero al 99 per cento, ma nello stesso tempo asserendo che A è nero, io stò dicendo una bugia nell'1 per cento dei casi. questo è dato dalla capacità dei mezzi che ho a disposizione per vedere i colori, dalla esattezza delle misurazioni dei mezzi utilizzati. Spesso le risposte sono semplicemente "è vero nel tot per cento dei casi" "l'elettrone ha il tot per cento di probabilità di essere in questa orbita"... ecc... Siamo così limitati!
Conclusioni: abbiamo degli strumenti inadatti a studiare (percepire). O quanto meno degli strumenti limitati. Non sarebbe ora almeno, di pensare che i limiti delle nostre convinzioni andrebbero quanto meno esclusi il più possibile?
E tenete conto che la prima raccomandazione in ogni ricerca che presuppone un quesito iniziale, si raccomanda sempre di essere il più obiettivi possibili, ma vi sono tantissime ricerche che apparentemente sono correttissime che si contraddicono. In tutti i campi.
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Cara Anfra...mai pensato i darti della fanatica... ;)
Il mio quesito non è sul metodo scientifico...ma su quello che ne fanno gli uomini che sono gli scienziati...nella storia, da Galileo in poi, la ricerca è stata influenzata non tanto dal metodo, quanto dalle convizioni religiose, politiche, filosofiche...dai preconcetti, insomma. Grazie Dio, non è sempre così...ma, partendo dal mio campo, la medicina, vedo che le ricerche vengono scelte e valutate molto spesso non in base a criteri oggettivi, ma estremamente soggettivi...questo è il mio dubbio. Quante cose abbiamo perso o non valutato solo perchè andavano contro l'opinione corrente...?
Sicuramente sono tante le cose che abbiamo perso, ma penso che forse sia stato meglio così, io da credente dico che siamo burattini sotto una mano, le nostre scelte che siano soggettive o oggettive vengono sempre portate verso un qualcosa, (fanno una strada invece di un altra) e da studente dico ci sarà pure un perchè, gli scienzieti si chiedono i perchè di tutto, ma chi decide che una persona deve fare un tragitto al posto di un altro? penso che questo si chiami divina provvidenza, destino o altri nomi...
Se l'uomo non avesse scelto in modo soggettivo forse oggi non esisteremmo.
Se l'opinione pubblica ha influito tanto l'uomo, lo continua a fare, saremmo andati contro natura e forse oggi l'uomo non ci sarebbbe ma saremmo dei mezzi robot senza sentimenti, o addirittura cloni di una perfezione inesisente.
Kiss
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Il mio quesito non è sul metodo scientifico...ma su quello che ne fanno gli uomini che sono gli scienziati...nella storia, da Galileo in poi, la ricerca è stata influenzata non tanto dal metodo, quanto dalle convizioni religiose, politiche, filosofiche...dai preconcetti, insomma. Grazie Dio, non è sempre così...ma, partendo dal mio campo, la medicina, vedo che le ricerche vengono scelte e valutate molto spesso non in base a criteri oggettivi, ma estremamente soggettivi...questo è il mio dubbio. Quante cose abbiamo perso o non valutato solo perchè andavano contro l'opinione corrente...?
Ogni attività umana subisce l'influenza di fattori economici, sociali, ideologici, personali, sarebbe utopistico pensare che la ricerca scientifica ne fosse esente. E' un'attività umana e risente di tutto quello che muove e orienta la vita dell'uomo.
Il metodo scientifico, poi, si basa sulla verifica sperimentale, come ho detto. Ma via via che le scienze si fanno meno "esatte" l'interpretazione del dato sperimentale si fa più soggettiva.
Insomma sarebbe veramente ingenuo pensare che la scienza nella sua realtà pratica fosse un'autorità "super partes".
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Mi ha colpito un interrogativo di Marina...e mi chiedo. La storia della scienza è uno sterminato cimitero di incrollabili convinzioni, difese fanaticamente dagli scienziati che le professavano nel corso dei secoli, fino a quando l'evidenza nuova, dopo mille battaglie, si imponeva....
Quello che è vero ed indiscutibile oggi, non lo sarà tra un secolo. Eppure, vediamo ironici e sorridenti scienziati che, beffardamente, negano la possibilità che qualcosa vada...oltre.
Il mio quesito è...quanto il metodo scientifico sfugge dalle convinzioni personali dello scienziato, per divenire oggettivo? Insomma...quanto la scienza tende a chiudersi nelle torri d'avorio e nega quello che non comprende, invece che cercare di comprenderlo?
Mi viene in mente una domanda, secondo te paolo, da medico, che importanza ha la spiritualità nella scienza? Attenzione, non sto parlando di "religioni", quelle sono solo un aspetto secondario e decisamente meno importante nel complesso della nostra interiorità, dello spirito umano. Secondo me scienza e spirito hanno fatto un cammino comune per millenni, restando indissolubilmente legate si può dire dagli albori della civiltà, questo è anche provato da scoperte archeologiche. Per chiarire la mia posizione, porto come esempio i pitagorici che con le loro scale musicali potevano stimolare varie parti del cervello, ma questo succedeva probabilmente anche con le cantilene, sempre su varie scale, proprie della rappresentazione dell'Odissea e di altre opere. Quindi, staccandoci da inutili dogmi religiosi e politiche ecclesiastiche di dubbio gusto, una unione tra spirito e scienza non ci potrebbe portare a traguardi semplicemente inimmaginabili ai nostri giorni?
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Mi viene in mente una domanda, secondo te paolo, da medico, che importanza ha la spiritualità nella scienza? Attenzione, non sto parlando di "religioni", quelle sono solo un aspetto secondario e decisamente meno importante nel complesso della nostra interiorità, dello spirito umano. Secondo me scienza e spirito hanno fatto un cammino comune per millenni, restando indissolubilmente legate si può dire dagli albori della civiltà, questo è anche provato da scoperte archeologiche. Per chiarire la mia posizione, porto come esempio i pitagorici che con le loro scale musicali potevano stimolare varie parti del cervello, ma questo succedeva probabilmente anche con le cantilene, sempre su varie scale, proprie della rappresentazione dell'Odissea e di altre opere. Quindi, staccandoci da inutili dogmi religiosi e politiche ecclesiastiche di dubbio gusto, una unione tra spirito e scienza non ci potrebbe portare a traguardi semplicemente inimmaginabili ai nostri giorni?
Concordo in pieno. Secondo me è appunto questo connubio che si è perso nella nuova era che allontana spesso la scienza. Quello che tu chiami cammino comune tra spirito e scienza, io lo chiamo connubio filosofia-scienza.