Forum degli autori
Laboratorio => Gruppo di lettura => Topic aperto da: Lorenzo De Vanne - Lunedì 1 Ottobre 2007, 18:11:14
-
Notte di maggio
Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini
(Milano 1914-1915)
-------------------------------------------------------------
questa poesia della raccolta Ultime del volume Allegria, che vuole dire ultime del periodo d’avanguardia del poeta, e parte finale proprio di questo periodo, prima cioè della sua maturità poetica.
E già si manifesta la tendenza al linguaggio essenziale
---------------------------------------------------------------
Metrica:un settenario, un quinario, un settenario (schema 7- 5- 7)
-------------------------------------------------------------
Vediamo subito l’economia del linguaggio, quella economia espressiva, qui all’inizio della sua vita creativa che contraddistinguerà la sua poetica.
Ma qui è sbagliato parlare già di ermetismo, perché il margine di incomprensione è dato non tanto dal fondo segreto che la parola rivela, ma è dato dal non detto, dalla mancanza di un legame poetico con la realtà.
Il poeta ad arte decide di celare
In effetti sappiamo che in una notte di maggio i minareti sono illuminati, ma ci sfugge il dato reale, quello che il primario titolo invece dava “Curban Bairam” che in persiano vuole dire “festa del sacrificio”
-
Non a caso ,Lorenzo,hai scelto Ungaretti in questo post,vorrei aggiungere qualche cosa a quello che hai detto,qualcosa importante cioè le innovazione portate dal grande poeta alla poesia,sia sul piano lessicale e strutturale,sia sul piano metrico e sintattico:
1)abolisce la punteggiatura, conservando solo il punto interrogativo, e la sostituisce con spazi bianchi, che hanno la funzione di pause espressive;
2)al linguaggio della tradizione classica sostituisce parole comuni, capite e usate da tutti e per questo adatte ad esprimere la profondità del pensiero, perché "scavate" nella vita; in questo senso si può parlare di linguaggio non poetico a proposito delle scelte lessicali di Ungaretti.
-
3)sconvolge la sintassi tradizionale e separa gruppi di parole legate logicamente tra di loro, facendo sì che acquistino quasi una vita propria, catturando magneticamente l’attenzione del lettore;
rifiuta le forme metriche tradizionali, adottando il verso libero, lungo o breve, anche brevissimo, formato di una sola parola;
La bellezza del pensiero del poeta è quello che vive ancor oggi:Ungaretti afferma: "Io credo che non vi possa essere né sincerità né verità in un’opera d’arte se in primo luogo tale opera d’arte non sia una confessione". La poesia, in altri termini, vive nell’intimo legame dell’individuo con se stesso; quello che conta della poesia è il "testo", cioè la domanda irripetibile che la parola poetica pone all’infinito e all’assoluto, sempre in bilico tra "discorso" e "silenzio".Non si tratta di fare della propria vita un’opera d’arte, ma di ricercare, mediante la letteratura, la "verità" nella sua essenza più pura. CHE NE DITE?
-
Complimenti ad ambedue...anche per aver scelto Ungaretti. il poeta dell'essenzialità.
-
Anzitutto grazie a Lorenzo ed Apache per averci illustrato molto chiaramente la poetica di Ungaretti, consentendo di rispolverare la memoria.. (parecchia polvere!!!)
Di Ungaretti condivido pienamente il legame che attibuisce alla poesia nei confronti delle esperienze di vita.
Sono proprio queste infatti ad apportare contenuti innovativi alla poesia italiana. Basti pensare all'esperienza del soldato, alla sua correlazione con la sofferenza causata dalla guerra: la trincea è teatro di morte, di disagio, di sacrificio, di una dimensione umana stravolta dalla reale possibilità che ogni ora possa essere l'utima.
Per descrivere tutto ciò sono necessari nuovi mezzi espressivi, è necessaria l'essenzailità e la drammaticità che la "parola" racchiude in se.
-
Non a caso,l'essenziale nel linguaggio,ma nato esplicitamente per necessità,infatti in guerra,in trincea,il poeta materialmente non poteva dilungarsi nè nei pensieri nè nello scrivere.
Da qui...Ungaretti precursore della poesia Ermetica.
-
Una poesia che m'ha colpito in particolatre di Ungaretti è quella che fa :" Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie "
-
Una poesia che m'ha colpito in particolatre di Ungaretti è quella che fa :" Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie "
Concordo...io mi sento proprio colto nel segno, in alcuni miei momenti di ripiegamento su me stesso...
-
Concordo...io mi sento proprio colto nel segno, in alcuni miei momenti di ripiegamento su me stesso...
o quando si pensa alla caducità della vita... le foglie cadono come i compagni in trincea...
-
Una poesia che m'ha colpito in particolatre di Ungaretti è quella che fa :" Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie "
se mi permettete vorrei restare nel primo Ungaretti...e grazie ad Apache e a Anna, che si sono accodate in questa analisi molto importante...
perchè ho scelto questa breve poesia..
perchè è tremendamente...e stupendamente "banale"...
ecco la grandezza della poesia..
ed ecco la grandezza di leggere la poesia...
tramite essa si può seguire la vita...
Ungaretti inizia con molto garbo, in questo cammino..."essenziale"...con molta serena sintesi...
non si deve solo leggere la poesia del Ungaretti poeta noto...ma anche di quello meno noto..
per scoprirne l'evoluzione..e potercisi ritrovare..
-
prima di continuare con le poesie del primo Ungaretti, una domanda provocatoria...
se Ungaretti...sconosciuto Ungaretti avesse pubblicato questa breve sul sito, come si saremmo comportati?
la redazione l'abrebbe accettata?
e noi lettori-frequentatori come l'avremmo commentata?
-
prima di continuare con le poesie del primo Ungaretti, una domanda provocatoria...
se Ungaretti...sconosciuto Ungaretti avesse pubblicato questa breve sul sito, come si saremmo comportati?
la redazione l'abrebbe accettata?
e noi lettori-frequentatori come l'avremmo commentata?
e' molto difficile rispondere a questa domanda, non saprei essere obiettiva perchè la mia conoscenza di Ungaretti, anche se scolastica, la influenzerebbe.
Probabilmente non avrei colto a pieno la grandezza di questo poeta: non avrei avuto e non ho la forma mentis necessaria.
-
Non concordo con te Paolo,l'Ungaretti sconosciuto scriveva le brevi,sicuramente aveva di già un bagaglio culturale ma era un soldato in trincea che per necessità racchiudeva i concetti e le sensazioni in poche righe. Sicuramente hai ragione sul concetto della profondità tecnica e culturale nel capirle e soprattutto commentarle.
-
Non concordo con te Paolo,l'Ungaretti sconosciuto scriveva le brevi,sicuramente aveva di già un bagaglio culturale ma era un soldato in trincea che per necessità racchiudeva i concetti e le sensazioni in poche righe. Sicuramente hai ragione sul concetto della profondità tecnica e culturale nel capirle e soprattutto commentarle.
ed infatti questo ci fa riflettere...
ma non deve essere il nome che fa la poesia...
leggendo i vari grandi poeti, Ungaretti compreso...vediamo che ci sono poesia più o meno belle...
e quindi tutto ciò deve esserci da lezione...
anche loro, da chi competente è stato criticato, e da quella critica ha poi creato nuova linfa...
io penso che se avessi letto quella poesia...sotto mentite spoglie...avrei commentato non positivamente...
-
IL PORTO SEPOLTO.
(Mariano, 29 giugno 1916)
[i]Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta quel nulla
d’inesauribile segreto.[/i](Metrica: versi brevi, nei quali la misura sembra essere il ternario, insieme a senari e novenari.)
Poesia che fa parte della raccolta omonima, a cui Ungaretti dando la spiegazione del titolo, da la spiegazione della poesia “Il Porto Sepolto è ciò che di segreto rimane in noi indecifrabile”
Concetto maestoso, pieno di significati e spessore, è quella parte di noi celata nelle pieghe dell’anima, che solo e non sempre la poesia permette di rivelare, ma se ci riesce ci riesce tramite la parola adeguata.
È un manifesto di poesia, è appunto la descrizione di poesia…del poeta
Infatti nel primo verso, la metafora del porto sepolto, sta indicare la parola autentica, quella parola che deve essere portata alla luce.
Quindi scavando, e andando oltre i normali legami si può arrivare alla parola autentica, quella parola sepolta, che torna alla luce.
Ma può disperdersi, quella parola tanto cercata, e tanto desiderata, perché può non essere recepita dalla comunità.
È molto importante questo concetto, perché rivela, come detto in altro post, poi alla fine l’oggettività della parola e della poesia: ovvero la poesia senza lettore, e senza commento è foglia trascinata dal vento e dispersa.
Nella seconda strofa e ultima si vede l’Ungaretti che affrronta lo spessore della poesia e della parola, il suo confronto con il nulla..la segretezza della parola, la sua efficacia, si raggiunge a patto di contemplare e contenere il possibile silenzio (mi resta quel nulla)
È la capacità dell’espressione con il silenzio, dal suono della parola nel nulla, da respiro silenzioso di chi afferra l’emergere della parola….l’importanza di quelle pause…
Di quei silenzi…tra un verso e un altro…
Di quei versi corti…spesso appena accennati.
È la forza della parola, fatta di evocazioni segrete, di silenzi trovati, di emozioni ritrovate.
-
La situazione che si sarebbe presentata poteva essere catastrofica!
Se avesi letto la poesia forse avrei lasciato passare inosservato un testo che nel tempo è divenuto una poesia di Ungaretti.
Forse la poesia va cmq letta a prescindere dall'autore ma conoscendone le dinamiche di composizione si ha un altro d tipo di impostazione di lettura.
A posteriori è dificile dare una valutazione senza pensare che l'autore è Ungaretti.
-
IL PORTO SEPOLTO.
(Mariano, 29 giugno 1916)
Vi arriva il poeta
e poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde
Di questa poesia
mi resta quel nulla
d’inesauribile segreto.
Questa poesia è più articolata, ha più punti di riferimento sui quali poi estrapolare chiavi di lettura ad aprire il mistero della parola.
[-Il poeta che esercita la sua capacità di poetare
-il porto è la poesia nella quale il poeta vive e approda
-ed in fine il mistero del linguaggio tanto forte quanto velato e impalpabile.
Grazie Lorenzo un po' di critica mi fa ripensare ai tempi del liceo....
-
Mi soffermo sulla metrica dei versi:liberi,scomposti,brevissimi,fulminei,è il titolo la chiave di lettura...parte integrante del testo stesso.
AUTOCRITICA DI UNGARETTI:pochi versi per calarsi in se stessi fino a trovare una parola che sia gioia per gli altri-Una meta da raggiungere-
Forse è questo scrivere poesie?
-
è nella ricerca della parola...che si concentra la poetica di ungaretti...
e avete ragione...
e anche tu Apache...
la parola, è il suono, che diventa segno decifrabile, che trasporta dall'intimo al lettore l'emozione...
è nella parola...la magia....
ed in questo che Ungaretti è grande...
seguendo quella corrente francese, iniziata da Baudelaire e sviluppata fino all'estremo da Mallarmè...
e pre qusto riporto un frase di EmileDickinson
"non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A Volte ne scrivo una, e la gurado, fino a quando non comincia a splendere"...
-
Continuiamo a sviluppare il primo tempo della poetica di Ungaretti, e proseguiamo con questa poesia, già a ridosso della poetica della guerra del poeta.
Peso
Quel contadino
Si affida alla medaglia Di Sant' Antonio
E va leggero
Ma ben sola e ben nuda
Senza miraggio
Porto la mia anima
Mariano 29 Giugno 1916
Il nucleo tematico di questa poesia è l’armonia.
C’è il contrasto tra il “visto” ed il “sentito”…tra una immagine, la sua ammirazione…e un pensiero e il suo sentirlo straziante.
Infatti nella prima parte, il poeta ammira con malinconia, la semplicità di un contadino che affida le sue poche sicurezze ad una medaglia, tale da renderlo sereno, “armonioso”, di contro nella seconda parte, descrive il suo stato d’animo... opposto.. senza appigli…(ben sola…ben nuda..porto la mia anima)
E quel peso è infatti questa consapevolezza di una anima senza sicurezze, senza riferimenti: non resta nemmeno una illusione.
È una poesia, che gia permette di vedere la maturità del poeta, questo saper giocare con le parole e le immagini, questo sintetizzare e penetrare.
L’ultima strofa è di una bellezza incredibile.
-
in effetti è una poesia molto armoniosa che da quel senso del respiro portandosi a ridosso della sua vita e affida la sua anima ad un pensiero che nel suo splendore delizia in modo oltre l'incantevole volendo liberarsi da quel peso che lo fa sentire malinconico affidando la volontà verso quel contadino offrendo tutta la sicurezza per una serenità cercata.
Giovanni
-
Riprendendo il tema della prima parte della poetica di Ungaretti che risale alla fine della prima guerra Mondiale bisogna sottolineare degli aspetti fondamentali che influenzarono la vita e il modo di scrivere del poeta,creando nel suo animo uno stato di malinconia :
La morte della madre, dispiaceri famigliari e disagio economico "
"il poeta non accetta le illusioni e preferisce star solo con la sua sofferenza (cfr. Peso, dove al contadino-soldato che si affida, ingenuamente, alla medaglia di Sant'Antonio per sopportare meglio il peso della guerra, il poeta preferisce stare "solo", "nudo", cioè senza illusioni ("senza miraggio"), con la sua anima.
Che dire del grande poeta Rivoluzionario del dopoguerra,anche in questa Ode ritroviamo l'ermetismo,cioè poche parole che esaltano forti emozioni.
-
in effetti è una poesia molto armoniosa che da quel senso del respiro portandosi a ridosso della sua vita e affida la sua anima ad un pensiero che nel suo splendore delizia in modo oltre l'incantevole volendo liberarsi da quel peso che lo fa sentire malinconico affidando la volontà verso quel contadino offrendo tutta la sicurezza per una serenità cercata.
Giovanni
Concordo...le parole, i versi di Ungaretti sono, a ben leggere,vere senteze , che, tuttavia, vengono rese in maniera leggera, armoniosa..
-
Mi illumino
d'immenso
Ungaretti