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Non ho mai vinto
ho sempre sudato
polvere di stella
e mi sono sporcato
del buio di notti
troppo lunghe
troppo buie per dare
amore o lacrime
fino alla nuova alba.
Non mai trionfato
e il traguardo
mi ha trovato sempre
ferito e senza
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Nel cuore, tu rimani accesa,
come una fiamma che non teme il vento,
riposa l’eco dolce del momento
che rese l’alma mia lieta e sorpresa.
Tra i battiti nascosti fai difesa
d’ogni timor, d’ogni più triste evento,
sei luce chiara in mezzo al
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Canto la donna che ti fa del danno
che ti salassa con i suoi tranelli
strappando i nodi della continenza
a te che sei un compendio di insipienza.
Canto la donna tutta casa e chiesa
che soffre e paga per la insensatezza
patendo negli affanni i suoi
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Anco se percorso
par a tratti disparire,
cerco in verso il conforto,
ché’l cammin m’è un po’ avverso
Cerco un poco di far
per la gente che mi sta intorno,
ma mal mi piglio in pensiero,
ché in dilemmi mi contorco
Cerco in Dio un po’ conforto
e
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Perché la luna
perché le stelle
ed io cosi’ piccolo
non so far ombra agli alberi
nè cercare l’acqua quando ho sete (di sapere)
i giorni in fila come soldatini
un soffio di vento dietro l’angolo
e la voglia di volare via
un mare che non ha onde
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Passeggio lungo la riva
fra ciottoli e salici bianchi,
e mentre i giunchi si arrendono
al mio passaggio
guardando all’altra sponda
mi chiedo cosa ci sarà
al di là del fiume.
Silente scruto l’altra Rica,
ma è troppo distante da qui
sono nel
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Scivolo in delicati e frusciati pensieri,
in mille parole, tra spirali rimaste in delicati
e soffusi respiri, rimasti nell’arco della vita
ormai andata.
Ribelle m’insinuo nel frastuono del fischio
costante e poderoso del vento, mi lascio
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Intensa vibrazione delle corde dell’anima.
immacolata onda che sorgi da un respiro di bambino.
Soffio autentico di una sorda emozione di nuvole
bellissima rima di una breve luce vestita di stelle.
Lindo quadro brivido di una splendida amenità
ti
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Ti cerco, padre, nel chiarore quieto
che filtra tra le foglie come un canto
lontano, quando l’alba ancora preme
sul petto della terra addormentata.
Sei l’albero che regge il cielo intero
con rami che non tremano al temporale
e il frutto maturo
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La paura è un’ombra scabra
lichene aggrappato al muro del mattino.
Non grida:
rode.
Sta nella fessura della voce
nell’esitazione che incrina il gesto
nel passo che misura la polvere
prima di osare il varco.
Volti d’argilla,
inermi nel loro
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Non è semplice trovare l’argomento giusto
per accontentare tutti
non basta la fantasia per dare una svolta al giorno
anche se chiunque vorrebbe poter prendere parte
in base al suo livello destreggiandosi uniformemente
diventando pane per i suoi
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Òua lê tùtto un gran travàggio
pe poi fâme ‘na cansun
che me pâ ‘na cantegua intantu
che me porta au campusantu.
Òua
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 | Tu sorridi
e hai un balenìo
e con un soffio
le parole
ti sgusciano improvvise
dalla chiostra bianca
che dischiudi appena
quasi in un tintinnio
fra i tuoi capelli
mossi al vento
soggiogando lo sguardo,
di me sempre rapito
dalla fiaba
che tu
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Non controllo mai
le mie nuvole assassine
non ritorno mai
dove il cielo mi ha tradito
con un tramonto
o con le stelle illuminate
che sembravano promettere
amori e carezze
per questo morirò da solo.
Non ascolto mai
i battiti del cuore
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Se mal mi ravvedo,
cerco di fuggir in pensiero
e su altro provo tana,
anco se tutto par frana
E gozzoviglio qua e là,
per pene allontanar,
ché disagio non voglio sentire
e poco in cura mi presto
In viver sempre mi dirigo
e non m’abbatto
per
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Svetta la dorata Roccia imponente
della favolosa Cima Ra Gusela
sotto il chiarore del sole brillante.
Maestosa verso l’alto si staglia
a conversar col limpido cielo
dell’incanto di quel sito stupendo,
dove neve soffice e candida
magicamente
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Nel punto cieco dove ti cerco
la luce si piega
e diventa respiro.
Non è il tuo volto
a tremare nelle mie mani
ma l’eco che lasci
tra le pieghe dell’aria
quel vuoto caldo
che mi chiama per nome.
Ti sfioro come si sfiora
una soglia
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Sento come una malinconia in fondo al cuore,
una mancanza d’aria
un desiderio di volare
in cerca di respiro,
quel respiro che profumava la mia vita
e mi faceva sentire viva, felice,
splendida farfalla tra le tue dita.
Ma il tempo passa e tutto
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Non ti porto con me.
Ti lascio
dove sei accaduto.
.
Ora cammino
con le mani libere
e il cuore desto.
.
DE LA DESPEDIDA
.
No te llevo conmigo.
Te
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Tante le occasioni che ogni giorno
si mettono sul nostro cammino
se solo potessimo bloccarle
estirpando quanto più di buono
forse troveremo il modo per condividere
con chi nel bisogno naviga
senza far apparire il nostro sacrificio
nel tempo
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Sulla landa deserta il sole si ferma,
ombre lunghe come attese senza fine,
manichini di legno guardano il nulla
con occhi ciechi di gesso e di silenzio.
Arcate rosse incorniciano il vuoto,
un treno lontano resta sospeso
all’orizzonte, fischio muto
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La mamma è colei che ti custodisce per nove mesi,
che si prende cura prima di sapere,
di vedere,
di conoscere;
che ti custodisce,
che ti protegge.
La mamma è colei che ti racconta storie,
che ti regala il primo sorriso,
che ti stringe tra le
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Una mano si alza piano,
cercando il sorriso nel cielo,
il vento l’ha portato lontano
restano spente le stanze al gelo;
è volato via come un gabbiano,
oltre l’azzurro chiaro delle stelle,
ha sciolto il nodo stretto della mano
ombre lunghe e teneri
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Al fiorire delle camelie
Sei andata
in silenzio perfetto
lasciando soltanto
il tuo corpo sul letto
ora son solo qui
e mi guarda milu’
quella gatta
che ti piaceva di più
e’ stata una camminata
di quarantotto anni
tra gioie e dolori
ma felici
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Ripeto tutto
come in un ritornello:
nacqui ch’ero povero
e crebbi in povertà
divenni poi ricco
ma non di denaro,
in me era più importante
l’essere un anima buona,
poi, come in refrain
tutto riiniziò da capo...
e quindi rinacqui
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Se la fine
è solo uno sguardo
non guardarmi
e posa le ombre
fino alla sera
accarezza le stelle
finché non tremerò
con l’ultimo respiro.
Se la fine
è solo un silenzio
parlami ancora
e culla le lune
che ci guardavano
di notte
mentre il
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Se un perde bellezza,
tutto divien freddezza
e’l campare vien muto
e non s’è più arguto
Resta un gentil pensier in testa
per evitare via mesta,
anco se fugace,
che piglia nell’animo rapace
Ancor il cor preme,
ma sentir non converrebbe,
ché
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In piazze d’ombra e geometrie di gesso,
si ferma il tempo sopra un orizzonte,
un manichino siede nel riflesso
di un’architettura immota e senza impronte.
Sulla muraglia che il meriggio abbaglia,
tra cocci aguzzi e l’arsura del pruno,
il varco tace
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i miei poeti che attraversano il tempo ed il cielo. nel tremito del vento
l’età moderna con Neruda che sillabava l’alfabeto del cuore.
C era un furioso silenzio quando Quasimodo denunciava la tragedia della guerra.
"E come potevamo noi cantare con il
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Essere nodo di stelle
e vento antico tra le costellazioni.
Portare spine come reliquie
e luce come preghiera nascosta.
Restare quando il cuore è tempio aperto
discostarsi quando diventa corridoio d’ombra
senza candele.
Avere ambizione che
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Filippi... il grande incontro con la morte
con Bruto Cassio e gli altri congiurati
per Cesare nei giorni vendicati
uniti dalla vita e dalla sorte.
Roma che apre al tempo cento porte
alle idi di marzo e ai giorni amati
per cancellare i passi
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Vista e cuore si adeguano al momento
senza scombussolare chi dintorno
vorrebbe poter sindacare in maniera non sempre consona
aria frizzante anticipa il momento
aprendo il tragitto a chi lassù già si è messo in volo
coprendo chilometri e
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Perché ti adombri mare profondo?
Immenso ti miro fino al finir
dell’orizzonte, promessa eterna
di vita che dà gioia ai pensieri.
Ora è mantello azzurro il cielo,
cupezza scompare, torna certezza
di un placido scivolar dell’onde
battito continuo
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Quando dal viso scende una lacrima amara,
sapore di sale, l’umido che ti bagna le guance;
osservi sfocato il soffitto,
gli occhi brillano, ma non è luce;
brillano, ma dentro è il buio.
Quando per un attimo perdi te stesso,
quell’attimo che dura
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Vieni, candida neve,
scendi leggiadra su monti,
su colli e su valli,
discendi soffice e lieve
su case, viali e giardini
donaci i fiocchi più chiari
e lucenti
rendi gioiosi grandi e piccini.
Or che si tacitano i venti
forma bianche ghirlande
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 | Mi accorgo di un pensiero
come di una finestra che si apre
senza rumore.
Non bussa,
non chiede permesso -
è luce sottile
attraversa la stanza della mente.
A volte è polvere, danza
un ricordo di pioggia,
il nome di qualcuno
sussurrato
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| Smuovo l’ironia
perché a piccoli passi va.
Una boccata d’aria gli fa bene ai polmoni.
Chissà quanta fatica per farli respirare.
Si sente da lontano
che ha bisogno d’aria.
Si presta un po di bene
oppure lo disegna sulla finestra
anche se si
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Nei momenti bui di me
quando il brivido
percorre con lenti passi
lungo la mia schiena
e ogni cosa perde i suoi contorni
ho paura di perderti ancora...
Non so più cosa meritarmi
so di non esser pronto al peggio
e dentro me rifuggo quel
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Nel buio azzurro degli schermi accesi
crescono voci come lame sottili,
inermi dita scagliano tempeste
senza guardare il volto che sanguina.
La rete è un mare giovane e crudele,
specchio che ride mentre affonda i cuori,
dove l’insulto, come un
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Se van alternando por el camino
hacièndolo difícil de llevar,
siempre fuè asì y no lo entiendo
pero sé que esto me cambió el destino.
Altos y bajos como en las mareas
que una vez te ahogan otras te resecan
como en un desierto árido
te queman
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Le sue parole cadevano piano
come polvere dorata nei pomeriggi immobili
quando il tempo si stendeva sul tavolo
tra briciole di pane e silenzi lunghi.
Non erano lezioni
non c’erano cattedre né sentenze solenni.
solo gesti distratti
un modo di
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Fare di tutto per essere all’altezza
la cosa migliore per non pensare
riuscendo a trovare uno scopo per andare avanti
modello di vita onde ritrovare
quella felicità ormai distante
che nel cuore abbarbicata com’è
fa di tutto per gustare nuovamente
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Lascia che cada il foglio là dove scivola il cielo.
scrivo il mio nome laggiù nella notte fonda di stelle...
Non voglio più avere asilo tra gli uomini
cammino a fondo con i miei piedi nudi nella massiccia coltre di neve.
Palpito la solitudine che
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 | Non cerco più asilo tra le mura degli uomini,
ma posso solo adagiare il mio battito
su questa coltre bianca che tutto dimentica.
Voglio addormentarmi così,
nel ghiaccio profondo della notte,
mentre il respiro si confonde con la nebbia
e resto
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Cerco di pensarti
finché ho la forza
di amare le nuvole
e poi vederle svanire
con il vento dei sogni
che non tornerà mai
in un cielo distratto
se non alla fine
con la falce di luna.
Cerco di amarti
anche se tu non amavi
e alla fine non
leggi

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Pensier a volar distinto e prepositivo,
tepor ad addolcir cuore,
aggirar furtivo e rubar amor
ad ogni fessura del cuore.
Amor ad ampliar visuale
Color cielo ad invader sguardo,
forvianti sensazioni e
prepositive esclamazioni.
Amo e con amor
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Un canto di pioggia/vien giù e si rafferma
a freddar la terra inferma,
sosta in pozza malferma
La sfiora il sibillino vento,
che s’inerpica fra fusti alterni,
danzando fra secchi rami,
d’umidità impregnati
Dippoi nube s’arresta,
che già Sol
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 | Un fiore, al tempo docile prigioniero,
giace tra polvere e luce morente;
fu canto acceso, vivido e presente,
ora è silenzio fragile e leggero,
bevve l’aurora, limpido e sincero,
offrì il suo cuore al sole sorridente;
poi l’ombra scese, lenta e
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| Il bozzolo appeso al ramo
nel silenzio paziente della sera
chiede soltanto di restare filo
di stringersi ancora alla sua trama sottile.
Ignora l’aria che lo attende
l’azzurro spalancato oltre l’involucro
non comprende il fremito che già lo
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Si libran le rondini volteggiando
nel cielo grigio di nubi gremito,
sotto gli ansimi del vento.
Sugli ancor nudi ranni intorpiditi
stentan le strutture dei nuovi nidi,
con affanno e fatica.
Sotto la grondaia da burrasca ripulita
si dispongono
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Nel cuore umano la gelosia serpeggia,
vipera occulta tra i roseti dell’alba,
avvelena il mattino con lingua biforcuta,
divora il sole prima che nasca il giorno.
Come onda furiosa che assale la scogliera,
inghiotte la quiete, lascia solo
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Un vento di aprile
mi sveglia e sono
sui sentieri delle violette,
lui le abbraccia
mentre io le raccolgo
per donarle a te,
piccoli fiori, per
il tuo grande amore
che sempre mi doni.
Sono io, del vento figlio,
delle viole il pastore, e
per il
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Cammino con le scarpe di nuvole con il sudore sgocciolato di silenzio.
palpito il rumore fluttuante del cuore.
Sussurro con l ‘ala ferita della rondine
canta la mia voce musicale di basso.
Fragorosa emozione lavacro di solitudini
angelo con i capelli
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Accessibilità alla vita temporaneamente chiusa
quando grandi occasioni
piccolezze fatte di perplessità
fuorviano qualsiasi idea che si prospetti
per uscire da un giro non proprio coerente al momento
dove un turbine è capace di annullare senza
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Amore ed Armonia
ogni Tuo Canto,
sei il primo
dei poeti dell’Amore!
L’Amore Tuo
esente dall’inganno
imprime nel
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Brucio lenta
in rivoli densi di miele
nell’oscurità del tuo sguardo
quando ogni respiro sublima
liquido di fuoco
tra le tue labbra morbide.
Mi perdo nel ricamo della tua pelle
dove ogni carezza è un tremore
di papaveri e vulcani
nel
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Doppo diece anne ‘e Africa
è sciso miezo ‘e tallare
ma a quanno pare a guallara
ne tene a volontà.
’O core è pazziariello
nennillo e puntigliuso
ma è miezo artetecuso
e ancora po’ ‘mpara’.
P’ ‘o suppurta’ ‘ce vonne
’e palle ‘e n’elefante
e
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337942 poesie trovate. In questa pagina dal n° 1 al n° 60.
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